{"id":6161,"date":"2023-04-12T13:08:30","date_gmt":"2023-04-12T11:08:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6161"},"modified":"2023-04-19T23:41:17","modified_gmt":"2023-04-19T21:41:17","slug":"infocrazia-di-han","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/infocrazia-di-han\/","title":{"rendered":"Infocrazia di Han"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Han, Byung-chul, 2023 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 88 \u2013 \u20ac 12,50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806256432_0_350_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6162\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806256432_0_350_0_75-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806256432_0_350_0_75-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806256432_0_350_0_75.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><br \/>\n\u00abIl paradosso della societ\u00e0 dell\u2019informazione sostiene: gli esseri umani sono prigionieri delle informazioni. Si incatenano loro stessi, nella misura in cui comunicano e producono informazioni. La prigione digitale \u00e8 trasparente.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo saggio, Han critica aspramente la societ\u00e0 dell\u2019informazione, in cui l\u2019accesso costante e pervasivo alle informazioni ha generato un nuovo sistema di potere basato sulla gestione e la manipolazione dei dati. Attraverso un\u2019analisi lucida e penetrante, l\u2019autore smaschera la creazione di una nuova forma di potere che, grazie alle tecnologie dell\u2019informazione, ha generato una classe privilegiata di individui in grado di accedere e gestire le informazioni a loro vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">annotazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl regime dell\u2019informazione si accompagna al capitalismo dell\u2019informazione, che evolve in capitalismo della sorveglianza e declassa gli esseri umani a bestie da dati e consumo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgni dominio persegue una propria politica della visibilit\u00e0. Nel regime sovrano \u00e8 essenziale inscenare sfarzosamente il potere: lo spettacolo \u00e8 il suo medium. Il dominio si presenta come splendore teatrale: ebbene s\u00ed, \u00e8 proprio lo scintillio a legittimarlo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa trasparenza \u00e8 la facciata di un processo che si sottrae alla visibilit\u00e0. La trasparenza stessa non \u00e8 trasparente: ha un retro. La sala operativa della trasparenza \u00e8 oscura. Ci consegniamo, cos\u00ed, al crescente potere della blackbox algoritmica.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl dominio del regime dell\u2019informazione si nasconde, mescolandosi del tutto con la quotidianit\u00e0. Si occulta dietro la cortesia dei social media, dietro la comodit\u00e0 dei motori di ricerca, dietro le voci cantilenanti degli assistenti vocali o la premurosa utilit\u00e0 delle app intelligenti. Lo smartphone si rivela un informatore efficiente, che ci sottopone a una sorveglianza continua.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa smart home trasforma l\u2019intero appartamento in una prigione digitale, che protocolla minuziosamente la nostra vita quotidiana. L\u2019aspirapolvere intelligente, che ci risparmia la fatica delle pulizie, mappa l\u2019intero appartamento. Il letto intelligente con sensori connessi in rete prolunga il controllo durante il sonno. La sorveglianza s\u2019insinua nella quotidianit\u00e0 sotto forma di convenienza. Nella prigione digitale come zona del benessere smart non si solleva alcuna resistenza al regime dominante.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl capitalismo dell\u2019informazione si appropria delle tecniche neoliberali del potere. Diversamente dalle tecniche del potere proprie del regime disciplinare, esse non lavorano con obblighi e divieti ma con stimoli positivi. Sfruttano la libert\u00e0, invece di sottometterla.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl potere disciplinare, repressivo, cede il posto a un potere smart, che non ordina, ma sussurra, non comanda, ma sospinge, vale a dire, induce con mezzi sottili al controllo del comportamento.