{"id":5817,"date":"2022-05-19T13:50:46","date_gmt":"2022-05-19T11:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5817"},"modified":"2023-04-20T10:30:48","modified_gmt":"2023-04-20T08:30:48","slug":"la-lunga-attesa-dellangelo-di-mazzucco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/la-lunga-attesa-dellangelo-di-mazzucco\/","title":{"rendered":"La lunga attesa dell&#8217;angelo di Mazzucco"},"content":{"rendered":"<p>\u2013 Melania Mazzucco \u2013 Einaudi \u2013 pp. 480 \u2013 \u20ac 14, 00.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Mazzucco.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5818\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Mazzucco-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Mazzucco-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Mazzucco.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storia di un padre, storia di un pittore. Storia di Jacomo robusti detto il Tintoretto. Di un pittore che \u00e8 padre e vede scivolare tra le dita la vita delle sue creature, artistiche e umane. Storia di una emancipazione, dell\u2019amore, di quell\u2019amore che non ha nulla da chiedere ma che ogni cosa dona, e per tanto pu\u00f2 essere chiamato tale. Storia del dolore, dell\u2019esistenza che \u00e8 tale perch\u00e9 dolente, del tempo che corre e strappa e ogni cosa travolge al cospetto dell\u2019infinito. Storia di un granello di sabbia, che per quanto insignificante graffia e squarcia comunque il velo dell\u2019oblio. Storia dalle numerose sfumature di bellezza che avvolge e trasporta nei luoghi, tra le calli, nel tempo, cos\u00ec come ogni pagina che sia di tale dignit\u00e0 dovrebbe fare. Spostarci, muovere il lettore oltre il vincolo del personale limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 deludente il momento in cui scopri che la tua opera non ti appartiene pi\u00f9. Che non \u00e8 affatto ci\u00f2 che doveva essere \u2013 non \u00e8 nemmeno la brutta copia delle tue intenzioni \u2013 ma che non potr\u00e0 mai essere nient\u2019altro.\u00bb<br \/>\n\u00ab&#8230; per quanto stanco sia il mio corpo, per quanto fragili le mie ossa, e affannato il mio cuore, ci\u00f2 che non \u00e8 cambiato e non pu\u00f2 cambiare \u00e8 il nocciolo della mia persona, la mia identit\u00e0, chiamala pure la mia anima, che non sta nel tempo, e non subisce i capricci degli anni, ed \u00e8 perci\u00f2 indistruttibile.\u00bb<br \/>\n\u00ab&#8230; non l\u2019ultima volta si deve ricordare, ma la prima. La prima volta che le cose accadono, quando accadono per sempre.\u00bb<br \/>\n\u00abE la verit\u00e0 delle cose si nasconde nella loro apparenza, o forse \u00e8 proprio la loro apparenza.\u00bb<br \/>\n\u00abIl processo di semplificazione richiede una vita intera.\u00bb<br \/>\n\u00ab&#8230; volevo capire l\u2019alchimia della metamorfosi. Perch\u00e9 tutto si tiene, ogni cosa diventa un\u2019altra, ogni essere, ogni vita genera una catena di trasformazioni, e non se ne pu\u00f2 indovinare la fine.\u00bb<br \/>\n\u00abOggi sono il figlio e l\u2019allievo di me stesso. Mi sono messo al mondo da me.\u00bb<br \/>\n\u00abMi sono guadagnato il diritto di sopravvivere come deve fare il pi\u00f9 debole della cucciolata, destinato a essere emarginato, affamato e sbranato dagli altri cani.\u00bb<br \/>\n\u00ab&#8230; perch\u00e9 tutti, mendicanti, tintori o principi, sognano di essere qualcun altro, di poter avere un\u2019altra occasione, un\u2019altra identit\u00e0, un\u2019altra vita, ma solo gli artisti ce l\u2019hanno davvero.\u00bb<br \/>\n\u00ab&#8230; ci hai mai fatto caso che anche i fiori dormono? Quando viene il mattino, sgranchiscono i petali.\u00bb<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 l\u2019arte non imita la natura, ma la crea. La verit\u00e0 e la bellezza non sono nelle cose, non sono nel mondo, ma nel profondo di noi, in quella parte nascosta che non sar\u00e0 mai conosciuta, ma che deve essere liberata.