{"id":5842,"date":"2022-06-02T10:16:03","date_gmt":"2022-06-02T08:16:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5842"},"modified":"2023-04-20T10:28:51","modified_gmt":"2023-04-20T08:28:51","slug":"sanguina-ancora-di-nori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/sanguina-ancora-di-nori\/","title":{"rendered":"Sanguina ancora di Nori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Paolo Nori \u2013 Mondadori \u2013 pp. 288 \u2013 \u20ac 18,50.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/sanguinaancora.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5843\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/sanguinaancora-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/sanguinaancora-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/sanguinaancora.jpg 325w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMa come son stato male bene, quel giorno l\u00ec. Ma che bello, essere cos\u00ec vivi\u00bb. Dove l\u2019autore interseca la propria esistenza, di uomo, lettore e scrittore, alla vicenda umana e letteraria di Dostoevskij. Dove la ferita lasciata dalla Letteratura non smette mai di sanguinare, e si rigenera, non necessariamente in maniera dolorosa, ma in una direzione di fertilit\u00e0. Di nascita e rinascita.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;\u00abProudhon, nel 1840, nella sua opera forse pi\u00f9 celebre Qu\u2019est-ce que la propri\u00e9t\u00e9, ou Recherches sur le principe du Droit et du Gouvernment. \u201cEssere governati significa essere guardati a vista, ispezionati, spiati, diretti, legiferati, valutati, soppesati, censurati, comandati da persone che non ne hanno n\u00e9 il titolo, n\u00e9 la scienza, n\u00e9 la virt\u00f9. Essere governati significa essere, a ogni operazione, a ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, censiti, tariffati, timbrati, tosati, contrassegnati, quotati, patentati, licenziati, autorizzati, apostrofati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti. Significa, sotto il pretesto dell\u2019utilit\u00e0 pubblica e in nome dell\u2019interesse generale, essere addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussionati, pressurati, mistificati, poi, alla minima resistenza e alla prima parola di protesta, repressi, multati, vilipesi, vessati, taccheggiati, malmenati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e, come se non bastasse, scherniti, beffati, oltraggiati, disonorati. Ecco il governo, ecco la sua giustizia, ecco la sua morale.\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa vita \u00e8 vita ovunque, la vita \u00e8 in noi stessi, e non fuori. Accanto a me ci saranno altre persone, e essere persona tra le persone e rimanerlo, tra loro, per sempre, in qualsiasi circostanza, non essere triste e non arrendersi: ecco cos\u2019\u00e8 la vita, ecco qual \u00e8 il suo scopo. Ne sono consapevole. Questa idea mi \u00e8 entrata nella carne e nel sangue. S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Quella testa che creava, viveva la vita superiore dell\u2019arte, che era consapevole e abituata alle nobili necessit\u00e0 dell\u2019anima, quella testa \u00e8 gi\u00e0 stata tagliata dalle mie spalle.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNoi, tutti noi, non siamo pi\u00f9 abituati alla vita, siamo tutti zoppi, siamo cos\u00ec poco abituati che sentiamo, adesso, per la \u201cvita vera\u201d una specie di repulsione, e non sopportiamo che ce la ricordino[&#8230;] siamo arrivati al punto che la \u201cvita vera\u201d la consideriamo quasi una fatica, e siamo tutti d\u2019accordo che \u00e8 meglio se ci viene presentata nei libri.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe si \u00e8 prudenti, cio\u00e8 se si \u00e8 come di marmo, freddi e prudenti in modo disumano, allora senz\u2019altro, senza alcun dubbio si pu\u00f2 vincere quanto si vuole. Ma bisogna giocare molto tempo, molti giorni.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Paolo Nori \u2013 Mondadori \u2013 pp. 288 \u2013 \u20ac 18,50. \u00abMa come son stato male bene, quel giorno l\u00ec. Ma che bello, essere cos\u00ec vivi\u00bb. Dove l\u2019autore interseca la propria esistenza, di uomo, lettore e scrittore, alla vicenda umana e letteraria di Dostoevskij. Dove la ferita lasciata dalla Letteratura non smette mai di sanguinare, e si rigenera, non necessariamente in maniera dolorosa, ma in una direzione di fertilit\u00e0. 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