{"id":6029,"date":"2022-11-16T14:52:05","date_gmt":"2022-11-16T13:52:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6029"},"modified":"2023-04-20T10:15:34","modified_gmt":"2023-04-20T08:15:34","slug":"perturbamento-di-bernhard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/perturbamento-di-bernhard\/","title":{"rendered":"Perturbamento di Bernhard"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Thomas Bernhard, 1995 \u2013 Adelphi \u2013 pp. 239 \u2013 \u20ac 12,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/perturbamento.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6030\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/perturbamento-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/perturbamento-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/perturbamento.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elogio della solitudine che per essere tale va necessariamente condivisa. Romanzo che inquieta perch\u00e9 ha tanta di quella bellezza dentro da annichilire. Un testo poderoso per il quale aggiungere note appare riduttivo e irriverente. La solitudine, la fobia nei confronti del prossimo, l\u2019assoluta follia di un individuo che veleggia funambolicamente verso la pi\u00f9 profonda saggezza. Il dolore e la consapevolezza per il divenire che ci annienta, lo sguardo lucido, proiettato verso il traguardo finale che accompagna costantemente ogni individuo, passo dopo passo. Vale la pena leggerlo e rileggerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abmolti medici, come ho potuto constatare tante volte, pur avendo ricevuto una formazione intellettuale schiettamente scientifica, non sono altro che uomini d\u2019affari che agiscono e parlano come uomini d\u2019affari\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abincontra sempre pi\u00f9 gente proprio per essere sempre pi\u00f9 solo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCiascuno di noi \u00e8 completamente isolato in se stesso, anche se tra noi il legame \u00e8 strettissimo.\u00bb<br \/>\n\u00abLa vita intera non \u00e8 altro che un tentativo ininterrotto di ritrovarci.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMeglio essere spaventosamente stremati, aggiunsi, che essere profondamente disperati.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019erano attimi in cui mi sentivo in grado senza alcuno sforzo di penetrare con lo sguardo nella creazione, che altro non \u00e8 se non un\u2019immane estenuazione. &#8220;Attimi&#8221; dissi. Ogni giorno mi rimettevo completamente per poi distruggermi da cima a fondo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA mio avviso sapersi dominare era il piacere di trasformare se stessi, in virt\u00f9 del proprio cervello, in un meccanismo che ubbidisce ai comandi che riceve.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSolo dominando se stesso in questo modo, dissi, l\u2019uomo pu\u00f2 essere felice e comprendere la propria natura.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNiente irrita di pi\u00f9 dei libri, quando si vuole stare soli con se stessi, quando si deve stare soli con se stessi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abInsonnia totale e totale apatia spesso si alternavano in lui nella maniera pi\u00f9 atroce, per giorni interi, senza che lui riuscisse a trovare la forza di uscire da questo suo stato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer una mia sciagurata caratteristica di non riuscire a vedere un individuo singolo, quello appunto che ho davanti agli occhi, perch\u00e9 vedo invece tutte le persone con cui il singolo \u00e8 presumibilmente in contatto. Questo rende sempre difficili le mie riflessioni sulle persone. Allo stesso modo io considero, devo considerare ogni cosa in rapporto con tutte le cose possibili.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe epidemie, dico, una volta che ci sono, \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi. Per lo Stato, dico, \u00e8 sempre troppo tardi. Nello Stato, cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi, tutto \u00e8 sempre troppo tardi. Lo Stato dilapida le medicine per curare i cadaveri.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abla sua famiglia, \u201cquesta incessante e infame amputazione dello spirito\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi capita molto raramente di essere disposti alla quiete\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u201cHo l\u2019impressione che sia naturale che il mondo possa andare a pezzi da un momento all\u2019altro. O \u00e8 forse la natura che deve distruggere se stessa?