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ablasciano il passo al motivare e all\u2019ottimizzare. Nel regime dell\u2019informazione neoliberale il dominio si presenta come libert\u00e0, comunicazione e comunit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSorvegliare e punire\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli influencer, nella veste di guide motivazionali, si atteggiano a salvatori. I follower partecipano alla loro vita come discepoli, comprando i prodotti che gli influencer ingiungono di consumare nella messa in scena della loro quotidianit\u00e0. Cos\u00ed i follower prendono parte a una eucaristia digitale. I social media somigliano a una chiesa: il like \u00e8 il loro Amen. Lo sharing \u00e8 la comunione. Il consumo \u00e8 la salvezza. La ripetizione come drammaturgia dell\u2019influencer non produce noia e routine, piuttosto conferisce al tutto il carattere di una liturgia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAl tempo stesso, gli influencer presentano i prodotti di consumo come strumenti di auto-realizzazione. Cos\u00ed ci consumiamo fino alla morte, ci realizziamo fino alla morte.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConsumo e identit\u00e0 arrivano a coincidere: l\u2019identit\u00e0 stessa diventa una merce.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi crediamo liberi, mentre la nostra vita \u00e8 sottoposta a una protocollazione totale finalizzata al controllo psicopolitico del comportamento.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel regime dell\u2019informazione neoliberale il funzionamento del potere \u00e8 garantito non dalla coscienza della sorveglianza permanente, bens\u00ed dalla libert\u00e0 percepita. Diversamente dallo schermo televisivo intoccabile del Grande Fratello, il touchscreen intelligente rende ogni cosa disponibile e consumabile.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel regime dell\u2019informazione essere liberi non significa agire, ma cliccare, mettere like e postare. Cos\u00ed non s\u2019incontra mai resistenza, non c\u2019\u00e8 da temere alcuna rivoluzione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abBig Data e Intelligenza Artificiale consentono al regime dell\u2019informazione di condizionare il nostro comportamento a un livello posto al di sotto della soglia di coscienza. Il regime dell\u2019informazione si appropria di quegli strati preriflessivi, pulsionali, emotivi del comportamento, che precedono le azioni coscienti.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa digitalizzazione del mondo della vita procede inarrestabile. Sottopone la nostra percezione, il nostro rapporto col mondo, la nostra convivenza a un cambiamento radicale. Siamo storditi dall\u2019ebbrezza della comunicazione e dell\u2019informazione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa democrazia degenera in infocrazia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl medium decisivo agli albori della democrazia \u00e8 il libro. Il libro fonda il discorso razionale dell\u2019Illuminismo. \u00c8 al pubblico di lettori ragionanti che dobbiamo la sfera del discorso pubblico, essenziale per la democrazia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI mass media elettronici distruggono il discorso razionale plasmato dalla cultura libraria e producono una mediocrazia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEssi hanno un\u2019architettura particolare: data la loro struttura anfiteatrale i destinatari sono condannati alla passivit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella mediocrazia anche la politica si sottomette alla logica dei mass media. L\u2019intrattenimento veicola i contenuti politici e mina la razionalit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abVince le elezioni chi si presenta meglio sulla scena. Il discorso degenera in show e pubblicit\u00e0. I contenuti politici giocano sempre meno un ruolo. Cos\u00ed, la politica perde ogni sostanza e viene erosa fino a diventare una politica telecratica dell\u2019immagine.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl nuovo medium di sottomissione \u00e8 lo smartphone. Nel regime dell\u2019informazione gli esseri umani non sono pi\u00fa spettatori passivi, che si arrendono al divertimento: sono tutti trasmettitori attivi. Producono e consumano informazioni in modo permanente. L\u2019ebbrezza comunicativa, che assume oggi forme di dipendenza e maniacalit\u00e0, trattiene gli esseri umani in una nuova minorit\u00e0. La formula di sottomissione tipica del regime dell\u2019informazione \u00e8: ci comunichiamo da morire.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa struttura anfiteatrale dei mass media cede il passo alla struttura rizomatica dei media digitali, che non possiede un centro. La sfera pubblica decade a spazio privato. Cos\u00ed la nostra attenzione non viene diretta su temi rilevanti per la societ\u00e0 nel suo complesso.