{"id":5933,"date":"2022-07-21T11:21:27","date_gmt":"2022-07-21T09:21:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5933"},"modified":"2023-04-20T10:23:04","modified_gmt":"2023-04-20T08:23:04","slug":"inventarsi-una-vita-di-magris-e-di-paolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/inventarsi-una-vita-di-magris-e-di-paolo\/","title":{"rendered":"Inventarsi una vita di Magris e Di Paolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Claudio Magris e Paolo di Paolo, 2022 \u2013 La nave di Teseo \u2013 pp. 192 \u2013 \u20ac 15,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/inventarsi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5934\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/inventarsi-221x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/inventarsi-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/inventarsi.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claudio Magris, il sigaro e i passi incalzati da Paolo di Paolo in un dialogo che procede sui binari della bellezza.&nbsp;Un incontro sulla scrittura e sullo scrivere, sull&#8217;alienazione e sull&#8217;immersione della parola fissata su un foglio. Sulle possibili domande e sulle possibili risposte. Una rassegna di memorie e percorsi di scrittura dal fascino immutato e, certamente, immutabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer la prima volta, almeno dopo molto tempo, ci troviamo dinanzi a generazioni di figli che stanno peggio dei loro padri, al contrario di ci\u00f2 che avveniva in passato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] ci sono delle caratteristiche psicologiche, intellettuali e morali che, pur sempre in dialogo ora armonioso ora polemico con il proprio tempo e ci\u00f2 che succede intorno, si trovano spiazzate, centrifugate, inutili o spettrali, ma difficilmente possono cambiare radicalmente.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl libro di Umberto Eco che amo di pi\u00f9, scritto con straordinaria anticipazione tanti decenni fa, \u00e8 Apocalittici e integrati, un tentativo di esorcizzare i due pericoli di deragliamento della mente, di maniacale e angoscioso rifiuto e di insensato e autodistruttivo amen a tutto ci\u00f2 che avviene, come se ci\u00f2 che avviene dopo qualche cosa d\u2019altro dovesse essere necessariamente migliore.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 cambiato il senso della contemporaneit\u00e0, di ci\u00f2 che ci \u00e8 contemporaneo, perch\u00e9 tendiamo a sentirlo subito come gi\u00e0 passato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa furia del dileguare non si arresta e coinvolge anche le grandi formazioni politiche e statali, imperi e civilt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 questo il senso pi\u00f9 profondo della nostra epoca, che si d\u00e0 forma e la distrugge con una rapidit\u00e0 mai vista, con una velocit\u00e0 vertiginosa.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCredo anch\u2019io che si scriva per lottare contro l\u2019oblio, nel desiderio \u2013 forse patetico ma appassionato \u2013 di fermare, di salvare le cose e soprattutto i volti amati dall\u2019abrasione del tempo, dalla morte. Scrivere \u00e8 anche un tentativo di costruire un\u2019arca di No\u00e8 per salvare tutto ci\u00f2 che si ama, per salvare \u2013 desiderio vano e impossibile, donchisciottesco ma inestirpabile \u2013 ogni vita. Desiderio vano e impossibile perch\u00e9 quell\u2019arca \u00e8 una barchetta fragile e sconquassata e presto affonder\u00e0, eppure non si smette di scrivere. Si scrive anche per tante altre ragioni: talvolta per far ordine, talvolta per disfare un ordine precostituito; per difendere qualcuno, per aggredire qualcuno. E per amore, per paura, per protesta, per distrarsi dall\u2019impossibilit\u00e0 di vivere, per esorcizzare un vuoto, per cercare il senso della vita.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPhilip Roth (sua la battuta \u201cQuando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia \u00e8 finita\u201d) mette in scena il padre del suo alter ego Zuckerman mentre si lamenta dei riferimenti riconoscibili: \u201cLa gente non legge pensando all\u2019arte: legge pensando alle persone.