\u201d disse. \u201c\u00c8 un processo che parte sempre<br \/>\ndall\u2019interno e si attua all\u2019esterno\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono arrivato in verit\u00e0 al punto in cui l\u2019idea che non esistano pi\u00f9 confini \u00e8 diventata certezza, sono arrivato allo stadio di permanente perturbamento della tarda et\u00e0, all\u2019isolamento sempre pi\u00f9 filosofico, filosofistico dello spirito, stadio nel quale uno \u00e8 continuamente conscio di tutto e il cervello in quanto tale, quindi, non esiste pi\u00f9&#8230; La verit\u00e0 \u00e8 che io credo sempre pi\u00f9 di essere tutto, perch\u00e9 in verit\u00e0 non sono assolutamente pi\u00f9 nulla, per cui tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano e umanamente possibile, tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile mi sembra solo umiliante.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abmi sono reso perfettamente conto di questa situazione, soprattutto in rapporto ai miei parenti che io ho sempre definito persone prive di percezione. Mai era stata cos\u00ec chiara la nostra immensa distanza, il nostro immenso distacco, che era nello stesso tempo un\u2019estrema vicinanza e comunanza nel dolore, ma non una comunanza nel tormento. Con gli altri uomini la mia \u00e8 sempre stata una comunanza di dolore, mai di tormenti. Mi sembra di aver avuto per tutta la vita un unico incessante pensiero: Di quali sforzi straordinari \u00e8 mai capace la mente umana!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDa molto tempo ormai io penso di vivere soltanto nel tormento, in un tormento che \u00e8 il mio particolare tormento, un tormento che appartiene a me soltanto, in una natura che \u00e8 la mia propria natura, sottratto ormai alla capacit\u00e0 umana di soffrire, troppo vecchio ormai, troppo lontano per et\u00e0 da ci\u00f2 che \u00e8 umano, da tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgni uomo che vedo e ogni uomo di cui sento dire qualcosa, qualsiasi cosa, mi dimostra l\u2019assoluta inconsapevolezza dell\u2019intero genere umano, e che esso, il genere umano e la natura tutta sono una truffa. Una commedia! In effetti il mondo, come gi\u00e0 \u00e8 stato detto moltissime volte, \u00e8 un palcoscenico sperimentale su cui si prova in continuazione. Dovunque guardiamo, vi \u00e8 un continuo imparare a parlare, a camminare, a pensare, a recitare a memoria, a ingannare, a morire, a essere morti, tutto il nostro tempo se ne va in questo. Gli uomini non sono altro che attori che vogliono presentarci qualcosa che gi\u00e0 conosciamo. Tutti imparano una parte\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgnuno di noi impara continuamente una parte (la sua) o pi\u00f9 parti, oppure tutte le parti possibili e immaginabili, senza sapere perch\u00e9 (o per chi) le stia imparando. Questo palcoscenico sperimentale \u00e8 uno strazio unico e quello che vi si recita non diverte nessuno. Su questo palcoscenico tutto avviene per\u00f2 con grande naturalezza. Ma si cerca sempre un drammaturgo. Quando si alza il sipario, lo spettacolo \u00e8 finito\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00absiamo nell\u2019epoca dei soliloqui. E l\u2019arte del soliloquio \u00e8 un\u2019arte molto pi\u00f9 nobile di quella del discorso. Ma i soliloqui sono assurdi quanto i discorsi,\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abpenso sempre che il mio interlocutore si sforzi di spingermi nel suo abisso proprio quando io sono appena uscito dal mio. I nostri interlocutori cercano sempre di spingerci contemporaneamente in tutti i possibili abissi. Tutti gli interlocutori si spingono a vicenda in tutti gli abissi\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTutto \u00e8 sempre nelle teste di tutti. Esclusivamente nelle teste di tutti. Fuori dalle teste non esiste nulla. Di qualsiasi cosa io conversi con qualcuno.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli uomini si riducono in gran parte alle loro due caratteristiche principali, comperare e consumare, gli uomini hanno sviluppato, come vediamo adesso, soltanto questi due istinti, l\u2019istinto di comperare e l\u2019istinto di consumare.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgnuno di noi continua a parlare un linguaggio che lui stesso non intende, ma che ogni tanto viene inteso. Il che ci permette di esistere e di essere perci\u00f2 quanto meno fraintesi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli uomini camminano insieme, parlano insieme, dormono insieme, ma non si conoscono. Se gli uomini si conoscessero non camminerebbero insieme, non parlerebbero insieme, non dormirebbero insieme.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna profondit\u00e0 \u00e8 sempre anche un\u2019altezza, quanto pi\u00f9 profonda sar\u00e0 la profondit\u00e0 dell\u2019altezza, tanto pi\u00f9 alta sar\u00e0 l\u2019altezza della profondit\u00e0 e viceversa.