{"id":5991,"date":"2022-09-25T10:58:50","date_gmt":"2022-09-25T08:58:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5991"},"modified":"2023-04-20T10:21:19","modified_gmt":"2023-04-20T08:21:19","slug":"il-dio-disarmato-di-pomella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/il-dio-disarmato-di-pomella\/","title":{"rendered":"Il dio disarmato di Pomella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Andrea Pomella, 2022 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 248 \u2013 \u20ac 19,50.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pomella.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5992\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pomella-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pomella-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pomella.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Fani \u00e8 luogo della memoria collettiva, \u00e8 spartiacque, solco profondo che definisce un prima e un dopo. Via Fani \u00e8 un continuo ritornare alla ferita aperta che n\u00e9 il tempo n\u00e9 la storia riescono del tutto a sanificare. Via Fani \u00e8 una strada che si dirama in migliaia di rivoli, di numerosi ritorni. Romanzi, documentari, inchieste, film, serie Tv.<br \/>\nAndrea Pomella ritorna in quei luoghi a suo modo, con una scrittura densa in cui piega il tempo, lo scompone, lo annulla perfino in alcuni tratti del racconto. Una struttura \u201ccubista\u201d in cui momenti, riflessioni e avvenimenti s\u2019intrecciano, si contorcono, si avviluppano superando la banale linearit\u00e0 del tempo. Di quella convenzione che ci illude e ci sconquassa. In questo modo, Pomella, scrive un gran romanzo, che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa vita di un uomo, si disse, non \u00e8 altro che una minuscola ferita nel tempo sterminato della creazione, un taglietto che si rimargina in un battito di ciglia senza lasciare neppure il ricordo di una cicatrice. E che miseria, che tenera illusione, credere che la memoria possa salvare gli uomini dall\u2019oscurit\u00e0, che le loro azioni e le prodezze, le conquiste, il bene e il male sparsi a piene mani, possano superare gli scogli del tempo e renderci immortali!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abse vogliamo credere a una volont\u00e0 superiore che opera sugli eventi secondo leggi ineluttabili, \u00e8 ragionevole immaginare che ognuno di noi, in fondo, presto o tardi finisca per essere il destino di qualcun altro.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer dirla con Bufalino: \u201cpiuttosto soprusi di romanziere che presunzioni di verit\u00e0\u201d.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl tempo \u00e8 il prima e il dopo, la realt\u00e0 ridotta all\u2019ordine causale degli eventi; il divenire \u00e8 la trasformazione che avviene tra quel prima e quel dopo. Il tempo perci\u00f2 incede, \u00e8 una valanga, una violenza che non si pu\u00f2 arrestare; il divenire invece viene su come un respiro, e come un respiro pu\u00f2 essere trattenuto.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abogni individuo che siamo stati su questa terra continua a vagare in qualche intersezione della realt\u00e0 e del tempo, senza avere pi\u00fa diritto alle cose del mondo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDi colpo lo avvolge la sensazione che in un solo istante si possa afferrare la verit\u00e0 del tutto, nella semplice concitazione delle chiacchiere, dei preparativi, nella momentanea parvenza di ritorno continuo alle cose di sempre, al mondo eterno e immutabile della ripetizione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl contorno della stella morente \u00e8 il limite estremo e insuperabile oltre il quale l\u2019osservazione e il racconto di un qualsiasi evento cessa di essere possibile.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abl\u2019uomo non pu\u00f2 abitare una totale inattivit\u00e0, dal momento che verrebbe meno a un\u2019altra fondamentale legge di natura: il divenire. L\u2019uomo, per divenire, deve fare. Il suo fare quindi deve coincidere con la soddisfazione di due elementi: la fame e il divenire, o se vogliamo chiamarli in un altro modo, il sostentamento e la libera evoluzione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abprova un sentimento di struggente tenerezza.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abquando si prende cura di s\u00e9, quando si impegna per cos\u00ed dire a non morire, o a farlo il pi\u00fa tardi possibile.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abessere vivi \u00e8 soffiare continuamente sui propri confini.