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer una comprensione pi\u00fa profonda dell\u2019infocrazia e della crisi democratica nel regime dell\u2019informazione \u00e8 necessaria una fenomenologia dell\u2019informazione. Questa crisi comincia gi\u00e0 a livello cognitivo. Le informazioni hanno un ristretto margine d\u2019attualit\u00e0: manca loro la stabilit\u00e0 temporale, in quanto vivono del \u201cfascino della sorpresa\u201d. A causa della loro instabilit\u00e0 temporale esse frammentano la percezione: gettano la realt\u00e0 in un \u201cvorticepermanente di attualit\u00e0\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella societ\u00e0 dell\u2019informazione semplicemente non abbiamo tempo per l\u2019agire razionale. La costrizione alla comunicazione accelerata ci depriva della razionalit\u00e0. Messi sotto pressione, ripieghiamo sull\u2019intelligenza. L\u2019azione intelligente si orienta alle soluzioni e ai risultati rapidi. Come osserva correttamente Luhmann: \u201cIn una societ\u00e0 dell\u2019informazione non si pu\u00f2<br \/>\npi\u00fa parlare di comportamento razionale, ma semmai soltanto di comportamento intelligente\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa razionalit\u00e0 discorsiva \u00e8 minacciata, oggi, anche dalla comunicazione affettiva. Ci lasciamo influenzare 14 fin troppo da informazioni in rapida successione. Gli affetti sono pi\u00fa veloci della razionalit\u00e0. In una comunicazione affettiva s\u2019impongono non gli argomenti migliori, bens\u00ed le informazioni dotate di maggiore potenziale d\u2019eccitazione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 cos\u00ed che le fake news generano pi\u00fa attenzione dei dati di fatto.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn singolo tweet, che contenga fake news o un frammento d\u2019informazione decontestualizzato, \u00e8 potenzialmente pi\u00fa efficace di un argomento fondato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019infocrazia promuove l\u2019azione strumentale, orientata al successo; l\u2019opportunismo dilaga.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe convinzioni o i princip\u00ee temporalmente stabili vengono sacrificati in favore degli effetti a breve termine del potere.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa psicometria, anche detta psicografia, \u00e8 un procedimento per la profilazione della personalit\u00e0 basato sui dati. Il profiling psicometrico consente di prevedere il comportamento di una persona meglio di quanto saprebbero fare un amico o il partner. Se i dati sono sufficienti, si possono generare informazioni che superano persino ci\u00f2 che crediamo di sapere su noi stessi. Lo smartphone \u00e8 un dispositivo psicometrico di registrazione, che giornalmente, anzi a ogni ora, nutriamo di dati. Esso permette di calcolare con esattezza la personalit\u00e0 del suo utilizzatore.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa psicometria \u00e8 uno strumento ideale per il marketing psicopolitico. Il cosiddetto microtargeting si serve proprio della profilazione psicometrica. Agli elettori vengono mostrate, a partire dai loro psicogrammi, pubblicit\u00e0 personalizzate sui social network. L\u2019infocrazia operante sui dati indebolisce il processo democratico, il quale presuppone autonomia e libero arbitrio.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella competizione elettorale come guerra informatica non sono gli argomenti migliori a prevalere, bens\u00ed gli algoritmi pi\u00fa intelligenti. In questa infocrazia, in questa guerra informatica non c\u2019\u00e8 posto per il discorso.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNell\u2019infocrazia le informazioni sono usate come armi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe guerre informatiche (Infowars), con le loro fake news e teorie del complotto, mostrano lo stato dell\u2019odierna democrazia, nella quale verit\u00e0 e verosimiglianza non hanno pi\u00fa alcun significato. La democrazia sprofonda in una impenetrabile giungla informatica.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa democrazia \u00e8 lenta, prolissa e complicata. Perci\u00f2 la diffusione virale dell\u2019informazione \u2013 l\u2019infodemia \u2013 danneggia enormemente il processo democratico. Argomentazioni e giustificazioni non possono essere veicolate da tweet o meme, che si diffondono e riproducono a velocit\u00e0 virale. La coerenza logica, che contrassegna il discorso, \u00e8 estranea ai media virali. Le informazioni hanno una logica propria, una propria temporalit\u00e0, una propria dignit\u00e0 al di l\u00e0 di verit\u00e0 e menzogna.