{"id":5983,"date":"2022-09-12T11:47:30","date_gmt":"2022-09-12T09:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5983"},"modified":"2023-04-20T10:19:57","modified_gmt":"2023-04-20T08:19:57","slug":"la-matematica-e-politica-di-valerio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/la-matematica-e-politica-di-valerio\/","title":{"rendered":"La matematica \u00e8 politica di Valerio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Chiara Valerio, 2020\u2013 Einaudi \u2013 pp. 112 \u2013 \u20ac 12,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/chiaravalerio.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5984\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/chiaravalerio.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"291\"><\/a><br \/>\n\u00abIl lettore, come chi studia matematica e in generale chi studia, \u00e8 capace di stare da solo. Chi sta da solo \u00e8 politicamente complesso perch\u00e9 non deve essere intrattenuto. Chi sta da solo si intrattiene da solo, con i propri modi e i propri tempi, sfugge alla dittatura. La dittatura dell\u2019intrattenimento \u00e8 un\u2019altra forma di negazione del tempo (come prigionia, tortura, persecuzione).\u00bb<br \/>\nC\u2019\u00e8 una frase particolarmente azzeccata in questo testo di Valerio: \u00abAlla manutenzione l\u2019Italia preferisce&nbsp; l\u2019inaugurazione\u00bb. In poche parole si concentra l\u2019essenza di ci\u00f2 che \u00e8 scivolato nell\u2019accezione di politica. Aprire costantemente nuove strade per invogliare nuovi consumatori, nuovi elettori che dovranno necessariamente essere accalappiati con gli abbagli delle novit\u00e0, mentre quel che ci ritroviamo sotto i piedi crolla inesorabilmente sotto il peso del non amore.<br \/>\n\u201cLa matematica \u00e8 politica\u201d invita ad una riflessione sul metodo, sul sistema, sui princip\u00ee che dovrebbero spingere i cittadini a fare politica. A partire dalla coltura (non \u00e8 un refuso) della scuola che permea sempre meno le maglie della nostra societ\u00e0 e inevitabilmente ne segna la decadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa conoscenza \u00e8 un processo ed \u00e8 accessibile a tutti, non \u00e8 il privilegio di una casta di principi o di preti.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abStudiare, nella dittatura dell\u2019immediato, che viviamo, \u00e8 un verbo scomodo, pieno di conseguenze e al quale \u00e8 stata sottratta la sinonimia, naturale, con progettare o immaginare. Un processo, lungo e lento, nel quale i professori di scuola primaria e secondaria sono stati laboratorio di accuse riassumibili nel trito slogan \u201cCon la cultura non si mangia\u201d. Poi \u00e8 toccato agli altri, professori universitari, giornalisti, segretari comunali, medici condotti, deputati e senatori, editori, a tutte le figure di mediazione che, al netto degli abusi di posizione, garantiscono, mantengono, nutrono la democrazia di un paese. Un processo, lungo e lento, atto a trasformare la vita sociale in una vita economica, pi\u00fa economica, solo economica e i cittadini in consumatori.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abquanto conoscere sia un processo che conduce al dubbio pi\u00fa che alla certezza.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abl\u2019istruzione \u00e8 un processo orizzontale e collettivo, mentre la cultura \u00e8 verticale e singolare. La cultura \u00e8 una scelta individuale.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abcerchiamo lo spettacolo, l\u2019evento, la trovata, invece di lasciare intendere che per capire le cose, e dunque per stupirsene, ci vogliono tempo e intenzione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa scienza non avanza per certezze, ma per ipotesi: \u00e8 verificabile. Le verit\u00e0 della scienza evolvono. E pensare agli scienziati come ai sacerdoti della soluzione o della guarigione \u00e8 un modo di delegare la responsabilit\u00e0 politica. Oltre che di istituzionalizzare come scienza qualcosa che \u00e8 il contrario della scienza: la certezza fideistica.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab La democrazia \u00e8 complessa. La dittatura \u00e8 pi\u00fa semplice. Uno comanda, tutti gli altri eseguono. La dittatura non \u00e8 matematica, non si evolve e non si interpreta, cambia colore ma funziona sempre allo stesso modo: uno&nbsp; comanda, tutti gli altri eseguono. Non ha altra conseguenza, altra implicazione che l\u2019obbedienza. Non ha altra ipotesi che il principio di autorit\u00e0. La democrazia \u00e8 matematica, si basa su un sistema condiviso di regole&nbsp; continuamente negoziabili e continuamente verificabili. La democrazia, come il linguaggio, e tra i linguaggi la matematica, non \u00e8 naturale, non \u00e8 un fiore che sboccia, \u00e8 una costruzione culturale e dunque, in quanto tale, va continuamente ridiscussa, la democrazia non rinverdisce a primavera come certi alberi, bisogna sceglierla, come si sceglie il linguaggio [&#8230;] La democrazia non istiga alla colpa, ma alla responsabilit\u00e0, non alla differenza ma all\u2019uguaglianza davanti ai diritti e ai doveri. Non esclude, crea comunit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abl\u2019errore \u00e8 la nostra caratteristica principale.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab Il linguaggio ci rende non riducibili alle nostre caratteristiche e informazioni biologiche, genetiche e&nbsp; tecnologiche perch\u00e9 permette di raccontare. E raccontando di creare versioni. Siamo anche quello che tutti gli altri vedono di noi, la nostra libert\u00e0 di azione e racconto ha come limite e sprone la libert\u00e0 di azione e racconto degli altri.