{"id":5941,"date":"2022-07-28T18:58:13","date_gmt":"2022-07-28T16:58:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5941"},"modified":"2023-04-20T10:22:15","modified_gmt":"2023-04-20T08:22:15","slug":"gian-marco-griffi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/gian-marco-griffi\/","title":{"rendered":"Gian Marco Griffi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Gian Marco Griffi. Esordisce con &#8220;Pi\u00f9 segreti degli angeli sono i suicidi&#8221; (Bookabook, 2017), cui seguono &#8220;Inciampi&#8221; (2019, Arkadia) e l&#8217;ultimo &#8220;Ferrovie del Messico&#8221; (2022, Laurana Editore).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-del-2022-07-28-18-53-36.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5942\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-del-2022-07-28-18-53-36-300x174.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-del-2022-07-28-18-53-36-300x174.png 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-del-2022-07-28-18-53-36.png 461w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">(foto tratta dal sito la stampa.it)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;ultima volta che un&#8217;idea ha preso forma e si \u00e8 rappresentata nel mio immaginario (e attorno a quell&#8217;idea ho costruito il mio romanzo &#8220;Ferrovie del Messico&#8221;), ho provato quella bellissima sensazione che ti porta ad accendere una sigaretta e a fumarla in stato di trance, pensando alle parole necessarie per raccontare la tua storia. Poi, purtroppo, ho smesso di fumare. Per la prossima idea toccher\u00e0 buttarsi sulla Nutella. Peraltro servir\u00e0 molta, moltissima Nutella, giacch\u00e9 la prima idea, l&#8217;idea che accende tutto, scatena un effetto domino per il quale nuove idee gemmano di continuo, una dopo l&#8217;altra, come in una fioritura. Scrivere &#8220;Ferrovie del Messico&#8221; \u00e8 stato come assistere alla fioritura del ciliegio che sta nel cortile della casa dirimpetto alla mia. Le idee, e soprattutto le parole necessarie per scrivere una storia, generano quasi spontaneamente altre idee; certo, non si possono raccogliere le idee cos\u00ec, come le ciliegie, bisogna valutare e scegliere; \u00e8 tutta una questione di valutazione e scelta; della parola giusta, dell&#8217;oggetto giusto, del ritmo giusto, eccetera. Una cosa \u00e8 certa: quando questa fioritura accade bisogna stare l\u00ec a fumare (o a mangiare Nutella) il tempo necessario affinch\u00e9 l&#8217;immaginario si assesti, affinch\u00e9 le idee prendano corpo e sostanza e si incastrino. Poi si smette con la Nutella e si attacca a scrivere per davvero, e allora s\u00ec che comincia il divertimento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5943\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg1.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"245\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel momento in cui si ha quel genere di consapevolezza, la parola appena scritta (o forse, pi\u00f9 che la parola, la frase) \u00e8 tanto evidente quanto necessaria.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stesso &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai pensato di &#8220;dover scrivere&#8221;, e al contempo ho sempre pensato che scrivere mi avrebbe fatto sentire meglio. Ho sempre avuto chiaro in mente che per me, l&#8217;unico modo per comprendere anche solo in parte le cose che mi accadevano o accadevano attorno al mio mondo, per comprendere qualcosa dell&#8217;essere umano e della sua societ\u00e0, del male del bene, e anche per cercare di assaporare e trattenere le piccole cose, fosse fissare tutto in una storia scritta.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5944\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg2-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg2-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg2.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Io non ho davvero scelto il mio stile. Mi sono messo a scrivere per raccontare delle storie, e il modo nel quale mi \u00e8 venuto spontaneo raccontare la mia prima storia, trentacinque fa, \u00e8 lo stesso che c&#8217;\u00e8 in &#8220;Ferrovie del Messico&#8221;. Naturalmente, col tempo, lo stile lo si modella, ci si lavora su, come sul resto. La scelta di un determinato linguaggio deriva da diversi fattori, anche dall&#8217;esperienza e dalle circostanze. Per quanto riguarda il vincolo: mi pare che quando si scrive ci si dia sempre, pi\u00f9 o meno, dei vincoli formali; fa parte del divertimento. Se invece intendiamo il vincolo come limitazione alla libert\u00e0 espressiva, linguistica, non ho idea se lo stile possa diventare un vincolo di quel genere; senza dubbio bisogna evitarlo, altrimenti la scrittura ne deriverebbe artificiale e, in definitiva, brutta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come si incide sulla societ\u00e0? Il reddito di cittadinanza ha inciso o incide sulla societ\u00e0? Una guerra che coinvolge una potenza nucleare incide sulla societ\u00e0? Una bambina uccisa o lasciata morire incide sulla societ\u00e0? Approfondire la conoscenza dell&#8217;essere umano nelle sue meschinit\u00e0, nelle sue turpitudini, nelle sue inesauribili bruttezze e nella sua infinita bellezza, incide sulla societ\u00e0?