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAnche le fake news sono prima di tutto informazioni. Esse hanno gi\u00e0 esercitato il loro pieno effetto prima che abbia inizio un processo di verifica. Le informazioni sfrecciano davanti alla verit\u00e0 e non vengono pi\u00fa raggiunte da questa. Il tentativo di combattere l\u2019infodemia con la verit\u00e0 \u00e8 perci\u00f2 condannato al fallimento: l\u2019infodemia \u00e8 resistente alla verit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI follower, come nuovi sudditi dei social media, si lasciano addestrare dai loro influencer come bestiame da consumo. Vengono depoliticizzati. La comunicazione sui social media, guidata dagli algoritmi, non \u00e8 libera n\u00e9 democratica. Essa conduce a una nuova minorit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo smartphone come dispositivo di sottomissione \u00e8 tutt\u2019altro che un parlamento mobile: esso accelera la degenerazione della sfera pubblica, in quanto pubblicizza instancabilmente la sfera privata come una vetrina mobile. Lo smartphone produce degli zombie del consumo e della comunicazione, anzich\u00e9 cittadini responsabili.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNell\u2019agire comunicativo devo rappresentarmi la possibilit\u00e0 che la mia espressione venga messa in questione dall\u2019altro. Una espressione priva di qualsiasi punto interrogativo non ha carattere discorsivo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019odierna crisi dell\u2019agire comunicativo pu\u00f2 essere ricondotta al meta-livello per cui l\u2019altro \u00e8 in sparizione. La scomparsa dell\u2019altro implica la fine del discorso perch\u00e9 sottrae all\u2019opinione la razionalit\u00e0 comunicativa.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019espulsione dell\u2019altro rafforza la costrizione auto-propagandistica a indottrinare s\u00e9 stessi con le proprie idee.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa crisi della democrazia \u00e8 in primo luogo una crisi dell\u2019ascolto.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPi\u00fa a lungo navigo su Internet, tanto pi\u00fa la mia bolla dei filtri si riempie di informazioni di mio gradimento, che rafforzano le mie convinzioni. Mi vengono mostrate solo quelle visioni del mondo che si conformano alle mie. Informazioni d\u2019altro tipo vengono tenute lontane. In questo modo la bolla dei filtri mi avviluppa in un permanente \u201cio-dormiente\u201d.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa crescente atomizzazione e trasformazione narcisistica della societ\u00e0 ci rende sordi alla voce dell\u2019altro e conduce alla perdita dell\u2019empatia. Oggi siamo tutti dediti al culto di noi stessi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCiascuno performa e produce s\u00e9 stesso. A essere responsabile della crisi della democrazia non \u00e8 la personalizzazione algoritmica della Rete, bens\u00ed la sparizione dell\u2019altro, l\u2019incapacit\u00e0 di ascoltare.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOltre alla globalizzazione, anche la digitalizzazione e la connessione in rete accelerano il decadimento del mondo della vita. La crescente de-fatticizzazione e de-contestualizzazione del mondo della vita distrugge l\u2019\u201corizzonte olistico\u201d dell\u2019agire comunicativo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNell\u2019agire comunicativo ciascun partecipante avanza una pretesa di validit\u00e0: se questa non \u00e8 accettata dall\u2019altro, si svolge un discorso. Il discorso \u00e8 un atto comunicativo che tenta di raggiungere un\u2019intesa tra le diverse pretese di validit\u00e0. Esso procede per argomenti, mediante i quali tali pretese vengono fondate o rifiutate. La razionalit\u00e0 che abita il discorso \u00e8 detta razionalit\u00e0 discorsiva.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa pretesa di validit\u00e0 delle trib\u00fa digitali in quanto collettivi identitari non \u00e8 discorsiva, ma assoluta, perch\u00e9 priva di razionalit\u00e0 comunicativa.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNell\u2019universo post-fattuale delle trib\u00fa digitali l\u2019espressione non ha pi\u00fa alcun riferimento ai fatti e rinuncia cos\u00ed a ogni razionalit\u00e0. Non \u00e8 criticabile n\u00e9 tenuta a giustificarsi. Chi, tuttavia, si dichiara per essa, ne ricava un sentimento di appartenenza. Il discorso \u00e8 sostituito, dunque, da fede e confessione. Al di fuori della cerchia tribale, allora, ci sono soltanto nemici, anzi altri, che \u00e8 necessario combattere. L\u2019odierno tribalismo, che si rileva non soltanto a destra ma anche nella politica identitaria della sinistra, divide e polarizza la societ\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEsso fa dell\u2019identit\u00e0 uno scudo o una fortezza, che respinge