{"id":6095,"date":"2023-02-07T13:35:25","date_gmt":"2023-02-07T12:35:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6095"},"modified":"2023-04-19T23:44:38","modified_gmt":"2023-04-19T21:44:38","slug":"navi-nel-deserto-di-weber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/navi-nel-deserto-di-weber\/","title":{"rendered":"Navi nel deserto di Weber"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Avanscoperta&#8221; ospita le considerazioni dello scrittore Luigi Weber sul suo ultimo romanzo &#8220;Navi nel deserto&#8221; edito da <a class=\"cc-editor-name\" href=\"https:\/\/www.ibs.it\/libri\/editori\/il-ramo-e-la-foglia-edizioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il ramo e la foglia edizioni<\/a>, 2023, p. 376 18,05 \u20ac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9791280223234_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6096\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9791280223234_0_536_0_75-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9791280223234_0_536_0_75-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9791280223234_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Navi nel deserto \u00e8 uno strano indefinibile oggetto, persino per me che ci convivo da un tempo lunghissimo. Un esordio romanzesco attempato, a cinquant\u2019anni, e insieme paradossalmente giovanile, perch\u00e9 mi accompagna da quando ne avevo venti. A prima vista sembrerebbe un prodotto sospeso tra narrativa d\u2019avventura per ragazzi, fantascienza e fantasy, mentre non \u00e8 niente di tutto ci\u00f2. Il contesto originario, certo, era quello delle letture mainstream di un adolescente negli anni Ottanta: Tolkien e King, gli Urania con sugli scudi Ballard e Dick, pi\u00f9 suggestioni varie come il Conan di Miyazaki, la Tatooine del primo Star Wars, Arzach di Moebius e le illustrazioni di classici di Dino Battaglia. E altre meno ovvie: le fiabe persiane, la letteratura antica, il Satyricon, Dante. Su questo variegato immaginario si venne a posare l\u2019infatuazione bruciante per Joseph Conrad e i libri di mare (Melville, Stevenson\u2026).<\/em><br \/>\n<em>La vicenda della scrittura inizi\u00f2 per me da un sogno, nel 1992. Una grande nave che avanzava su ruote in un panorama desertico: cavalloni di sabbia sahariani e piste sassose, con qualche rupe maestosa sullo sfondo. Suggestivo, ma tutto da spiegare. Fu allora che mi capit\u00f2 per le mani Racconti di mare e di costa di Conrad. Dentro mi aspettavano due dei suoi racconti pi\u00f9 belli, i due che hanno costituito il punto di partenza del mio esperimento: Il coinquilino segreto (The Secret Sharer) e Freya delle Sette Isole (Freya of the Seven Isles). Cominciai da l\u00ec, da una storia d\u2019amore e di trepida attesa, e dalla storia dell\u2019incontro inatteso tra un capitano inesperto e un clandestino. Li fusi insieme dentro al fondale del sogno, e subito mi accorsi che il connubio generava naturalmente, senza forzature, una vicenda nuova. Cos\u00ec proseguii con altri testi conradiani, intarsiandoli nella mia trama man mano che li leggevo: Tifone, Nostromo, Suspense, Lord Jim, Vittoria, La linea d\u2019ombra, Giovinezza. Si potrebbe pensare alle pratiche, ormai molto in voga, dello spinoff o della fan fiction, ma a me pare, piuttosto, che tutta la letteratura, da sempre, funzioni a questo modo: basti pensare a Dante, che innesta letteralmente l\u2019inizio del suo viaggio oltremondano sull\u2019Eneide di Virgilio, e lo chiama per nome e in figura nei suoi percorsi per farsi guidare. Nel mio caso non \u00e8 affatto necessario conoscere gli ipotesti conradiani: la storia aveva subito conquistato una sua identit\u00e0, e fluiva indipendente. Sotto la <\/em><em>superficie sabbiosa delle pagine di questo romanzo si nascondono \u2013 anamorfosate, evanescenti, capovolte \u2013 una miriade di presenze letterarie, e non certo il solo Conrad.<\/em><br \/>\n<em>Abitano la storia e ne fanno parte come hanno abitato, nei decenni, il mio immaginario, diventando sostanza di me, dunque legittimamente utilizzabili.