{"id":6100,"date":"2023-02-16T12:10:05","date_gmt":"2023-02-16T11:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6100"},"modified":"2023-04-24T20:19:29","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:29","slug":"federica-aceto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/federica-aceto\/","title":{"rendered":"Federica Aceto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;, nell&#8217;auspicio che le case editrici sistematicamente inseriscano in copertina il nome del traduttore, ospita Federica Aceto. Traduttrice, si occupa di saggistica, poesia e narrativa. Ha dato una voce italiana a molti tra autori e autrici: Ali Smith, Lisa Halliday, Sheila Heti, Lucia Berlin. Da poco in libreria con &#8220;Rumore bianco&#8221; di Delillo per Einaudi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6101\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/faceto.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tradurre \u00e8 interpretare. Riscrivere. Con quale animo si pone di fronte ad un nuovo lavoro?<\/strong><br \/>\n<em>Con un atteggiamento di ascolto. Cerco di capire quali sono le dominanti dal punto di vista narrativo, del registro, del suono e del ritmo del testo, per impostare un piano di lavoro, capire cosa va trasportato nel testo d\u2019arrivo e come, cosa va trasformato, e cosa va lasciato andare, cercando di minimizzare le perdite, con la consapevolezza che la mia resa \u00e8 solo una delle tante e il mio dovere principale, oltre all\u2019ascolto, \u00e8 la ricerca della coerenza. Mi rendo conto che il mio discorso pu\u00f2 sembrare molto vago e teorico, ma in realt\u00e0 \u00e8 un lavoro molto pratico, di continuo dialogo, di continua negoziazione con il testo.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, avrebbe voluto volgere in maniera diversa?<\/strong><br \/>\n<em>Spessissimo. Infatti tendo a non rileggere le mie traduzioni una volta uscite, se posso evitarlo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788806255633_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6102\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788806255633_0_536_0_75-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788806255633_0_536_0_75-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788806255633_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da traduttrice?<\/strong><br \/>\n<em>Da lettrice non sono una persona che ha amori totalizzanti. Ma in momenti diversi della mia vita ho trovato folgoranti Alice nel Paese delle Meraviglie, uno dei primissimi libri che ho letto in inglese da adolescente, Memorie del sottosuolo di Dostoevskij da ragazza e Cosmo di Gombrowicz da adulta. I libri che ho pi\u00f9 amato da traduttrice sono stati Magic Kingdom di Stanley Elkin e La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin, che per me avrebbe dovuto conservare il bellissimo titolo di Manuale per donne delle pulizie.<\/em><br \/>\n<em>Sono tutti libri con un perfetto equilibrio di consapevolezza, follia, sincerit\u00e0, fantasia, umorismo e compassione umana priva di pietismo e moralismo. Alla fine mi rendo conto che sono queste le cose che pi\u00f9 mi toccano nei libri, e nelle storie in genere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato <\/strong><strong>a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d<\/strong><br \/>\n<em>No. Ma ho sempre saputo che volevo vivere tra le storie e di storie, di racconti, di mondi alternativi e speculari a quello reale. Senza storie, senza racconto e senza ascolto non si pu\u00f2 vivere; senza libri, volendo, s\u00ec. Lo so che ad alcuni potr\u00e0 sembrare quasi una bestemmia, ma non ho mai fatto mia la feticizzazione &#8211; che trovo a volte un po\u2019 classista e miope &#8211; del libro e della lettura come mezzi privilegiati per veicolare delle storie.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788842831471_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6103\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788842831471_0_536_0_75-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788842831471_0_536_0_75-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9788842831471_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 una questione troppo complessa e composita, sulla quale cambio idea ogni volta che mi soffermo a pensarci. Comunque in genere credo che la letteratura (come il cinema, come ogni forma di racconto) possa incidere sulla societ\u00e0 se non \u00e8 semplicistica, moralizzante, a tesi, se non cerca di spuntare tutte le caselline giuste di ci\u00f2 che viene ritenuto buono e accettabile in un dato periodo storico.