{"id":6119,"date":"2023-03-02T12:15:03","date_gmt":"2023-03-02T11:15:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6119"},"modified":"2023-04-19T23:43:44","modified_gmt":"2023-04-19T21:43:44","slug":"almarina-di-parrella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/almarina-di-parrella\/","title":{"rendered":"Almarina di Parrella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Valeria Parrella, 2019 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 136 \u2013 \u20ac 17,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6120\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download-189x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download-189x300.jpeg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download.jpeg 364w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><br \/>\nCi sono luoghi in cui le sbarre ricreano mondi nuovi, liberi, proiettati verso la speranza di un altrove migliore, altri invece, apparentemente senza sbarre, in cui la libert\u00e0 di proiettarsi oltre i limiti del vissuto viene a mancare. C\u2019\u00e8 Almarina, una ragazzina romena che \u00e8 stata sconfitta dalla sorte e battuta, violata dal padre, separata dal fratellino, sperduta tra le strade fagocitanti di Napoli e tradotta a Nisida, il carcere minorile. E poi ci sono gli insegnanti, quegli insegnanti (incontro di sorti perch\u00e9 la protagonista \u00e8 arruolata &#8211; cos\u00ec come un soldato, s\u00ec &#8211; presso un C.P.I.A.) che, assecondando il caso, finiscono rinchiusi in strutture carcerarie nell\u2019ostinazione di volere schiudere le fragili esistenze di minori abusati. Certe volte ci si riesce, altre no.<br \/>\nIn questo intimo e tenero racconto, Valeria Parrella esplora il pudore umano che tesse rapporti e legami, ci dice dell\u2019abbandono in cui scivolano certe realt\u00e0, e contestualmente la resistenza che giorno dopo giorno si erge a margine di certe sconfitte. E\u2019 una questione di passi, di movimenti, di parole, o meglio alcune volte di silenzi, che possono mantenerci a galla per ci\u00f2 che siamo capaci di fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon durer\u00e0, eppure finch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019incantamento dell\u2019infanzia, si vede\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abnon c\u2019era pi\u00fa fretta ora che ci eravamo incontrati. Procedemmo con la cura che meritano le cose eterne\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAlmarina sa che quello che non \u00e8 presente alla vista non esiste pi\u00fa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abvederli andare via \u00e8 la cosa pi\u00fa difficile, perch\u00e9: dove andranno. Sono ancora cos\u00ed piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti \u00e8 il motivo per cui stanno qui.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDipende da quanto sai resistere alla frustrazione di essere inutile. Oppure quanta capacit\u00e0 hai di convincerti che sei utile\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un principio pedagogico non teorizzato, quello di addolcire la realt\u00e0, raccontarla meno brutta\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abperch\u00e9 la morte ha questo di disperato: che si resta unici testimoni di qualcosa, dei patrimoni invisibili, delle giornate spettacolari\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una sensazione vagamente dolce, quando aderisci all\u2019immagine che ti danno gli altri: come un dolore che sta passando sotto l\u2019effetto del farmaco. Ti arrendi a essere un poco meno di quello che sei. Che gi\u00e0 la vita ce ne d\u00e0 troppe occasioni, di sentirci diversi dagli altri e soli come cani\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abquando non distinguo bene il vero dal falso: passo la vita a quel setaccio e tra le mani mi resta solo ci\u00f2 che vale davvero\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abpenso che rovinano la mia citt\u00e0 con la loro tracotanza, e il mio Paese con i loro voti bendati. Penso che sono preda dei furbi, preda dei violenti, di chi \u00e8 forte ma non di chi ragiona. Penso che pensano che l\u2019unica emancipazione possibile dalla merda che li attornia sia avere soldi, e penso che alcuni non si accorgono nemmeno di stare nella merda. Penso che il Paese ne \u00e8 pieno, ma penso pure che \u00e8 colpa mia. Mia nel senso nostra, di noi. Penso che la responsabilit\u00e0 sociale sia grandissima\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa gente ha a che fare con gli ospedali, qualche volta, con gli avvocati qualche altra. La gente che cresce ha a che fare con i cimiteri, quasi sempre. E sono posti brutti, in cui ci si sente perennemente a disagio, punti del mondo in cui la nostra esistenza si \u00e8 andata a incagliare e non vediamo l\u2019ora di ridare motore e allontanarci pi\u00fa in fretta possibile\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abl\u2019odio \u00e8 una paura costante incancrenita, \u00e8 una difesa che si \u00e8 fatta fraintendimento, l\u2019urlo che \u00e8 rimasto nel fondo della terra e nessuno ha ascoltato in tempo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abBisogna nuotare fino al limite del mare territoriale per scoprire che una bracciata pi\u00fa in l\u00e0 \u00e8 solo acqua e mare lo stesso, e che il confine non esiste\u00bb.