\u00bb<br \/>\n\u00abDove pochi sono ricchissimi, colti, felici, e molti, quasi tutti, poveri, ignoranti, privi di opportunit\u00e0 \u2013 di tutto. Rimbecilliti dai giochi della domenica, infiacchiti dalla instabilit\u00e0 del lavoro, consolati dal lassismo della legge e dalla benevola clemenza della religione. Dove la nascita decide il futuro delle persone pi\u00fa del loro talento. Dove i vecchi ostacolano i giovani, li riempiono di occasioni di svago e di piacere perch\u00e9 essi dimentichino di crescere e di soppiantarli. Dove a trent\u2019anni ti considerano ancora una giovane promessa e ti rispettano solo quando ostenti i tuoi capelli bianchi. Dove \u2013 mentre il mondo cambia veloce, mentre l\u2019Europa si riforma e si trasforma \u2013 tutto viene congegnato perch\u00e9 ogni cosa nuova diventi vecchia e rimanga com\u2019\u00e8 sempre stata.\u00bb<br \/>\n\u00abLa persistenza delle cose e dei luoghi che abbiamo amato mi illude che qualcosa di noi persista in essi.\u00bb<br \/>\n\u00abDitemi, quando il giorno del giudizio riavremo i nostri corpi, riavremo la nostra giovinezza, la nostra bellezza, il nostro fuoco, o saremo condannati a indossare per l\u2019eternit\u00e0 la nostra carogna sfigurata dal tempo?\u00bb<br \/>\n\u00abSe sia o non sia mia figlia non ha grande importanza, dissi, poich\u00e9 sar\u00e0 sempre mia figlia.\u00bb<br \/>\n\u00abNon abbiamo il diritto di esaltare le opere senza accettare gli artisti.\u00bb<br \/>\n\u00abMi hai insegnato che la cosa importante non \u00e8 ci\u00f2 che gli altri pensano che siamo, ma ci\u00f2 che siamo.\u00bb<br \/>\n\u00abPer meritare la libert\u00e0, devi essere disposto a perderla.\u00bb<br \/>\n\u00abGratitudine per essere nato, per avere amato, per essere stato amato, per avere creato, per avere goduto delle cose che danno piacere e per avere sopportato quelle che danno dolore \u2013 per avere vissuto.\u00bb<br \/>\n\u00abLe difficolt\u00e0 lo annientavano, non sopportava il minimo insuccesso, si perdeva d\u2019animo davanti al primo ostacolo, che gli pareva sempre insormontabile. Si creava da solo nemici e impedimenti, disseminava le sue giornate di trappole per poter dire di essere stato sconfitto da forze superiori, alle quali opporsi era vano.\u00bb<br \/>\n\u00abChe cosa fragile \u00e8 ci\u00f2 in cui riponiamo ogni speranza di dare un significato alla nostra vita.\u00bb<br \/>\n\u00abHo fatto accendere candelabri, lampade e torce sui davanzali per fiaccare la notte e scacciare la morte.\u00bb<br \/>\n\u00abIl dolore, alla lunga, annoia. Ci si aspetta che lo manifestiamo \u2013 educatamente e con misura \u2013 quando si deve, e poi che passi come una febbre.\u00bb<br \/>\n\u00abL\u2019arte \u00e8 la ricchezza della povert\u00e0. Chi crea non ha nulla, ma possiede tutto.\u00bb<br \/>\n\u00ab\u00c8 il doloroso fallimento delle ambizioni che genera un artista \u2013 o lo seppellisce, se lo merita.\u00bb<br \/>\n\u00abIl corpo e l\u2019anima sono inseparabili e irresistibilmente attratti l\u2019uno dall\u2019altra come il maschio e la femmina. Nemmeno la morte li separa.\u00bb<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 sempre una prima volta. C\u2019\u00e8 sempre qualcuno che fa qualcosa che non \u00e8 mai stato fatto prima. La gente lo deride, lo punisce, lo addita come un cattivo esempio. Ma poi col tempo si abitua. E lo riabilita, perfino.\u00bb<br \/>\n\u00abTutto quello a cui si \u00e8 rinunciato diventa un paese perduto, irraggiungibile come il nostro passato.\u00bb<br \/>\n\u00abLa conoscenza \u00e8 tutto, l\u2019ignoranza \u00e8 tenebra, errore \u2013 dunque \u00e8 il male.\u00bb<br \/>\n\u00abIl nome, il sesso, l\u2019et\u00e0 e la durata della vita sono tra le poche cose al mondo che non possiamo decidere. Ci viene dato, ed \u00e8 sempre appartenuto a qualcun altro prima di noi \u2013 un abito usato, e di seconda mano.