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab la fiducia \u00e8 l\u2019unica vera resistenza al presente, la fiducia \u00e8 creativa. E per averla bisogna avere idee e&nbsp; dismettere i miti di morte (fine della storia, fine del futuro, fine del mondo), e tentare approssimazioni.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abpenso che l\u2019unica difesa dalla dittatura dell\u2019intrattenimento sia la lettura.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 pure chi educa, senza nascondere l\u2019assurdo ch\u2019\u00e8 nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando<br \/>\nd\u2019essere franco all\u2019altro come a s\u00e9, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato.\u00bb<br \/>\n[Danilo Dolci]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Chiara Valerio, 2020\u2013 Einaudi \u2013 pp. 112 \u2013 \u20ac 12,00. \u00abIl lettore, come chi studia matematica e in generale chi studia, \u00e8 capace di stare da solo. Chi sta da solo \u00e8 politicamente complesso perch\u00e9 non deve essere intrattenuto. Chi sta da solo si intrattiene da solo, con i propri modi e i propri tempi, sfugge alla dittatura. La dittatura dell\u2019intrattenimento \u00e8 un\u2019altra forma di negazione del tempo (come prigionia, tortura, persecuzione).\u00bb C\u2019\u00e8 una frase particolarmente azzeccata in questo testo di Valerio: \u00abAlla manutenzione l\u2019Italia preferisce&nbsp; l\u2019inaugurazione\u00bb. In poche parole si concentra l\u2019essenza di ci\u00f2 che \u00e8 scivolato nell\u2019accezione di politica. Aprire costantemente nuove strade per invogliare nuovi consumatori, nuovi elettori che dovranno necessariamente essere accalappiati con gli abbagli delle novit\u00e0, mentre quel che ci ritroviamo sotto i piedi crolla inesorabilmente sotto il peso del non amore. \u201cLa matematica \u00e8 politica\u201d invita ad una riflessione sul metodo, sul sistema, sui princip\u00ee che dovrebbero spingere i cittadini a fare politica. A partire dalla coltura (non \u00e8 un refuso) della scuola che permea sempre meno le maglie della nostra societ\u00e0 e inevitabilmente ne segna la decadenza. \u00abLa conoscenza \u00e8 un processo ed \u00e8 accessibile a tutti, non \u00e8 il privilegio di una casta di principi o di preti.\u00bb \u00abStudiare, nella dittatura dell\u2019immediato, che viviamo, \u00e8 un verbo scomodo, pieno di conseguenze e al quale \u00e8 stata sottratta la sinonimia, naturale, con progettare o immaginare. Un processo, lungo e lento, nel quale i professori di scuola primaria e secondaria sono stati laboratorio di accuse riassumibili nel trito slogan \u201cCon la cultura non si mangia\u201d. Poi \u00e8 toccato agli altri, professori universitari, giornalisti, segretari comunali, medici condotti, deputati e senatori, editori, a tutte le figure di mediazione che, al netto degli abusi di posizione, garantiscono, mantengono, nutrono la democrazia di un paese. Un processo, lungo e lento, atto a trasformare la vita sociale in una vita economica, pi\u00fa economica, solo economica e i cittadini in consumatori.\u00bb \u00abquanto conoscere sia un processo che conduce al dubbio pi\u00fa che alla certezza.\u00bb \u00abl\u2019istruzione \u00e8 un processo orizzontale e collettivo, mentre la cultura \u00e8 verticale e singolare. La cultura \u00e8 una scelta individuale.\u00bb \u00abcerchiamo lo spettacolo, l\u2019evento, la trovata, invece di lasciare intendere che per capire le cose, e dunque per stupirsene, ci vogliono tempo e intenzione.\u00bb \u00abLa scienza non avanza per certezze, ma per ipotesi: \u00e8 verificabile. Le verit\u00e0 della scienza evolvono. E pensare agli scienziati come ai sacerdoti della soluzione o della guarigione \u00e8 un modo di delegare la responsabilit\u00e0 politica. Oltre che di istituzionalizzare come scienza qualcosa che \u00e8 il contrario della scienza: la certezza fideistica.\u00bb \u00ab La democrazia \u00e8 complessa. La dittatura \u00e8 pi\u00fa semplice. Uno comanda, tutti gli altri eseguono. La dittatura non \u00e8 matematica, non si evolve e non si interpreta, cambia colore ma funziona sempre allo stesso modo: uno&nbsp; comanda, tutti gli altri eseguono. Non ha altra conseguenza, altra implicazione che l\u2019obbedienza. Non ha altra ipotesi che il principio di autorit\u00e0. La democrazia \u00e8 matematica, si basa su un sistema condiviso di regole&nbsp; continuamente negoziabili e continuamente verificabili. La democrazia, come il linguaggio, e tra i linguaggi la matematica, non \u00e8 naturale, non \u00e8 un fiore che sboccia, \u00e8 una costruzione culturale e dunque, in quanto tale, va continuamente ridiscussa, la democrazia non rinverdisce a primavera come certi alberi, bisogna sceglierla, come si sceglie il linguaggio [&#8230;] La democrazia non istiga alla colpa, ma alla responsabilit\u00e0, non alla differenza ma all\u2019uguaglianza davanti ai diritti e ai doveri. Non esclude, crea comunit\u00e0.\u00bb \u00abl\u2019errore \u00e8 la nostra caratteristica principale.\u00bb \u00ab Il linguaggio ci rende non riducibili alle nostre caratteristiche e informazioni biologiche, genetiche e&nbsp; tecnologiche perch\u00e9 permette di raccontare. E raccontando di creare versioni. Siamo anche quello che tutti gli altri vedono di noi, la nostra libert\u00e0 di azione e racconto ha come limite e sprone la libert\u00e0 di azione e racconto degli altri.\u00bb \u00ab la fiducia \u00e8 l\u2019unica vera resistenza al presente, la fiducia \u00e8 creativa. 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