<\/em><br \/>\n<em>La letteratura non inventa o descrive un mondo che non esiste, anche quando ambienta le sue storie a Gormenghast, su Arrakis o a Santa Br\u00edgida de la Ci\u00e9naga, ma prende il pianeta Terra con i suoi abitanti e offre un&#8217;indagine sulla loro esistenza quaggi\u00f9. Questa indagine \u00e8 necessariamente linguistica, etica, politica. Credo in definitiva che la letteratura possa incidere sulla societ\u00e0: una busta paga migliore incide sicuramente su un essere umano, cos\u00ec come servizi ospedalieri efficienti o un bellissimo parco in mezzo al cemento, ma incidono anche una migliore comprensione di s\u00e9 stesso e dell&#8217;altro da s\u00e9, incide la scoperta di una diversa prospettiva su un&#8217;emozione o su un sentimento, incide il saper nominare le cose attraverso le parole giuste. Il punto \u00e8 che poche persone riconoscono un simile potere alla letteratura, ormai da troppi anni siamo condannati a vivere una vita di marketing, e non c&#8217;\u00e8 tempo per coltivare quel genere di frutti che la letteratura sarebbe in grado di offrire.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5945\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg3-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg3-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gmg3.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Gian Marco Griffi. 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Peraltro servir\u00e0 molta, moltissima Nutella, giacch\u00e9 la prima idea, l&#8217;idea che accende tutto, scatena un effetto domino per il quale nuove idee gemmano di continuo, una dopo l&#8217;altra, come in una fioritura. Scrivere &#8220;Ferrovie del Messico&#8221; \u00e8 stato come assistere alla fioritura del ciliegio che sta nel cortile della casa dirimpetto alla mia. Le idee, e soprattutto le parole necessarie per scrivere una storia, generano quasi spontaneamente altre idee; certo, non si possono raccogliere le idee cos\u00ec, come le ciliegie, bisogna valutare e scegliere; \u00e8 tutta una questione di valutazione e scelta; della parola giusta, dell&#8217;oggetto giusto, del ritmo giusto, eccetera. Una cosa \u00e8 certa: quando questa fioritura accade bisogna stare l\u00ec a fumare (o a mangiare Nutella) il tempo necessario affinch\u00e9 l&#8217;immaginario si assesti, affinch\u00e9 le idee prendano corpo e sostanza e si incastrino. Poi si smette con la Nutella e si attacca a scrivere per davvero, e allora s\u00ec che comincia il divertimento. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Nel momento in cui si ha quel genere di consapevolezza, la parola appena scritta (o forse, pi\u00f9 che la parola, la frase) \u00e8 tanto evidente quanto necessaria. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stesso &#8220;devo scrivere?&#8221; Non ho mai pensato di &#8220;dover scrivere&#8221;, e al contempo ho sempre pensato che scrivere mi avrebbe fatto sentire meglio. Ho sempre avuto chiaro in mente che per me, l&#8217;unico modo per comprendere anche solo in parte le cose che mi accadevano o accadevano attorno al mio mondo, per comprendere qualcosa dell&#8217;essere umano e della sua societ\u00e0, del male del bene, e anche per cercare di assaporare e trattenere le piccole cose, fosse fissare tutto in una storia scritta. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Io non ho davvero scelto il mio stile. Mi sono messo a scrivere per raccontare delle storie, e il modo nel quale mi \u00e8 venuto spontaneo raccontare la mia prima storia, trentacinque fa, \u00e8 lo stesso che c&#8217;\u00e8 in &#8220;Ferrovie del Messico&#8221;. Naturalmente, col tempo, lo stile lo si modella, ci si lavora su, come sul resto. La scelta di un determinato linguaggio deriva da diversi fattori, anche dall&#8217;esperienza e dalle circostanze. Per quanto riguarda il vincolo: mi pare che quando si scrive ci si dia sempre, pi\u00f9 o meno, dei vincoli formali; fa parte del divertimento. Se invece intendiamo il vincolo come limitazione alla libert\u00e0 espressiva, linguistica, non ho idea se lo stile possa diventare un vincolo di quel genere; senza dubbio bisogna evitarlo, altrimenti la scrittura ne deriverebbe artificiale e, in definitiva, brutta. &nbsp; In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Come si incide sulla societ\u00e0? Il reddito di cittadinanza ha inciso o incide sulla societ\u00e0? Una guerra che coinvolge una potenza nucleare incide sulla societ\u00e0? Una bambina uccisa o lasciata morire incide sulla societ\u00e0? Approfondire la conoscenza dell&#8217;essere umano nelle sue meschinit\u00e0, nelle sue turpitudini, nelle sue inesauribili bruttezze e nella sua infinita bellezza, incide sulla societ\u00e0? La letteratura non inventa o descrive un mondo che non esiste, anche quando ambienta le sue storie a Gormenghast, su Arrakis o a Santa Br\u00edgida de la Ci\u00e9naga, ma prende il pianeta Terra con i suoi abitanti e offre un&#8217;indagine sulla loro esistenza quaggi\u00f9. Questa indagine \u00e8 necessariamente linguistica, etica, politica. Credo in definitiva che la letteratura possa incidere sulla societ\u00e0: una busta paga migliore incide sicuramente su un essere umano, cos\u00ec come servizi ospedalieri efficienti o un bellissimo parco in mezzo al cemento, ma incidono anche una migliore comprensione di s\u00e9 stesso e dell&#8217;altro da s\u00e9, incide la scoperta di una diversa prospettiva su un&#8217;emozione o su un sentimento, incide il saper nominare le cose attraverso le parole giuste. 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