\u00bb<br \/>\n\u00abDi fronte all\u2019infinito, non siamo nient\u2019altro che il baluginare di una scintilla nell\u2019eternit\u00e0 della notte.\u00bb<br \/>\n\u00abLa vita va com\u2019\u00e8 sempre andata. \u00c8 questo caos, le voci di chi resta, le cose preziose che accadono tutti i giorni e quelle che accadono una volta sola o mai, la gloria pubblica e l\u2019anonimo fallimento, le conquiste e gli errori, i misteri sublimi e le bestiali sciocchezze, la pienezza e il vuoto, il sogno e il risveglio, l\u2019infinito e il nulla, la tenebra che ci annienta e la luce che ci chiama.\u00bb<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Melania Mazzucco \u2013 Einaudi \u2013 pp. 480 \u2013 \u20ac 14, 00. Storia di un padre, storia di un pittore. Storia di Jacomo robusti detto il Tintoretto. Di un pittore che \u00e8 padre e vede scivolare tra le dita la vita delle sue creature, artistiche e umane. Storia di una emancipazione, dell\u2019amore, di quell\u2019amore che non ha nulla da chiedere ma che ogni cosa dona, e per tanto pu\u00f2 essere chiamato tale. Storia del dolore, dell\u2019esistenza che \u00e8 tale perch\u00e9 dolente, del tempo che corre e strappa e ogni cosa travolge al cospetto dell\u2019infinito. Storia di un granello di sabbia, che per quanto insignificante graffia e squarcia comunque il velo dell\u2019oblio. Storia dalle numerose sfumature di bellezza che avvolge e trasporta nei luoghi, tra le calli, nel tempo, cos\u00ec come ogni pagina che sia di tale dignit\u00e0 dovrebbe fare. Spostarci, muovere il lettore oltre il vincolo del personale limite. \u00ab\u00c8 deludente il momento in cui scopri che la tua opera non ti appartiene pi\u00f9. Che non \u00e8 affatto ci\u00f2 che doveva essere \u2013 non \u00e8 nemmeno la brutta copia delle tue intenzioni \u2013 ma che non potr\u00e0 mai essere nient\u2019altro.\u00bb \u00ab&#8230; per quanto stanco sia il mio corpo, per quanto fragili le mie ossa, e affannato il mio cuore, ci\u00f2 che non \u00e8 cambiato e non pu\u00f2 cambiare \u00e8 il nocciolo della mia persona, la mia identit\u00e0, chiamala pure la mia anima, che non sta nel tempo, e non subisce i capricci degli anni, ed \u00e8 perci\u00f2 indistruttibile.\u00bb \u00ab&#8230; non l\u2019ultima volta si deve ricordare, ma la prima. La prima volta che le cose accadono, quando accadono per sempre.\u00bb \u00abE la verit\u00e0 delle cose si nasconde nella loro apparenza, o forse \u00e8 proprio la loro apparenza.\u00bb \u00abIl processo di semplificazione richiede una vita intera.\u00bb \u00ab&#8230; volevo capire l\u2019alchimia della metamorfosi. 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La verit\u00e0 e la bellezza non sono nelle cose, non sono nel mondo, ma nel profondo di noi, in quella parte nascosta che non sar\u00e0 mai conosciuta, ma che deve essere liberata.\u00bb \u00abDove pochi sono ricchissimi, colti, felici, e molti, quasi tutti, poveri, ignoranti, privi di opportunit\u00e0 \u2013 di tutto. Rimbecilliti dai giochi della domenica, infiacchiti dalla instabilit\u00e0 del lavoro, consolati dal lassismo della legge e dalla benevola clemenza della religione. Dove la nascita decide il futuro delle persone pi\u00fa del loro talento. Dove i vecchi ostacolano i giovani, li riempiono di occasioni di svago e di piacere perch\u00e9 essi dimentichino di crescere e di soppiantarli. Dove a trent\u2019anni ti considerano ancora una giovane promessa e ti rispettano solo quando ostenti i tuoi capelli bianchi. Dove \u2013 mentre il mondo cambia veloce, mentre l\u2019Europa si riforma e si trasforma \u2013 tutto viene congegnato perch\u00e9 ogni cosa nuova diventi vecchia e rimanga com\u2019\u00e8 sempre stata.