\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl problema \u00e8 il dolore che si infligge o si pu\u00f2 infliggere cos\u00ec ad altri, anche se \u00e8 vero che pure tacere, far sparire quegli altri nomi sarebbe un\u2019ingiustizia verso di loro.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abScrivere \u00e8 anche questa violazione, necessaria all\u2019amore stesso e a un vero rapporto con gli altri, ma&nbsp; potenzialmente portatrice di ferite che vengono inferte, e questo \u00e8 sempre qualcosa di duro, qualcosa che, nell\u2019atto stesso in cui l\u2019espressione \u00e8 pure un ponte dell\u2019amore, rivela la reciproca universale lontananza tra gli<br \/>\nuomini.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon \u00e8 un caso che alcuni fra i grandi rivoluzionari del senso della vita, come Ges\u00f9 o Buddha, non abbiano scritto. Neanche Socrate ha scritto. Forse perch\u00e9 la parola vera, autentica, assoluta era quella dell\u2019istante in cui veniva proferita, dell\u2019assolutezza e della totalit\u00e0 di quell\u2019istante, esprimeva una totalit\u00e0 di vita ed espressione della vita che la scrittura non pu\u00f2 fare a meno di scindere in qualche modo. Ma \u00e8 una fortuna che questi grandi abbiano trovato altri accanto a loro che hanno trascritto le loro parole e ci permettono da secoli o millenni di leggerle&#8230;\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] non ho niente di mio, solo mio; la mia esistenza \u00e8 fatta per essere spogliata, perquisita, schedata. Quello che scrivo \u00e8 invece solo mio; non lo mostro a nessuno, non vorrei mai farlo leggere a qualcuno.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] quanto difficile e ardua sia questa ricerca di autenticit\u00e0 e di vita vera e di quanto pericoloso e falso sia&nbsp; credere, illudersi di possedere questa autenticit\u00e0, di vivere questa vita vera, di essere nella verit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa \u201cpersuasione\u201d \u00e8 il possesso presente della propria vita; la capacit\u00e0 di vivere l\u2019attimo, ogni attimo, senza&nbsp; sacrificarlo al futuro, senza annientarlo nei progetti e nei programmi, senza considerarlo semplicemente un momento da far passare presto per raggiungere qualcosa d\u2019altro. Quasi sempre, nella nostra esistenza, abbiamo troppe ragioni per sperare che essa passi il pi\u00f9 rapidamente possibile, che il presente diventi presto futuro, che il domani arrivi quanto prima e cos\u00ec viviamo non per vivere, ma per aver gi\u00e0 vissuto, per essere pi\u00f9 vicini alla morte.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] nella nostra educazione sentimentale che dura tutta la vita, con le sue grandezze e le sue miserie, le sue generosit\u00e0 e le sue vilt\u00e0, talvolta abbiamo l\u2019impressione di ritoccare se non il nostro carattere almeno l\u2019immagine del nostro carattere, aggiustarla, non permettere che certe sue potenzialit\u00e0 (le \u201cqualit\u00e0\u201d musiliane) essenziali vengano alla luce, perch\u00e9 forse non saremmo in grado di reggerle, di fare i conti con loro e ne saremmo travolti. Distruggeremmo il nostro destino in quanto lo costruiremmo come la casa della parabola evangelica costruita sulla sabbia, su qualcosa di friabile anche se ben mascherato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn proverbio chassidico [&#8230;] \u201cL\u2019uomo nasce dalla polvere e alla fine ritorna alla polvere. Ma nell\u2019intervallo pu\u00f2 bersi qualche buon bicchierino.\u201d\u00bb \u00ab\u00e8 come un fiume pronto a rompere i suoi argini, anche quando quegli argini sono o sembrano nitidi e saldi. La scrittura ci sorpassa sempre.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa scrittura rende non solo i libri, le carte, le parole ma anche la vita pi\u00f9 varia, pi\u00f9 calda, pi\u00f9 ricca di cose, di incontri, di movimento.