ogni alterit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOggi la comunicazione diventa sempre meno discorsiva, nella misura in cui si perde sempre pi\u00fa la dimensione dell\u2019altro. La societ\u00e0 si dissolve in identit\u00e0 inconciliabili, prive di alterit\u00e0. Al posto del discorso troviamo una guerra dell\u2019identit\u00e0. La societ\u00e0 perde cos\u00ed l\u2019elemento comunitario, anzi ogni senso civico\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon prestiamo pi\u00fa ascolto reciproco. L\u2019ascolto \u00e8 un atto politico in quanto unisce gli esseri umani in una comunit\u00e0 e li abilita al discorso: esso istituisce un noi. La democrazia \u00e8 una comunit\u00e0 di ascoltatori. La comunicazione digitale, in quanto comunicazione senza comunit\u00e0, annienta la politica dell\u2019ascolto. Cos\u00ed, ascoltiamo soltanto noi stessi. Questa \u00e8 la fine dell\u2019agire comunicativo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNell\u2019\u00e8ra delle fake news, della disinformazione e delle teorie del complotto, stiamo perdendo la realt\u00e0 e le verit\u00e0 fattuali. L\u2019informazione circola ormai completamente scollegata dalla realt\u00e0, in uno spazio iperreale. Si perde la fiducia nella fattualit\u00e0. Viviamo quindi in un universo de-fatticizzato. In definitiva scompare, con le verit\u00e0 fattuali, il mondo comune a cui potremmo riferirci nelle nostre azioni.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe informazioni sono additive e cumulative. La verit\u00e0, invece, \u00e8 narrativa ed esclusiva. Esistono mucchi di informazioni o di spazzatura informativa. La verit\u00e0, invece, non forma un cumulo. Non \u00e8 frequente. Per molti versi si contrappone all\u2019informazione. Elimina la contingenza e l\u2019ambivalenza; elevata a narrazione, fornisce significato e orientamento. La societ\u00e0 dell\u2019informazione, invece, \u00e8 vuota di significato. Solo il vuoto \u00e8 trasparente. Oggi siamo ben informati, ma disorientati. Le informazioni non hanno potere di orientamento.\u00bb<br \/>\n[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Han, Byung-chul, 2023 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 88 \u2013 \u20ac 12,50. \u00abIl paradosso della societ\u00e0 dell\u2019informazione sostiene: gli esseri umani sono prigionieri delle informazioni. Si incatenano loro stessi, nella misura in cui comunicano e producono informazioni. La prigione digitale \u00e8 trasparente.\u00bb Con questo saggio, Han critica aspramente la societ\u00e0 dell\u2019informazione, in cui l\u2019accesso costante e pervasivo alle informazioni ha generato un nuovo sistema di potere basato sulla gestione e la manipolazione dei dati. Attraverso un\u2019analisi lucida e penetrante, l\u2019autore smaschera la creazione di una nuova forma di potere che, grazie alle tecnologie dell\u2019informazione, ha generato una classe privilegiata di individui in grado di accedere e gestire le informazioni a loro vantaggio. annotazioni: \u00abIl regime dell\u2019informazione si accompagna al capitalismo dell\u2019informazione, che evolve in capitalismo della sorveglianza e declassa gli esseri umani a bestie da dati e consumo.\u00bb \u00abOgni dominio persegue una propria politica della visibilit\u00e0. Nel regime sovrano \u00e8 essenziale inscenare sfarzosamente il potere: lo spettacolo \u00e8 il suo medium. Il dominio si presenta come splendore teatrale: ebbene s\u00ed, \u00e8 proprio lo scintillio a legittimarlo.\u00bb \u00abLa trasparenza \u00e8 la facciata di un processo che si sottrae alla visibilit\u00e0. La trasparenza stessa non \u00e8 trasparente: ha un retro. La sala operativa della trasparenza \u00e8 oscura. Ci consegniamo, cos\u00ed, al crescente potere della blackbox algoritmica.\u00bb \u00abIl dominio del regime dell\u2019informazione si nasconde, mescolandosi del tutto con la quotidianit\u00e0. Si occulta dietro la cortesia dei social media, dietro la comodit\u00e0 dei motori di ricerca, dietro le voci cantilenanti degli assistenti vocali o la premurosa utilit\u00e0 delle app intelligenti. Lo smartphone si rivela un informatore efficiente, che ci sottopone a una sorveglianza continua.\u00bb \u00abLa smart home trasforma l\u2019intero appartamento in una prigione digitale, che protocolla minuziosamente la nostra vita quotidiana. L\u2019aspirapolvere intelligente, che ci risparmia la fatica delle pulizie, mappa l\u2019intero appartamento. Il letto intelligente con sensori connessi in rete prolunga il controllo durante il sonno. La sorveglianza s\u2019insinua nella quotidianit\u00e0 sotto forma di convenienza. Nella prigione digitale come zona del benessere smart non si solleva alcuna resistenza al regime dominante.