<\/em><br \/>\n<em>Per me il gesto politico \u2013 e cio\u00e8 umanamente universale e profondamente trasformativo &#8211; pi\u00f9 efficace in campo narrativo consiste nel riuscire a evocare mondi alternativi e coerenti tramite i quali l\u2019autore permette di vivere su un piano allegorico e spirituale in senso lato esperienze che non per forza il lettore avrebbe modo di vivere sul piano reale della propria limitata esistenza, uscendone trasformato, anche se di poco, pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 centrato, pi\u00f9 in sintonia con l\u2019umanit\u00e0&nbsp;universale di cui sopra, con mezzi nuovi per muoversi nella realt\u00e0 di tutti i giorni in modo pi\u00f9 maturo e incisivo. Questa e solo questa \u00e8 la forza politica insita nel raccontare e nel saper ascoltare, per me. Ed \u00e8 gi\u00e0 tanto, \u00e8 difficilissimo, soprattutto oggi, soprattutto in Occidente.<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;, nell&#8217;auspicio che le case editrici sistematicamente inseriscano in copertina il nome del traduttore, ospita Federica Aceto. Traduttrice, si occupa di saggistica, poesia e narrativa. Ha dato una voce italiana a molti tra autori e autrici: Ali Smith, Lisa Halliday, Sheila Heti, Lucia Berlin. Da poco in libreria con &#8220;Rumore bianco&#8221; di Delillo per Einaudi. Tradurre \u00e8 interpretare. Riscrivere. Con quale animo si pone di fronte ad un nuovo lavoro? Con un atteggiamento di ascolto. Cerco di capire quali sono le dominanti dal punto di vista narrativo, del registro, del suono e del ritmo del testo, per impostare un piano di lavoro, capire cosa va trasportato nel testo d\u2019arrivo e come, cosa va trasformato, e cosa va lasciato andare, cercando di minimizzare le perdite, con la consapevolezza che la mia resa \u00e8 solo una delle tante e il mio dovere principale, oltre all\u2019ascolto, \u00e8 la ricerca della coerenza. Mi rendo conto che il mio discorso pu\u00f2 sembrare molto vago e teorico, ma in realt\u00e0 \u00e8 un lavoro molto pratico, di continuo dialogo, di continua negoziazione con il testo. Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, avrebbe voluto volgere in maniera diversa? Spessissimo. Infatti tendo a non rileggere le mie traduzioni una volta uscite, se posso evitarlo. &nbsp; Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da traduttrice? Da lettrice non sono una persona che ha amori totalizzanti. Ma in momenti diversi della mia vita ho trovato folgoranti Alice nel Paese delle Meraviglie, uno dei primissimi libri che ho letto in inglese da adolescente, Memorie del sottosuolo di Dostoevskij da ragazza e Cosmo di Gombrowicz da adulta. I libri che ho pi\u00f9 amato da traduttrice sono stati Magic Kingdom di Stanley Elkin e La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin, che per me avrebbe dovuto conservare il bellissimo titolo di Manuale per donne delle pulizie. Sono tutti libri con un perfetto equilibrio di consapevolezza, follia, sincerit\u00e0, fantasia, umorismo e compassione umana priva di pietismo e moralismo. Alla fine mi rendo conto che sono queste le cose che pi\u00f9 mi toccano nei libri, e nelle storie in genere. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d No. Ma ho sempre saputo che volevo vivere tra le storie e di storie, di racconti, di mondi alternativi e speculari a quello reale. Senza storie, senza racconto e senza ascolto non si pu\u00f2 vivere; senza libri, volendo, s\u00ec. Lo so che ad alcuni potr\u00e0 sembrare quasi una bestemmia, ma non ho mai fatto mia la feticizzazione &#8211; che trovo a volte un po\u2019 classista e miope &#8211; del libro e della lettura come mezzi privilegiati per veicolare delle storie. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? \u00c8 una questione troppo complessa e composita, sulla quale cambio idea ogni volta che mi soffermo a pensarci. Comunque in genere credo che la letteratura (come il cinema, come ogni forma di racconto) possa incidere sulla societ\u00e0 se non \u00e8 semplicistica, moralizzante, a tesi, se non cerca di spuntare tutte le caselline giuste di ci\u00f2 che viene ritenuto buono e accettabile in un dato periodo storico. Per me il gesto politico \u2013 e cio\u00e8 umanamente universale e profondamente trasformativo &#8211; pi\u00f9 efficace in campo narrativo consiste nel riuscire a evocare mondi alternativi e coerenti tramite i quali l\u2019autore permette di vivere su un piano allegorico e spirituale in senso lato esperienze che non per forza il lettore avrebbe modo di vivere sul piano reale della propria limitata esistenza, uscendone trasformato, anche se di poco, pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 centrato, pi\u00f9 in sintonia con l\u2019umanit\u00e0&nbsp;universale di cui sopra, con mezzi nuovi per muoversi nella realt\u00e0 di tutti i giorni in modo pi\u00f9 maturo e incisivo. 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