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u201cneverending tour\u201d richiesto come indispensabile per la promozione dei libri. Una via di mezzo fra suonare dal vivo in un locale e vendere un aspirapolvere. [&#8230;] Una liturgia tutto sommato prevedibile, a formula fissa \u2013 scrivania, microfono, bottiglietta d\u2019acqua, saluti dell\u2019istituzione, un giornalista o critico che \u201cmodera\u201d, e talvolta un attore che declama un brano&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Claudio Magris e Paolo di Paolo, 2022 \u2013 La nave di Teseo \u2013 pp. 192 \u2013 \u20ac 15,00. &nbsp; Claudio Magris, il sigaro e i passi incalzati da Paolo di Paolo in un dialogo che procede sui binari della bellezza.&nbsp;Un incontro sulla scrittura e sullo scrivere, sull&#8217;alienazione e sull&#8217;immersione della parola fissata su un foglio. Sulle possibili domande e sulle possibili risposte. Una rassegna di memorie e percorsi di scrittura dal fascino immutato e, certamente, immutabile. \u00abPer la prima volta, almeno dopo molto tempo, ci troviamo dinanzi a generazioni di figli che stanno peggio dei loro padri, al contrario di ci\u00f2 che avveniva in passato.\u00bb \u00ab[&#8230;] ci sono delle caratteristiche psicologiche, intellettuali e morali che, pur sempre in dialogo ora armonioso ora polemico con il proprio tempo e ci\u00f2 che succede intorno, si trovano spiazzate, centrifugate, inutili o spettrali, ma difficilmente possono cambiare radicalmente.\u00bb \u00abIl libro di Umberto Eco che amo di pi\u00f9, scritto con straordinaria anticipazione tanti decenni fa, \u00e8 Apocalittici e integrati, un tentativo di esorcizzare i due pericoli di deragliamento della mente, di maniacale e angoscioso rifiuto e di insensato e autodistruttivo amen a tutto ci\u00f2 che avviene, come se ci\u00f2 che avviene dopo qualche cosa d\u2019altro dovesse essere necessariamente migliore.\u00bb \u00ab\u00c8 cambiato il senso della contemporaneit\u00e0, di ci\u00f2 che ci \u00e8 contemporaneo, perch\u00e9 tendiamo a sentirlo subito come gi\u00e0 passato.\u00bb \u00abLa furia del dileguare non si arresta e coinvolge anche le grandi formazioni politiche e statali, imperi e civilt\u00e0.\u00bb \u00ab\u00c8 questo il senso pi\u00f9 profondo della nostra epoca, che si d\u00e0 forma e la distrugge con una rapidit\u00e0 mai vista, con una velocit\u00e0 vertiginosa.\u00bb \u00abCredo anch\u2019io che si scriva per lottare contro l\u2019oblio, nel desiderio \u2013 forse patetico ma appassionato \u2013 di fermare, di salvare le cose e soprattutto i volti amati dall\u2019abrasione del tempo, dalla morte. Scrivere \u00e8 anche un tentativo di costruire un\u2019arca di No\u00e8 per salvare tutto ci\u00f2 che si ama, per salvare \u2013 desiderio vano e impossibile, donchisciottesco ma inestirpabile \u2013 ogni vita. Desiderio vano e impossibile perch\u00e9 quell\u2019arca \u00e8 una barchetta fragile e sconquassata e presto affonder\u00e0, eppure non si smette di scrivere. Si scrive anche per tante altre ragioni: talvolta per far ordine, talvolta per disfare un ordine precostituito; per difendere qualcuno, per aggredire qualcuno. E per amore, per paura, per protesta, per distrarsi dall\u2019impossibilit\u00e0 di vivere, per esorcizzare un vuoto, per cercare il senso della vita.\u00bb \u00abPhilip Roth (sua la battuta \u201cQuando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia \u00e8 finita\u201d) mette in scena il padre del suo alter ego Zuckerman mentre si lamenta dei riferimenti riconoscibili: \u201cLa gente non legge pensando all\u2019arte: legge pensando alle persone.\u201d\u00bb \u00abIl problema \u00e8 il dolore che si infligge o si pu\u00f2 infliggere cos\u00ec ad altri, anche se \u00e8 vero che pure tacere, far sparire quegli altri nomi sarebbe un\u2019ingiustizia verso di loro.\u00bb \u00abScrivere \u00e8 anche questa violazione, necessaria all\u2019amore stesso e a un vero rapporto con gli altri, ma&nbsp; potenzialmente portatrice di ferite che vengono inferte, e questo \u00e8 sempre qualcosa di duro, qualcosa che, nell\u2019atto stesso in cui l\u2019espressione \u00e8 pure un ponte dell\u2019amore, rivela la reciproca universale lontananza tra gli uomini.