\u00bb \u00abIl capitalismo dell\u2019informazione si appropria delle tecniche neoliberali del potere. Diversamente dalle tecniche del potere proprie del regime disciplinare, esse non lavorano con obblighi e divieti ma con stimoli positivi. Sfruttano la libert\u00e0, invece di sottometterla.\u00bb \u00abIl potere disciplinare, repressivo, cede il posto a un potere smart, che non ordina, ma sussurra, non comanda, ma sospinge, vale a dire, induce con mezzi sottili al controllo del comportamento.\u00bb \u00ablasciano il passo al motivare e all\u2019ottimizzare. Nel regime dell\u2019informazione neoliberale il dominio si presenta come libert\u00e0, comunicazione e comunit\u00e0.\u00bb \u00abSorvegliare e punire\u00bb \u00abGli influencer, nella veste di guide motivazionali, si atteggiano a salvatori. I follower partecipano alla loro vita come discepoli, comprando i prodotti che gli influencer ingiungono di consumare nella messa in scena della loro quotidianit\u00e0. Cos\u00ed i follower prendono parte a una eucaristia digitale. I social media somigliano a una chiesa: il like \u00e8 il loro Amen. Lo sharing \u00e8 la comunione. Il consumo \u00e8 la salvezza. La ripetizione come drammaturgia dell\u2019influencer non produce noia e routine, piuttosto conferisce al tutto il carattere di una liturgia.\u00bb \u00abAl tempo stesso, gli influencer presentano i prodotti di consumo come strumenti di auto-realizzazione. Cos\u00ed ci consumiamo fino alla morte, ci realizziamo fino alla morte.\u00bb \u00abConsumo e identit\u00e0 arrivano a coincidere: l\u2019identit\u00e0 stessa diventa una merce.\u00bb \u00abCi crediamo liberi, mentre la nostra vita \u00e8 sottoposta a una protocollazione totale finalizzata al controllo psicopolitico del comportamento.\u00bb \u00abNel regime dell\u2019informazione neoliberale il funzionamento del potere \u00e8 garantito non dalla coscienza della sorveglianza permanente, bens\u00ed dalla libert\u00e0 percepita. Diversamente dallo schermo televisivo intoccabile del Grande Fratello, il touchscreen intelligente rende ogni cosa disponibile e consumabile.\u00bb \u00abNel regime dell\u2019informazione essere liberi non significa agire, ma cliccare, mettere like e postare. Cos\u00ed non s\u2019incontra mai resistenza, non c\u2019\u00e8 da temere alcuna rivoluzione.\u00bb \u00abBig Data e Intelligenza Artificiale consentono al regime dell\u2019informazione di condizionare il nostro comportamento a un livello posto al di sotto della soglia di coscienza. Il regime dell\u2019informazione si appropria di quegli strati preriflessivi, pulsionali, emotivi del comportamento, che precedono le azioni coscienti.\u00bb \u00abLa digitalizzazione del mondo della vita procede inarrestabile. Sottopone la nostra percezione, il nostro rapporto col mondo, la nostra convivenza a un cambiamento radicale. Siamo storditi dall\u2019ebbrezza della comunicazione e dell\u2019informazione.\u00bb \u00abLa democrazia degenera in infocrazia.\u00bb \u00abIl medium decisivo agli albori della democrazia \u00e8 il libro. Il libro fonda il discorso razionale dell\u2019Illuminismo. \u00c8 al pubblico di lettori ragionanti che dobbiamo la sfera del discorso pubblico, essenziale per la democrazia.\u00bb \u00abI mass media elettronici distruggono il discorso razionale plasmato dalla cultura libraria e producono una mediocrazia.\u00bb \u00abEssi hanno un\u2019architettura particolare: data la loro struttura anfiteatrale i destinatari sono condannati alla passivit\u00e0.\u00bb \u00abNella mediocrazia anche la politica si sottomette alla logica dei mass media. L\u2019intrattenimento veicola i contenuti politici e mina la razionalit\u00e0.\u00bb \u00abVince le elezioni chi si presenta meglio sulla scena. Il discorso degenera in show e pubblicit\u00e0. I contenuti politici giocano sempre meno un ruolo. Cos\u00ed, la politica perde ogni sostanza e viene erosa fino a diventare una politica telecratica dell\u2019immagine.\u00bb \u00abIl nuovo medium di sottomissione \u00e8 lo smartphone. Nel regime dell\u2019informazione gli esseri umani non sono pi\u00fa spettatori passivi, che si arrendono al divertimento: sono tutti trasmettitori attivi. Producono e consumano informazioni in modo permanente. L\u2019ebbrezza comunicativa, che assume oggi forme di dipendenza e maniacalit\u00e0, trattiene gli esseri umani in una nuova minorit\u00e0. La formula di sottomissione tipica del regime dell\u2019informazione \u00e8: ci comunichiamo da morire.\u00bb \u00abLa struttura anfiteatrale dei mass media cede il passo alla struttura rizomatica dei media digitali, che non possiede un centro. La sfera pubblica decade a spazio privato. Cos\u00ed la nostra attenzione non viene diretta su temi rilevanti per la societ\u00e0 nel suo complesso.