\u00bb \u00abLa persistenza delle cose e dei luoghi che abbiamo amato mi illude che qualcosa di noi persista in essi.\u00bb \u00abDitemi, quando il giorno del giudizio riavremo i nostri corpi, riavremo la nostra giovinezza, la nostra bellezza, il nostro fuoco, o saremo condannati a indossare per l\u2019eternit\u00e0 la nostra carogna sfigurata dal tempo?\u00bb \u00abSe sia o non sia mia figlia non ha grande importanza, dissi, poich\u00e9 sar\u00e0 sempre mia figlia.\u00bb \u00abNon abbiamo il diritto di esaltare le opere senza accettare gli artisti.\u00bb \u00abMi hai insegnato che la cosa importante non \u00e8 ci\u00f2 che gli altri pensano che siamo, ma ci\u00f2 che siamo.\u00bb \u00abPer meritare la libert\u00e0, devi essere disposto a perderla.\u00bb \u00abGratitudine per essere nato, per avere amato, per essere stato amato, per avere creato, per avere goduto delle cose che danno piacere e per avere sopportato quelle che danno dolore \u2013 per avere vissuto.\u00bb \u00abLe difficolt\u00e0 lo annientavano, non sopportava il minimo insuccesso, si perdeva d\u2019animo davanti al primo ostacolo, che gli pareva sempre insormontabile. Si creava da solo nemici e impedimenti, disseminava le sue giornate di trappole per poter dire di essere stato sconfitto da forze superiori, alle quali opporsi era vano.\u00bb \u00abChe cosa fragile \u00e8 ci\u00f2 in cui riponiamo ogni speranza di dare un significato alla nostra vita.\u00bb \u00abHo fatto accendere candelabri, lampade e torce sui davanzali per fiaccare la notte e scacciare la morte.\u00bb \u00abIl dolore, alla lunga, annoia. Ci si aspetta che lo manifestiamo \u2013 educatamente e con misura \u2013 quando si deve, e poi che passi come una febbre.\u00bb \u00abL\u2019arte \u00e8 la ricchezza della povert\u00e0. Chi crea non ha nulla, ma possiede tutto.\u00bb \u00ab\u00c8 il doloroso fallimento delle ambizioni che genera un artista \u2013 o lo seppellisce, se lo merita.\u00bb \u00abIl corpo e l\u2019anima sono inseparabili e irresistibilmente attratti l\u2019uno dall\u2019altra come il maschio e la femmina. Nemmeno la morte li separa.\u00bb \u00abC\u2019\u00e8 sempre una prima volta. C\u2019\u00e8 sempre qualcuno che fa qualcosa che non \u00e8 mai stato fatto prima. La gente lo deride, lo punisce, lo addita come un cattivo esempio. Ma poi col tempo si abitua. E lo riabilita, perfino.\u00bb \u00abTutto quello a cui si \u00e8 rinunciato diventa un paese perduto, irraggiungibile come il nostro passato.\u00bb \u00abLa conoscenza \u00e8 tutto, l\u2019ignoranza \u00e8 tenebra, errore \u2013 dunque \u00e8 il male.\u00bb \u00abIl nome, il sesso, l\u2019et\u00e0 e la durata della vita sono tra le poche cose al mondo che non possiamo decidere. Ci viene dato, ed \u00e8 sempre appartenuto a qualcun altro prima di noi \u2013 un abito usato, e di seconda mano.\u00bb \u00abDi fronte all\u2019infinito, non siamo nient\u2019altro che il baluginare di una scintilla nell\u2019eternit\u00e0 della notte.\u00bb \u00abLa vita va com\u2019\u00e8 sempre andata. \u00c8 questo caos, le voci di chi resta, le cose preziose che accadono tutti i giorni e quelle che accadono una volta sola o mai, la gloria pubblica e l\u2019anonimo fallimento, le conquiste e gli errori, i misteri sublimi e le bestiali sciocchezze, la pienezza e il vuoto, il sogno e il risveglio, l\u2019infinito e il nulla, la tenebra che ci annienta e la luce che ci chiama.\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[1873,1872,627,1871,330],"class_list":["post-5817","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-la-lunga-attesa-dellangelo","tag-mazzucco","tag-pittura","tag-tintoretto","tag-venezia"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5817"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6195,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5817\/revisions\/6195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}