{"id":6046,"date":"2022-12-04T12:06:13","date_gmt":"2022-12-04T11:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6046"},"modified":"2023-04-20T10:13:17","modified_gmt":"2023-04-20T08:13:17","slug":"il-mago-di-riga-di-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/il-mago-di-riga-di-fontana\/","title":{"rendered":"Il mago di Riga di Fontana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Giorgio Fontana, 2022 \u2013 Sellerio \u2013 pp. 136 \u2013 \u20ac 13,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Riga.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6047\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Riga-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Riga-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Riga.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer lui il tempo assomigliava a un lago che non doveva essere attraversato lentamente, bens\u00ec prosciugato alla svelta. Se andavi abbastanza veloce, se avevi il coraggio di bruciarti nel processo, l\u2019infelicit\u00e0 non poteva raggiungerti davvero: la graduale trasformazione in un essere umano disilluso e incapace di stupore, un destino che riguardava la stragrande maggioranza del pianeta, non sarebbe avvenuta.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leonard Cohen cantava che \u00e8 \u201cdalle crepe che entra la luce\u201d. Dolore e capacit\u00e0 si fondono nella figura del protagonista. L\u2019idea che non necessariamente dalla linearit\u00e0 possa sgorgare la bellezza \u00e8 alla base di questo delizioso libro. Fontana racconta le vicende di Michail \u00abMisa\u00bb Tal\u2019 eccentrico campione di scacchi sovietico che si discosta dallo \u201cstandard\u201d del ruolo. Un uomo che nella vita, cos\u00ec come nel gioco dei Re, percorre le strade meno battute, talvolta le inaugura, altre volte ritorna per vie tortuose l\u00e0 dove nessuno sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di raggiungerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa storia degli scacchi era una grotta di volti sopravvissuti alle disgrazie, alla solitudine, al buon senso e alle necessit\u00e0 del quotidiano per restare aggrappati l\u00ec, a un tavolo da gioco, intenti a sopraffarsi l\u2019un l\u2019altro\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMa il mondo reale era stupido: era pieno di vigliaccheria, tasse, spese al mercato, documenti, calcestruzzo, incombenze; di lento o repentino morire; era dominato dalle leggi svilenti dell\u2019idraulica e dell\u2019economia e della medicina: non gli piaceva.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA torto o a ragione, un ubriaco si vendica dell\u2019intero cosmo: potete schiacciarmi, mutilarmi, fare ci\u00f2 che volete di me \u2013 ma io so- no sbronzo, conosco la vanit\u00e0 di ogni programma a lungo termine, e questo non me lo toglierete mai.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abl\u2019alcool leniva il dolore incessante. Quanta sofferenza pu\u00f2 produrre un corpo? Quanta ne pu\u00f2 sopportare?\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella maggior parte dei casi la malattia, se prolungata e ineliminabile, consuma un essere umano fino alla disperazione; altrettanto spesso lo indurisce; ma Mi\u0161a non ascolt\u00f2 mai le sirene del vittimismo. Non trasform\u00f2 i suoi impedimenti in rancore, n\u00e9 li us\u00f2 come scusa per giustificare le sconfitte. Aveva scelto di vivere fino allo stremo: senza tradire la propria educazione, il galateo che animava ogni suo gesto, amabilit\u00e0 garbo e cortesia; ma fino allo stremo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl problema dell\u2019esistenza era l\u2019abbondanza di metafore ingannevoli.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDel resto scegliere di ardere il proprio genio \u00e8 a sua volta opera geniale: soltanto i mediocri credono sia possibile incrementarlo giorno dopo giorno, o proteggerlo dagli urti. Il talento sepolto non porta frutti, e forse nemmeno il talento investito con oculatezza. Solo quanto dissipato \u00e8 realmente vivo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDel resto, pensava, abbiamo tutti il goffo bisogno di chiuderci in una formula perch\u00e9 il mistero ci atterrisce quanto il nostro destino di ignoranza: nulla sappiamo realmente degli altri, nulla sapremo mai di loro.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEssere gentile gli era sempre venuto naturale; vedere la letizia accendersi nel viso altrui era un piacere irresistibile, e sentirsi amato una dipendenza forte quanto l\u2019alcool.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abl\u2019incapacit\u00e0 di resistere al capriccio, ecco cosa mi ha perseguitato. Ho fatto quel che volevo perch\u00e9 ero sicuro del perdono altrui.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abin alcuni di noi pulsa qualcosa che non ci appartiene fino in fondo, un bisogno terribile e che pure occorre sfamare, la cui violenza ci rende pi\u00f9 sfuggenti e insieme \u2013 ecco il paradosso, il suo<br \/>\npiccolo ricatto quotidiano \u2013 pi\u00f9 desiderabili.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abriteneva che errore e correttezza non fossero concetti opposti bens\u00ec fusi e lavorati insieme nella fragile lega del rischio.