\u00bb \u00abPer una comprensione pi\u00fa profonda dell\u2019infocrazia e della crisi democratica nel regime dell\u2019informazione \u00e8 necessaria una fenomenologia dell\u2019informazione. Questa crisi comincia gi\u00e0 a livello cognitivo. Le informazioni hanno un ristretto margine d\u2019attualit\u00e0: manca loro la stabilit\u00e0 temporale, in quanto vivono del \u201cfascino della sorpresa\u201d. A causa della loro instabilit\u00e0 temporale esse frammentano la percezione: gettano la realt\u00e0 in un \u201cvorticepermanente di attualit\u00e0\u201d\u00bb \u00abNella societ\u00e0 dell\u2019informazione semplicemente non abbiamo tempo per l\u2019agire razionale. La costrizione alla comunicazione accelerata ci depriva della razionalit\u00e0. Messi sotto pressione, ripieghiamo sull\u2019intelligenza. L\u2019azione intelligente si orienta alle soluzioni e ai risultati rapidi. Come osserva correttamente Luhmann: \u201cIn una societ\u00e0 dell\u2019informazione non si pu\u00f2 pi\u00fa parlare di comportamento razionale, ma semmai soltanto di comportamento intelligente\u201d\u00bb \u00abLa razionalit\u00e0 discorsiva \u00e8 minacciata, oggi, anche dalla comunicazione affettiva. Ci lasciamo influenzare 14 fin troppo da informazioni in rapida successione. Gli affetti sono pi\u00fa veloci della razionalit\u00e0. In una comunicazione affettiva s\u2019impongono non gli argomenti migliori, bens\u00ed le informazioni dotate di maggiore potenziale d\u2019eccitazione.\u00bb \u00ab\u00c8 cos\u00ed che le fake news generano pi\u00fa attenzione dei dati di fatto.\u00bb \u00abUn singolo tweet, che contenga fake news o un frammento d\u2019informazione decontestualizzato, \u00e8 potenzialmente pi\u00fa efficace di un argomento fondato.\u00bb \u00abL\u2019infocrazia promuove l\u2019azione strumentale, orientata al successo; l\u2019opportunismo dilaga.\u00bb \u00abLe convinzioni o i princip\u00ee temporalmente stabili vengono sacrificati in favore degli effetti a breve termine del potere.\u00bb \u00abLa psicometria, anche detta psicografia, \u00e8 un procedimento per la profilazione della personalit\u00e0 basato sui dati. Il profiling psicometrico consente di prevedere il comportamento di una persona meglio di quanto saprebbero fare un amico o il partner. Se i dati sono sufficienti, si possono generare informazioni che superano persino ci\u00f2 che crediamo di sapere su noi stessi. Lo smartphone \u00e8 un dispositivo psicometrico di registrazione, che giornalmente, anzi a ogni ora, nutriamo di dati. Esso permette di calcolare con esattezza la personalit\u00e0 del suo utilizzatore.\u00bb \u00abLa psicometria \u00e8 uno strumento ideale per il marketing psicopolitico. Il cosiddetto microtargeting si serve proprio della profilazione psicometrica. Agli elettori vengono mostrate, a partire dai loro psicogrammi, pubblicit\u00e0 personalizzate sui social network. L\u2019infocrazia operante sui dati indebolisce il processo democratico, il quale presuppone autonomia e libero arbitrio.\u00bb \u00abNella competizione elettorale come guerra informatica non sono gli argomenti migliori a prevalere, bens\u00ed gli algoritmi pi\u00fa intelligenti. In questa infocrazia, in questa guerra informatica non c\u2019\u00e8 posto per il discorso.\u00bb \u00abNell\u2019infocrazia le informazioni sono usate come armi.\u00bb \u00abLe guerre informatiche (Infowars), con le loro fake news e teorie del complotto, mostrano lo stato dell\u2019odierna democrazia, nella quale verit\u00e0 e verosimiglianza non hanno pi\u00fa alcun significato. La democrazia sprofonda in una impenetrabile giungla informatica.\u00bb \u00abLa democrazia \u00e8 lenta, prolissa e complicata. Perci\u00f2 la diffusione virale dell\u2019informazione \u2013 l\u2019infodemia \u2013 danneggia enormemente il processo democratico. Argomentazioni e giustificazioni non possono essere veicolate da tweet o meme, che si diffondono e riproducono a velocit\u00e0 virale. La coerenza logica, che contrassegna il discorso, \u00e8 estranea ai media virali. Le informazioni hanno una logica propria, una propria temporalit\u00e0, una propria dignit\u00e0 al di l\u00e0 di verit\u00e0 e menzogna.\u00bb \u00abAnche le fake news sono prima di tutto informazioni. Esse hanno gi\u00e0 esercitato il loro pieno effetto prima che abbia inizio un processo di verifica. Le informazioni sfrecciano davanti alla verit\u00e0 e non vengono pi\u00fa raggiunte da questa. Il tentativo di combattere l\u2019infodemia con la verit\u00e0 \u00e8 perci\u00f2 condannato al fallimento: l\u2019infodemia \u00e8 resistente alla verit\u00e0.