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abci\u00f2 che distingue la vita dalla morte in fondo \u00e8 proprio questa incessante agitazione interiore, questa guerra infinita in cui ognuno si dibatte per le pi\u00fa svariate ragioni, al punto che la differenza tra l\u2019essere vivi e l\u2019essere morti, pi\u00fa che da questioni organiche, \u00e8 determinata proprio dall\u2019infuriare di questa guerra interiore che definisce in via esclusiva la vita umana fin dal primo vagito del neonato, il suono del corno che annuncia la battaglia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00e8 umana la guerra misteriosa che si agita in ciascuno di loro fin dall\u2019istante in cui hanno subito come tutti la pi\u00fa&nbsp; grande prevaricazione, che \u00e8 l\u2019essere messi al mondo contro la propria volont\u00e0, ossia l\u2019essere catapultati all\u2019interno di una guerra superiore chiamata vita, un fenomeno che qualsiasi mente illuminata respingerebbe rigorosamente, se solo fosse possibile nascere illuminati, se non si nascesse al buio, incapaci di ragionare, di guardare, di determinare, se non si nascesse incapaci di nascere.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abla malattia possiede sempre un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo, poich\u00e9 nella debolezza che procura all\u2019organismo invita all\u2019accettazione del proprio destino di solitudine, alla soddisfazione di sorvegliare il mondo dall\u2019alto, di trionfare su coloro che sono sani e non sanno, e che perci\u00f2 continuano a dimenarsi convinti dell\u2019eternit\u00e0 della loro forza e della loro salute.\u00bb<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Andrea Pomella, 2022 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 248 \u2013 \u20ac 19,50. 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In questo modo, Pomella, scrive un gran romanzo, che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. \u00abLa vita di un uomo, si disse, non \u00e8 altro che una minuscola ferita nel tempo sterminato della creazione, un taglietto che si rimargina in un battito di ciglia senza lasciare neppure il ricordo di una cicatrice. E che miseria, che tenera illusione, credere che la memoria possa salvare gli uomini dall\u2019oscurit\u00e0, che le loro azioni e le prodezze, le conquiste, il bene e il male sparsi a piene mani, possano superare gli scogli del tempo e renderci immortali!\u00bb \u00abse vogliamo credere a una volont\u00e0 superiore che opera sugli eventi secondo leggi ineluttabili, \u00e8 ragionevole immaginare che ognuno di noi, in fondo, presto o tardi finisca per essere il destino di qualcun altro.\u00bb \u00abPer dirla con Bufalino: \u201cpiuttosto soprusi di romanziere che presunzioni di verit\u00e0\u201d.\u00bb \u00abIl tempo \u00e8 il prima e il dopo, la realt\u00e0 ridotta all\u2019ordine causale degli eventi; il divenire \u00e8 la trasformazione che avviene tra quel prima e quel dopo. 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L\u2019uomo, per divenire, deve fare. Il suo fare quindi deve coincidere con la soddisfazione di due elementi: la fame e il divenire, o se vogliamo chiamarli in un altro modo, il sostentamento e la libera evoluzione.\u00bb \u00abprova un sentimento di struggente tenerezza.\u00bb \u00abquando si prende cura di s\u00e9, quando si impegna per cos\u00ed dire a non morire, o a farlo il pi\u00fa tardi possibile.\u00bb \u00abessere vivi \u00e8 soffiare continuamente sui propri confini.\u00bb \u00abci\u00f2 che distingue la vita dalla morte in fondo \u00e8 proprio questa incessante agitazione interiore, questa guerra infinita in cui ognuno si dibatte per le pi\u00fa svariate ragioni, al punto che la differenza tra l\u2019essere vivi e l\u2019essere morti, pi\u00fa che da questioni organiche, \u00e8 determinata proprio dall\u2019infuriare di questa guerra interiore che definisce in via esclusiva la vita umana fin dal primo vagito del neonato, il suono del corno che annuncia la battaglia.\u00bb \u00ab\u00e8 umana la guerra misteriosa che si agita in ciascuno di loro fin dall\u2019istante in cui hanno subito come tutti la pi\u00fa&nbsp; grande prevaricazione, che \u00e8 l\u2019essere messi al mondo contro la propria volont\u00e0, ossia l\u2019essere catapultati all\u2019interno di una guerra superiore chiamata vita, un fenomeno che qualsiasi mente illuminata respingerebbe rigorosamente, se solo fosse possibile nascere illuminati, se non si nascesse al buio, incapaci di ragionare, di guardare, di determinare, se non si nascesse incapaci di nascere.\u00bb \u00abla malattia possiede sempre un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo, poich\u00e9 nella debolezza che procura all\u2019organismo invita all\u2019accettazione del proprio destino di solitudine, alla soddisfazione di sorvegliare il mondo dall\u2019alto, di trionfare su coloro che sono sani e non sanno, e che perci\u00f2 continuano a dimenarsi convinti dell\u2019eternit\u00e0 della loro forza e della loro salute.\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[1242,1956,381,1953,1954,1779,479,1955],"class_list":["post-5991","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-brigate-rosse","tag-compromesso-storico","tag-einaudi","tag-il-dio-disarmato","tag-moro","tag-pomella","tag-terrorismo","tag-via-fani"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5991"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5995,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5991\/revisions\/5995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}