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00absiamo chiusi in un mondo che cita continuamente tutto, prigionieri di quella citazione continua che \u00e8 il mondo\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgnuno di noi ha dei periodi piuttosto lunghi in cui in verit\u00e0 non esiste, e fa soltanto finta di esistere. Talvolta in un uomo l\u2019esistenza effettiva e quella simulata si mescolano in un modo che<br \/>\ngli \u00e8 letale.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abper il fatto stesso che io converso con qualcuno, sono spacciato\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConsidero il poetico un concetto molto sospetto, perch\u00e9 suscita nella gente l\u2019impressione che il poetico sia la poesia e, viceversa, che la poesia sia il poetico. L\u2019unica vera poesia, ho detto, \u00e8 la natura, l\u2019unica vera natura \u00e8 la poesia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn ogni libro scopriamo con orrore un uomo che gli stampatori hanno stampato a morte, che gli editori hanno pubblicato a morte, che i lettori hanno letto a morte.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNessun uomo, comunque, ha mai la possibilit\u00e0 di esistere praticamente. Noi riusciamo a vivere grazie all\u2019ipotesi che i problemi insuperabili di notte siano superabili di giorno.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel nostro pensiero noi non siamo ancora riusciti ad andare al di l\u00e0 del mondo. Andremo avanti soltanto quando il nostro pensiero si sar\u00e0 lasciato il mondo completamente alle spalle. \u00c8 necessario per noi poter dissolvere qualsiasi concetto, sempre e comunque.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuanto pi\u00f9 grandi sono le difficolt\u00e0, tanto pi\u00f9 volentieri io vivo, questa frase l\u2019ho passata e ripassata pi\u00f9 volte, per notti intere, attraverso il mio cervello, affilandola come una lama.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl mio rapporto con gli animali \u00e8 tale da indurmi a pensare che essi parlino il linguaggio degli uomini, un linguaggio puramente emotivo, e che pratichino il pensiero umano. \u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAll\u2019animale io attribuisco un senso filosofico, e mi sembra che esso sia sempre sul punto di padroneggiare perfettamente la grammatica della natura, ed \u00e8 per questo che io gli animali li temo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer me tutto va visto unicamente come una geometria di controversie, dubbi, sofferenze, insomma una geometria del tormento disprezzo tutto ci\u00f2 che non richiede fatica, \u00e8 il mio principio supremo, l\u2019unico che io abbia. Esigo sempre il massimo sforzo. Ma del massimo sforzo la gente ha paura. \u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTutto \u00e8 mistificazione\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00absento che marcisco, lo sento e voglio andar via da questo posto, perch\u00e9 all\u2019improvviso ho preso coscienza che questo \u00e8 un posto dove uno marcisce, ma \u00e8 troppo tardi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abVoler cambiare sempre tutto \u00e8 per me un bisogno costante, una perfida smania che suscita dissidi estremamente incresciosi. La catastrofe ha inizio nel momento in cui si scende dal letto.\u00bb<br \/>\n[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Thomas Bernhard, 1995 \u2013 Adelphi \u2013 pp. 239 \u2013 \u20ac 12,00 Elogio della solitudine che per essere tale va necessariamente condivisa. Romanzo che inquieta perch\u00e9 ha tanta di quella bellezza dentro da annichilire. Un testo poderoso per il quale aggiungere note appare riduttivo e irriverente. La solitudine, la fobia nei confronti del prossimo, l\u2019assoluta follia di un individuo che veleggia funambolicamente verso la pi\u00f9 profonda saggezza. Il dolore e la consapevolezza per il divenire che ci annienta, lo sguardo lucido, proiettato verso il traguardo finale che accompagna costantemente ogni individuo, passo dopo passo. Vale la pena leggerlo e rileggerlo. \u00abmolti medici, come ho potuto constatare tante volte, pur avendo ricevuto una formazione intellettuale schiettamente scientifica, non sono altro che uomini d\u2019affari che agiscono e parlano come uomini d\u2019affari\u00bb \u00abincontra sempre pi\u00f9 gente proprio per essere sempre pi\u00f9 solo.\u00bb \u00abCiascuno di noi \u00e8 completamente isolato in se stesso, anche se tra noi il legame \u00e8 strettissimo.\u00bb \u00abLa vita intera non \u00e8 altro che un tentativo ininterrotto di ritrovarci.\u00bb \u00abMeglio essere spaventosamente stremati, aggiunsi, che essere profondamente disperati.\u00bb \u00abC\u2019erano attimi in cui mi sentivo in grado senza alcuno sforzo di penetrare con lo sguardo nella creazione, che altro non \u00e8 se non un\u2019immane estenuazione. &#8220;Attimi&#8221; dissi. Ogni giorno mi rimettevo completamente per poi distruggermi da cima a fondo.\u00bb \u00abA mio avviso sapersi dominare era il piacere di trasformare se stessi, in virt\u00f9 del proprio cervello, in un meccanismo che ubbidisce ai comandi che riceve.