\u00bb \u00abI follower, come nuovi sudditi dei social media, si lasciano addestrare dai loro influencer come bestiame da consumo. Vengono depoliticizzati. La comunicazione sui social media, guidata dagli algoritmi, non \u00e8 libera n\u00e9 democratica. Essa conduce a una nuova minorit\u00e0.\u00bb \u00abLo smartphone come dispositivo di sottomissione \u00e8 tutt\u2019altro che un parlamento mobile: esso accelera la degenerazione della sfera pubblica, in quanto pubblicizza instancabilmente la sfera privata come una vetrina mobile. Lo smartphone produce degli zombie del consumo e della comunicazione, anzich\u00e9 cittadini responsabili.\u00bb \u00abNell\u2019agire comunicativo devo rappresentarmi la possibilit\u00e0 che la mia espressione venga messa in questione dall\u2019altro. Una espressione priva di qualsiasi punto interrogativo non ha carattere discorsivo.\u00bb \u00abL\u2019odierna crisi dell\u2019agire comunicativo pu\u00f2 essere ricondotta al meta-livello per cui l\u2019altro \u00e8 in sparizione. La scomparsa dell\u2019altro implica la fine del discorso perch\u00e9 sottrae all\u2019opinione la razionalit\u00e0 comunicativa.\u00bb \u00abL\u2019espulsione dell\u2019altro rafforza la costrizione auto-propagandistica a indottrinare s\u00e9 stessi con le proprie idee.\u00bb \u00abLa crisi della democrazia \u00e8 in primo luogo una crisi dell\u2019ascolto.\u00bb \u00abPi\u00fa a lungo navigo su Internet, tanto pi\u00fa la mia bolla dei filtri si riempie di informazioni di mio gradimento, che rafforzano le mie convinzioni. Mi vengono mostrate solo quelle visioni del mondo che si conformano alle mie. Informazioni d\u2019altro tipo vengono tenute lontane. In questo modo la bolla dei filtri mi avviluppa in un permanente \u201cio-dormiente\u201d.\u00bb \u00abLa crescente atomizzazione e trasformazione narcisistica della societ\u00e0 ci rende sordi alla voce dell\u2019altro e conduce alla perdita dell\u2019empatia. Oggi siamo tutti dediti al culto di noi stessi.\u00bb \u00abCiascuno performa e produce s\u00e9 stesso. A essere responsabile della crisi della democrazia non \u00e8 la personalizzazione algoritmica della Rete, bens\u00ed la sparizione dell\u2019altro, l\u2019incapacit\u00e0 di ascoltare.\u00bb \u00abOltre alla globalizzazione, anche la digitalizzazione e la connessione in rete accelerano il decadimento del mondo della vita. La crescente de-fatticizzazione e de-contestualizzazione del mondo della vita distrugge l\u2019\u201corizzonte olistico\u201d dell\u2019agire comunicativo.\u00bb \u00abNell\u2019agire comunicativo ciascun partecipante avanza una pretesa di validit\u00e0: se questa non \u00e8 accettata dall\u2019altro, si svolge un discorso. Il discorso \u00e8 un atto comunicativo che tenta di raggiungere un\u2019intesa tra le diverse pretese di validit\u00e0. Esso procede per argomenti, mediante i quali tali pretese vengono fondate o rifiutate. La razionalit\u00e0 che abita il discorso \u00e8 detta razionalit\u00e0 discorsiva.\u00bb \u00abLa pretesa di validit\u00e0 delle trib\u00fa digitali in quanto collettivi identitari non \u00e8 discorsiva, ma assoluta, perch\u00e9 priva di razionalit\u00e0 comunicativa.\u00bb \u00abNell\u2019universo post-fattuale delle trib\u00fa digitali l\u2019espressione non ha pi\u00fa alcun riferimento ai fatti e rinuncia cos\u00ed a ogni razionalit\u00e0. Non \u00e8 criticabile n\u00e9 tenuta a giustificarsi. Chi, tuttavia, si dichiara per essa, ne ricava un sentimento di appartenenza. Il discorso \u00e8 sostituito, dunque, da fede e confessione. Al di fuori della cerchia tribale, allora, ci sono soltanto nemici, anzi altri, che \u00e8 necessario combattere. L\u2019odierno tribalismo, che si rileva non soltanto a destra ma anche nella politica identitaria della sinistra, divide e polarizza la societ\u00e0.\u00bb \u00abEsso fa dell\u2019identit\u00e0 uno scudo o una fortezza, che respinge ogni alterit\u00e0.\u00bb \u00abOggi la comunicazione diventa sempre meno discorsiva, nella misura in cui si perde sempre pi\u00fa la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[2042,2043,381,2029,2044,2040,2041,2045,2046,339],"class_list":["post-6161","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-big-data","tag-condivisioni","tag-einaudi","tag-han","tag-influencer","tag-infocrazia","tag-infodemia","tag-instagram","tag-social-networks","tag-web"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6161"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6161\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6178,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6161\/revisions\/6178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}