{"id":5879,"date":"2022-06-19T12:00:32","date_gmt":"2022-06-19T10:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5879"},"modified":"2023-04-20T10:26:31","modified_gmt":"2023-04-20T08:26:31","slug":"nel-museo-di-reims-di-del-giudice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/nel-museo-di-reims-di-del-giudice\/","title":{"rendered":"Nel museo di Reims di Del Giudice"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Daniele Del Giudice, 2010 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 56 \u2013 \u20ac 9,50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/reims.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5880\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/reims-202x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/reims-202x300.jpeg 202w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/reims.jpeg 250w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gioiello da leggere e rileggere. Un testo sull\u2019imminenza di un accadere, sulla perdita, sul qui e adesso, sul futuro che \u00e8 doloroso abbandono del presente. Un testo sulla malattia e sulla vita, e sulla vita che \u00e8 malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi sono delle persone che stanno tutte sul bordo dei loro occhi. Spuntano da l\u00ed. Non dipende dalle loro qualit\u00e0 interiori, magari altri, pi\u00fa ricchi dentro, hanno uno sguardo che non arriva fino alla pupilla, si ferma prima, chiss\u00e0 dove, che so, al diaframma, al petto, o da qualche parte nella testa. Io non so come lei veda, ma il suo sguardo si vede cos\u00ed tanto. Lei \u00e8 tutto l\u00ed, sul bordo dei suoi occhi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab&#8230; \u00e8 difficile accettare di essere scelti per certi destini, specie quando mi sveglio cos\u00ed di colpo nel cuore della notte, e tutto diventa pi\u00fa drastico e senza respiro, e perfino una faccenda come la mia che non avrebbe momenti pi\u00fa drammatici essendo gi\u00e0 sul limite ogni ora, tocca una soglia ancora pi\u00fa scabra, di notte, quando tutto \u00e8 fuori misura, nel buio, che anticipa il buio nel quale finir\u00f2, e in ore come questa faccio gi\u00e0 le prove.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abfinivo per essere solo anche mentre loro erano l\u00ed, separato e diviso da un cristallo che rimandava me a me stesso con la scritta: \u201cQuesta malattia \u00e8 tutta per te, solo per te\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abero semplicemente entrato a far parte della schiera di coloro che non ce l\u2019hanno fatta, di quelli che si allontanano voltando le spalle, lontano da loro lontano dal centro, e nei discorsi hanno diritto l\u00ed per l\u00ed a molte parole di comprensione poi di rimpianto poi di null\u2019altro.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAll\u2019inizio opponevo alla malattia la disciplina cui ero stato educato dalla mia famiglia, quando ancora pensavo che il destino fosse carattere, mi sforzavo di compiere ogni azione con lo stesso impegno sebbene goffa e impacciata e lenta, solo che ogni azione mi costava molto, non per la fatica ma per la nostalgia, ogni azione arrivava accompagnata da un ricordo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 come con la musica, anche per quella ci dev\u2019essere un deposito nella mente, e quando \u00e8 cos\u00ed buio se mi sforzo riesco a risentire brani interi, \u00e8 una macchina difficile da mettere in moto all\u2019inizio ma dopo non c\u2019\u00e8 modo di fermarla, comincia con il solo tema, una alla volta si aggiungono le tramature e gli accenti, entrano le armonie, la musica si gonfia, passa dalla testa alle orecchie, ma non per via interna, passa da fuori, come se davvero io la ascoltassi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi pu\u00f2 mentire per tanti motivi, per dolore o per impotenza, per agganciare un altro in un qualunque gioco, per imporgli la propria visione, o anche soltanto perch\u00e9 \u00e8 impossibile fare diversamente.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Daniele Del Giudice, 2010 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 56 \u2013 \u20ac 9,50. 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