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMeglio giocare, giocare per la pura festa di giocare, fino a che giorno e notte non perdano di senso: giocare con la devozione e la letizia dei ragazzini che strillano e non vogliono tornare a casa a fare i compiti o lavarsi \u2013 le stupide incombenze del mondo reale. Soltanto con questo spirito era possibile creare arte. Prendersi tutto e tutto donare. Che esistenza! Che inestimabile privilegio avere abitato il pianeta in quei giorni cos\u00ec impervi e cos\u00ec ricchi, lavorando per forgiare bellezza, rifiutando ci\u00f2 che gli altri ritenevano essenziale, e vendicando il superfluo!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer l\u2019ennesima volta aveva dimostrato che la materia \u00e8 illusione, e la fiaba pi\u00f9 vera della realt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abin fondo al mistero c\u2019era una luce straziante e immensa e tale luce lo avrebbe inghiottito, gi\u00e0 lo stava inghiottendo, svelando ogni segreto su vita dolore piet\u00e0 e violenza, e insieme privandolo della possibilit\u00e0 di raccontarlo a chi amava.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Giorgio Fontana, 2022 \u2013 Sellerio \u2013 pp. 136 \u2013 \u20ac 13,00. \u00abPer lui il tempo assomigliava a un lago che non doveva essere attraversato lentamente, bens\u00ec prosciugato alla svelta. Se andavi abbastanza veloce, se avevi il coraggio di bruciarti nel processo, l\u2019infelicit\u00e0 non poteva raggiungerti davvero: la graduale trasformazione in un essere umano disilluso e incapace di stupore, un destino che riguardava la stragrande maggioranza del pianeta, non sarebbe avvenuta.\u00bb Leonard Cohen cantava che \u00e8 \u201cdalle crepe che entra la luce\u201d. Dolore e capacit\u00e0 si fondono nella figura del protagonista. L\u2019idea che non necessariamente dalla linearit\u00e0 possa sgorgare la bellezza \u00e8 alla base di questo delizioso libro. Fontana racconta le vicende di Michail \u00abMisa\u00bb Tal\u2019 eccentrico campione di scacchi sovietico che si discosta dallo \u201cstandard\u201d del ruolo. Un uomo che nella vita, cos\u00ec come nel gioco dei Re, percorre le strade meno battute, talvolta le inaugura, altre volte ritorna per vie tortuose l\u00e0 dove nessuno sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di raggiungerlo. \u00abLa storia degli scacchi era una grotta di volti sopravvissuti alle disgrazie, alla solitudine, al buon senso e alle necessit\u00e0 del quotidiano per restare aggrappati l\u00ec, a un tavolo da gioco, intenti a sopraffarsi l\u2019un l\u2019altro\u00bb \u00abMa il mondo reale era stupido: era pieno di vigliaccheria, tasse, spese al mercato, documenti, calcestruzzo, incombenze; di lento o repentino morire; era dominato dalle leggi svilenti dell\u2019idraulica e dell\u2019economia e della medicina: non gli piaceva.\u00bb \u00abA torto o a ragione, un ubriaco si vendica dell\u2019intero cosmo: potete schiacciarmi, mutilarmi, fare ci\u00f2 che volete di me \u2013 ma io so- no sbronzo, conosco la vanit\u00e0 di ogni programma a lungo termine, e questo non me lo toglierete mai.\u00bb \u00abl\u2019alcool leniva il dolore incessante. Quanta sofferenza pu\u00f2 produrre un corpo? Quanta ne pu\u00f2 sopportare?\u00bb \u00abNella maggior parte dei casi la malattia, se prolungata e ineliminabile, consuma un essere umano fino alla disperazione; altrettanto spesso lo indurisce; ma Mi\u0161a non ascolt\u00f2 mai le sirene del vittimismo. Non trasform\u00f2 i suoi impedimenti in rancore, n\u00e9 li us\u00f2 come scusa per giustificare le sconfitte. Aveva scelto di vivere fino allo stremo: senza tradire la propria educazione, il galateo che animava ogni suo gesto, amabilit\u00e0 garbo e cortesia; ma fino allo stremo.\u00bb \u00abIl problema dell\u2019esistenza era l\u2019abbondanza di metafore ingannevoli.\u00bb \u00abDel resto scegliere di ardere il proprio genio \u00e8 a sua volta opera geniale: soltanto i mediocri credono sia possibile incrementarlo giorno dopo giorno, o proteggerlo dagli urti. Il talento sepolto non porta frutti, e forse nemmeno il talento investito con oculatezza. Solo quanto dissipato \u00e8 realmente vivo.\u00bb \u00abDel resto, pensava, abbiamo tutti il goffo bisogno di chiuderci in una formula perch\u00e9 il mistero ci atterrisce quanto il nostro destino di ignoranza: nulla sappiamo realmente degli altri, nulla sapremo mai di loro.\u00bb \u00abEssere gentile gli era sempre venuto naturale; vedere la letizia accendersi nel viso altrui era un piacere irresistibile, e sentirsi amato una dipendenza forte quanto l\u2019alcool.\u00bb \u00abl\u2019incapacit\u00e0 di resistere al capriccio, ecco cosa mi ha perseguitato. Ho fatto quel che volevo perch\u00e9 ero sicuro del perdono altrui.\u00bb \u00abin alcuni di noi pulsa qualcosa che non ci appartiene fino in fondo, un bisogno terribile e che pure occorre sfamare, la cui violenza ci rende pi\u00f9 sfuggenti e insieme \u2013 ecco il paradosso, il suo piccolo ricatto quotidiano \u2013 pi\u00f9 desiderabili.\u00bb \u00abriteneva che errore e correttezza non fossero concetti opposti bens\u00ec fusi e lavorati insieme nella fragile lega del rischio.\u00bb \u00abMeglio giocare, giocare per la pura festa di giocare, fino a che giorno e notte non perdano di senso: giocare con la devozione e la letizia dei ragazzini che strillano e non vogliono tornare a casa a fare i compiti o lavarsi \u2013 le stupide incombenze del mondo reale. Soltanto con questo spirito era possibile creare arte. Prendersi tutto e tutto donare. Che esistenza! 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