\u00bb \u00abNon \u00e8 un caso che alcuni fra i grandi rivoluzionari del senso della vita, come Ges\u00f9 o Buddha, non abbiano scritto. Neanche Socrate ha scritto. Forse perch\u00e9 la parola vera, autentica, assoluta era quella dell\u2019istante in cui veniva proferita, dell\u2019assolutezza e della totalit\u00e0 di quell\u2019istante, esprimeva una totalit\u00e0 di vita ed espressione della vita che la scrittura non pu\u00f2 fare a meno di scindere in qualche modo. Ma \u00e8 una fortuna che questi grandi abbiano trovato altri accanto a loro che hanno trascritto le loro parole e ci permettono da secoli o millenni di leggerle&#8230;\u00bb \u00ab[&#8230;] non ho niente di mio, solo mio; la mia esistenza \u00e8 fatta per essere spogliata, perquisita, schedata. Quello che scrivo \u00e8 invece solo mio; non lo mostro a nessuno, non vorrei mai farlo leggere a qualcuno.\u00bb \u00ab[&#8230;] quanto difficile e ardua sia questa ricerca di autenticit\u00e0 e di vita vera e di quanto pericoloso e falso sia&nbsp; credere, illudersi di possedere questa autenticit\u00e0, di vivere questa vita vera, di essere nella verit\u00e0.\u00bb \u00abLa \u201cpersuasione\u201d \u00e8 il possesso presente della propria vita; la capacit\u00e0 di vivere l\u2019attimo, ogni attimo, senza&nbsp; sacrificarlo al futuro, senza annientarlo nei progetti e nei programmi, senza considerarlo semplicemente un momento da far passare presto per raggiungere qualcosa d\u2019altro. Quasi sempre, nella nostra esistenza, abbiamo troppe ragioni per sperare che essa passi il pi\u00f9 rapidamente possibile, che il presente diventi presto futuro, che il domani arrivi quanto prima e cos\u00ec viviamo non per vivere, ma per aver gi\u00e0 vissuto, per essere pi\u00f9 vicini alla morte.\u00bb \u00ab[&#8230;] nella nostra educazione sentimentale che dura tutta la vita, con le sue grandezze e le sue miserie, le sue generosit\u00e0 e le sue vilt\u00e0, talvolta abbiamo l\u2019impressione di ritoccare se non il nostro carattere almeno l\u2019immagine del nostro carattere, aggiustarla, non permettere che certe sue potenzialit\u00e0 (le \u201cqualit\u00e0\u201d musiliane) essenziali vengano alla luce, perch\u00e9 forse non saremmo in grado di reggerle, di fare i conti con loro e ne saremmo travolti. Distruggeremmo il nostro destino in quanto lo costruiremmo come la casa della parabola evangelica costruita sulla sabbia, su qualcosa di friabile anche se ben mascherato.\u00bb \u00abUn proverbio chassidico [&#8230;] \u201cL\u2019uomo nasce dalla polvere e alla fine ritorna alla polvere. Ma nell\u2019intervallo pu\u00f2 bersi qualche buon bicchierino.\u201d\u00bb \u00ab\u00e8 come un fiume pronto a rompere i suoi argini, anche quando quegli argini sono o sembrano nitidi e saldi. La scrittura ci sorpassa sempre.\u00bb \u00abLa scrittura rende non solo i libri, le carte, le parole ma anche la vita pi\u00f9 varia, pi\u00f9 calda, pi\u00f9 ricca di cose, di incontri, di movimento.\u00bb \u00ab\u201cneverending tour\u201d richiesto come indispensabile per la promozione dei libri. Una via di mezzo fra suonare dal vivo in un locale e vendere un aspirapolvere. [&#8230;] Una liturgia tutto sommato prevedibile, a formula fissa \u2013 scrivania, microfono, bottiglietta d\u2019acqua, saluti dell\u2019istituzione, un giornalista o critico che \u201cmodera\u201d, e talvolta un attore che declama un brano&#8230;\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[1930,728,375,1401,292,1931],"class_list":["post-5933","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-di-paolo","tag-la-nave-di-teseo","tag-libri","tag-magris","tag-scrittura","tag-trieste"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5933","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5933"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5933\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6184,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5933\/revisions\/6184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}