<\/em><br \/>\n<em>In Navi nel deserto conta meno chi sei e molto di pi\u00f9 a che gruppo appartieni. Ci sono dei nomadi (Naviganti e Pirati), e degli stanziali (Cittadini e Isolane). Si vive sulle Navi che lentamente percorrono il deserto, o nelle Rocche costruite alte su rupi, o nelle Oasi.<\/em><br \/>\n<em>Ognuno di questi gruppi odia ferocemente e disprezza tutti gli altri, con punte estreme di sadismo simbolico o concreto. Si odia, soprattutto, chi non si uniforma, e magari tradisce, abbandonando il posto nella comunit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Sotto la pelle conradiana e fantascientifica, ho inteso riflettere su una delle dinamiche pi\u00f9 ricorrenti ed endemiche del consesso umano: il sospetto verso le devianze, la tendenza a omologare o a rifiutare, a fare branco o espellere e perseguitare.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Avanscoperta&#8221; ospita le considerazioni dello scrittore Luigi Weber sul suo ultimo romanzo &#8220;Navi nel deserto&#8221; edito da Il ramo e la foglia edizioni, 2023, p. 376 18,05 \u20ac. &#8220;Navi nel deserto \u00e8 uno strano indefinibile oggetto, persino per me che ci convivo da un tempo lunghissimo. Un esordio romanzesco attempato, a cinquant\u2019anni, e insieme paradossalmente giovanile, perch\u00e9 mi accompagna da quando ne avevo venti. A prima vista sembrerebbe un prodotto sospeso tra narrativa d\u2019avventura per ragazzi, fantascienza e fantasy, mentre non \u00e8 niente di tutto ci\u00f2. Il contesto originario, certo, era quello delle letture mainstream di un adolescente negli anni Ottanta: Tolkien e King, gli Urania con sugli scudi Ballard e Dick, pi\u00f9 suggestioni varie come il Conan di Miyazaki, la Tatooine del primo Star Wars, Arzach di Moebius e le illustrazioni di classici di Dino Battaglia. E altre meno ovvie: le fiabe persiane, la letteratura antica, il Satyricon, Dante. Su questo variegato immaginario si venne a posare l\u2019infatuazione bruciante per Joseph Conrad e i libri di mare (Melville, Stevenson\u2026). La vicenda della scrittura inizi\u00f2 per me da un sogno, nel 1992. Una grande nave che avanzava su ruote in un panorama desertico: cavalloni di sabbia sahariani e piste sassose, con qualche rupe maestosa sullo sfondo. Suggestivo, ma tutto da spiegare. Fu allora che mi capit\u00f2 per le mani Racconti di mare e di costa di Conrad. Dentro mi aspettavano due dei suoi racconti pi\u00f9 belli, i due che hanno costituito il punto di partenza del mio esperimento: Il coinquilino segreto (The Secret Sharer) e Freya delle Sette Isole (Freya of the Seven Isles). Cominciai da l\u00ec, da una storia d\u2019amore e di trepida attesa, e dalla storia dell\u2019incontro inatteso tra un capitano inesperto e un clandestino. Li fusi insieme dentro al fondale del sogno, e subito mi accorsi che il connubio generava naturalmente, senza forzature, una vicenda nuova. Cos\u00ec proseguii con altri testi conradiani, intarsiandoli nella mia trama man mano che li leggevo: Tifone, Nostromo, Suspense, Lord Jim, Vittoria, La linea d\u2019ombra, Giovinezza. Si potrebbe pensare alle pratiche, ormai molto in voga, dello spinoff o della fan fiction, ma a me pare, piuttosto, che tutta la letteratura, da sempre, funzioni a questo modo: basti pensare a Dante, che innesta letteralmente l\u2019inizio del suo viaggio oltremondano sull\u2019Eneide di Virgilio, e lo chiama per nome e in figura nei suoi percorsi per farsi guidare. Nel mio caso non \u00e8 affatto necessario conoscere gli ipotesti conradiani: la storia aveva subito conquistato una sua identit\u00e0, e fluiva indipendente. Sotto la superficie sabbiosa delle pagine di questo romanzo si nascondono \u2013 anamorfosate, evanescenti, capovolte \u2013 una miriade di presenze letterarie, e non certo il solo Conrad. Abitano la storia e ne fanno parte come hanno abitato, nei decenni, il mio immaginario, diventando sostanza di me, dunque legittimamente utilizzabili. In Navi nel deserto conta meno chi sei e molto di pi\u00f9 a che gruppo appartieni. 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