<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Valeria Parrella, 2019 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 136 \u2013 \u20ac 17,00. Ci sono luoghi in cui le sbarre ricreano mondi nuovi, liberi, proiettati verso la speranza di un altrove migliore, altri invece, apparentemente senza sbarre, in cui la libert\u00e0 di proiettarsi oltre i limiti del vissuto viene a mancare. C\u2019\u00e8 Almarina, una ragazzina romena che \u00e8 stata sconfitta dalla sorte e battuta, violata dal padre, separata dal fratellino, sperduta tra le strade fagocitanti di Napoli e tradotta a Nisida, il carcere minorile. E poi ci sono gli insegnanti, quegli insegnanti (incontro di sorti perch\u00e9 la protagonista \u00e8 arruolata &#8211; cos\u00ec come un soldato, s\u00ec &#8211; presso un C.P.I.A.) che, assecondando il caso, finiscono rinchiusi in strutture carcerarie nell\u2019ostinazione di volere schiudere le fragili esistenze di minori abusati. Certe volte ci si riesce, altre no. In questo intimo e tenero racconto, Valeria Parrella esplora il pudore umano che tesse rapporti e legami, ci dice dell\u2019abbandono in cui scivolano certe realt\u00e0, e contestualmente la resistenza che giorno dopo giorno si erge a margine di certe sconfitte. E\u2019 una questione di passi, di movimenti, di parole, o meglio alcune volte di silenzi, che possono mantenerci a galla per ci\u00f2 che siamo capaci di fare. \u00abNon durer\u00e0, eppure finch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019incantamento dell\u2019infanzia, si vede\u00bb. \u00abnon c\u2019era pi\u00fa fretta ora che ci eravamo incontrati. Procedemmo con la cura che meritano le cose eterne\u00bb. \u00abAlmarina sa che quello che non \u00e8 presente alla vista non esiste pi\u00fa.\u00bb \u00abvederli andare via \u00e8 la cosa pi\u00fa difficile, perch\u00e9: dove andranno. Sono ancora cos\u00ed piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti \u00e8 il motivo per cui stanno qui.\u00bb \u00abDipende da quanto sai resistere alla frustrazione di essere inutile. Oppure quanta capacit\u00e0 hai di convincerti che sei utile\u00bb. \u00ab\u00c8 un principio pedagogico non teorizzato, quello di addolcire la realt\u00e0, raccontarla meno brutta\u00bb. \u00abperch\u00e9 la morte ha questo di disperato: che si resta unici testimoni di qualcosa, dei patrimoni invisibili, delle giornate spettacolari\u00bb. \u00ab\u00c8 una sensazione vagamente dolce, quando aderisci all\u2019immagine che ti danno gli altri: come un dolore che sta passando sotto l\u2019effetto del farmaco. Ti arrendi a essere un poco meno di quello che sei. Che gi\u00e0 la vita ce ne d\u00e0 troppe occasioni, di sentirci diversi dagli altri e soli come cani\u00bb. \u00abquando non distinguo bene il vero dal falso: passo la vita a quel setaccio e tra le mani mi resta solo ci\u00f2 che vale davvero\u00bb. \u00abpenso che rovinano la mia citt\u00e0 con la loro tracotanza, e il mio Paese con i loro voti bendati. Penso che sono preda dei furbi, preda dei violenti, di chi \u00e8 forte ma non di chi ragiona. Penso che pensano che l\u2019unica emancipazione possibile dalla merda che li attornia sia avere soldi, e penso che alcuni non si accorgono nemmeno di stare nella merda. Penso che il Paese ne \u00e8 pieno, ma penso pure che \u00e8 colpa mia. Mia nel senso nostra, di noi. Penso che la responsabilit\u00e0 sociale sia grandissima\u00bb. \u00abLa gente ha a che fare con gli ospedali, qualche volta, con gli avvocati qualche altra. La gente che cresce ha a che fare con i cimiteri, quasi sempre. E sono posti brutti, in cui ci si sente perennemente a disagio, punti del mondo in cui la nostra esistenza si \u00e8 andata a incagliare e non vediamo l\u2019ora di ridare motore e allontanarci pi\u00fa in fretta possibile\u00bb. \u00abl\u2019odio \u00e8 una paura costante incancrenita, \u00e8 una difesa che si \u00e8 fatta fraintendimento, l\u2019urlo che \u00e8 rimasto nel fondo della terra e nessuno ha ascoltato in tempo\u00bb. \u00abBisogna nuotare fino al limite del mare territoriale per scoprire che una bracciata pi\u00fa in l\u00e0 \u00e8 solo acqua e mare lo stesso, e che il confine non esiste\u00bb. [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[2017,2014,2016,2018,887,605,2015,303,2013],"class_list":["post-6119","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-affidamento","tag-almarina","tag-carcere-minorile","tag-cpia","tag-insegnamento","tag-napoli","tag-nisida","tag-solitudine","tag-valeria-parrella"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6119"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6124,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119\/revisions\/6124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6119"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}