\u00bb \u00abSolo dominando se stesso in questo modo, dissi, l\u2019uomo pu\u00f2 essere felice e comprendere la propria natura.\u00bb \u00abNiente irrita di pi\u00f9 dei libri, quando si vuole stare soli con se stessi, quando si deve stare soli con se stessi.\u00bb \u00abInsonnia totale e totale apatia spesso si alternavano in lui nella maniera pi\u00f9 atroce, per giorni interi, senza che lui riuscisse a trovare la forza di uscire da questo suo stato.\u00bb \u00abPer una mia sciagurata caratteristica di non riuscire a vedere un individuo singolo, quello appunto che ho davanti agli occhi, perch\u00e9 vedo invece tutte le persone con cui il singolo \u00e8 presumibilmente in contatto. Questo rende sempre difficili le mie riflessioni sulle persone. Allo stesso modo io considero, devo considerare ogni cosa in rapporto con tutte le cose possibili.\u00bb \u00abLe epidemie, dico, una volta che ci sono, \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi. Per lo Stato, dico, \u00e8 sempre troppo tardi. Nello Stato, cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi, tutto \u00e8 sempre troppo tardi. Lo Stato dilapida le medicine per curare i cadaveri.\u00bb \u00abla sua famiglia, \u201cquesta incessante e infame amputazione dello spirito\u201d\u00bb \u00abCi capita molto raramente di essere disposti alla quiete\u00bb \u00ab\u201cHo l\u2019impressione che sia naturale che il mondo possa andare a pezzi da un momento all\u2019altro. 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Mai era stata cos\u00ec chiara la nostra immensa distanza, il nostro immenso distacco, che era nello stesso tempo un\u2019estrema vicinanza e comunanza nel dolore, ma non una comunanza nel tormento. Con gli altri uomini la mia \u00e8 sempre stata una comunanza di dolore, mai di tormenti. Mi sembra di aver avuto per tutta la vita un unico incessante pensiero: Di quali sforzi straordinari \u00e8 mai capace la mente umana!\u00bb \u00abDa molto tempo ormai io penso di vivere soltanto nel tormento, in un tormento che \u00e8 il mio particolare tormento, un tormento che appartiene a me soltanto, in una natura che \u00e8 la mia propria natura, sottratto ormai alla capacit\u00e0 umana di soffrire, troppo vecchio ormai, troppo lontano per et\u00e0 da ci\u00f2 che \u00e8 umano, da tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile.\u00bb \u00abOgni uomo che vedo e ogni uomo di cui sento dire qualcosa, qualsiasi cosa, mi dimostra l\u2019assoluta inconsapevolezza dell\u2019intero genere umano, e che esso, il genere umano e la natura tutta sono una truffa. Una commedia! In effetti il mondo, come gi\u00e0 \u00e8 stato detto moltissime volte, \u00e8 un palcoscenico sperimentale su cui si prova in continuazione. 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Andremo avanti soltanto quando il nostro pensiero si sar\u00e0 lasciato il mondo completamente alle spalle. \u00c8 necessario per noi poter dissolvere qualsiasi concetto, sempre e comunque.\u00bb \u00abQuanto pi\u00f9 grandi sono le difficolt\u00e0, tanto pi\u00f9 volentieri io vivo, questa frase l\u2019ho passata e ripassata pi\u00f9 volte, per notti intere, attraverso il mio cervello, affilandola come una lama.\u00bb \u00abIl mio rapporto con gli animali \u00e8 tale da indurmi a pensare che essi parlino il linguaggio degli uomini, un linguaggio puramente emotivo, e che pratichino il pensiero umano. \u00bb \u00abAll\u2019animale io attribuisco un senso filosofico, e mi sembra che esso sia sempre sul punto di padroneggiare perfettamente la grammatica della natura, ed \u00e8 per questo che io gli animali li temo.\u00bb \u00abPer me tutto va visto unicamente come una geometria di controversie, dubbi, sofferenze, insomma una geometria del tormento disprezzo tutto ci\u00f2 che non richiede fatica, \u00e8 il mio principio supremo, l\u2019unico che io abbia. Esigo sempre il massimo sforzo. Ma del massimo sforzo la gente ha paura. \u00bb \u00abTutto \u00e8 mistificazione\u00bb \u00absento che marcisco, lo sento e voglio andar via da questo posto, perch\u00e9 all\u2019improvviso ho preso coscienza che questo \u00e8 un posto dove uno marcisce, ma \u00e8 troppo tardi.\u00bb \u00abVoler cambiare sempre tutto \u00e8 per me un bisogno costante, una perfida smania che suscita dissidi estremamente incresciosi. La catastrofe ha inizio nel momento in cui si scende dal letto.\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[545,1972,1971],"class_list":["post-6029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-adelphi","tag-bernhard","tag-perturbamento"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6029"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6180,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6029\/revisions\/6180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}