{"id":6227,"date":"2023-05-09T14:15:26","date_gmt":"2023-05-09T12:15:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6227"},"modified":"2023-05-10T11:35:37","modified_gmt":"2023-05-10T09:35:37","slug":"in-contrattempo-di-beccaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/in-contrattempo-di-beccaria\/","title":{"rendered":"In contrattempo di Beccaria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Gian Luigi Beccaria, 2022 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 120 \u2013 \u20ac 12,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9788806251567_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6228\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9788806251567_0_536_0_75-175x300.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9788806251567_0_536_0_75-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9788806251567_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a><br \/>\n\u00abPerch\u00e9 lo scrittore, in un mondo in cui ci si avvia a pensare tutti allo stesso modo, non si inscrive tra i tanti impiegati del progresso, ragionieri del consenso.\u00bb<br \/>\nDove si percorre la strada del \u201cfestina lente\u201d e si auspica un incedere riflessivo senza spinte esterne che per inerzia conducano l\u2019essere umano a rotolare verso il gorgo muto. Si cammina lenti su queste pagine, sulle parole, scritte e lette. Parole da ponderare, decifrare; parole su cui ritornare per farsi rivestire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">annotazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFilologia \u00e8 quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un\u2019arte e una perizia da orafi del la parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge lento\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPi\u00fa saggio in realt\u00e0 il festina lente, \u201caffrettati lentamente\u201d, l\u2019aureo motto scelto da Aldo Manuzio per i suoi frontespizi, attinto da uno dei quattromila Adagia raccolti e commentati da Erasmo. Dice di averlo preso da una moneta di Vespasiano donatagli dal Bembo\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abse \u00e8 vero che l\u2019opera letteraria \u00e8 arte nel senso etimologico del termine, forma in qualche modo \u201cpianificata\u201d, razionalizzata, \u201cstruttura\u201d insomma in cui gli indizi singoli ricoprono funzioni ben determinabili per il fine ultimo: l\u2019interpretazione\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl contenuto di un testo artistico \u00e8 inesauribile e imprevedibile, sempre in fuga, tutto non si pu\u00f2 capire\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa velocit\u00e0 \u00e8 una macchina di dispersione dell\u2019attenzione, annulla la capacit\u00e0 di concentrazione. L\u2019indugio regala invece quel singolare senso del presente e del concreto\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa magia dello scrittore sta nel saper trovare l\u2019infinito nelle cose semplici, concentrare, isolare il valore ontologico di tutto ci\u00f2 che esiste, ma senza assolutizzarlo, bens\u00ed rispettandolo nel suo essere, rispettando il \u201cminimo\u201d, perch\u00e9 ha una sua importanza ed essenzialit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abla letteratura oggi in calo se non sul piano dei valori certo sul piano della considerazione generale, che la reputa sempre di pi\u00fa \u201cun lusso appassionato\u201d che distoglie le energie dello spirito da usi pi\u00fa utili, pratici, concreti.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCompito primario della scuola dovrebbe invece essere l\u2019educazione al leggere e al commentare: l\u2019attenzione al testo, quella che ci insegna a stare a tu per tu con un oggetto, da digerire lentamente, da analizzare, da capire, indugiando sulle parole, sulla sintassi, sulla costruzione del tutto (lingua, e contenuti).\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna lingua non \u00e8 un puro strumento di comunicazione, un elemento meramente \u201cfunzionale\u201d. Non \u00e8 solo un codice, come un qualsiasi altro sistema segnico convenuto, non esprime soltanto delle operazioni mentali sul piano comunicativo. Una lingua \u00e8 colma di \u201cumori\u201d, di stratificazioni, di armoniche, di evocazioni, di allusioni culte e anche immediate e \u201cpopolari\u201d, ricchezza di varianti e di registri, ha radici profonde, e si ramifica in continui richiami e rimandi. Per tutti questi motivi \u201cmette a contatto\u201d profondo chi parla e chi ascolta, chi scrive e chi legge.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abil poeta \u201cnon trasmette ma genera una realt\u00e0\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abin questa prospettiva aziendale, di una scuola come addestramento professionale, anche la terminologia sa di mercato, segue logiche di matrice produttivistica: crediti, debiti, prodotto\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIntanto una sterpaglia ingombrante (dettata da un didattichese triste, noioso, messo in piedi da \u201cscienziati della scuola\u201d che hanno generato un allontanamento anzich\u00e9 un avvicinamento ai testi, alla loro lettura) ha invaso i manuali. Parole terrificanti si sono accampate nelle \u00abschede mirate\u00bb, tra riquadri a colori delle antologie: Parte operativa, Verifica sommativa, Percorso formativo, Prerequisiti, Prove d\u2019ingresso, Pianificazione dell\u2019offerta&#8230;\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019abbassamento della qualit\u00e0 dell\u2019istruzione ha in questo mezzo secolo danneggiato i ceti popolari e ampliato il vantaggio dei ceti alti. La scuola senza qualit\u00e0 secerne sempre disuguaglianza, la scuola di qualit\u00e0 attenua invece lo svantaggio dei ceti popolari. L\u2019istruzione risulta \u201cdemocratica\u201d se il livello resta elevato[&#8230;] la scuola non deve adeguarsi alle scelte pi\u00fa condivise, combaciare, copiare, reduplicare il mondo, ma porlo in discussione, per arricchirlo.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl lavoro sulla lingua non costituisce pi\u00fa per l\u2019autore la preoccupazione prima. Funziona meglio un pi\u00fa neutro \u201cgrado zero\u201d, oppure una frettolosa simulazione di oralit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSpesso non si capisce pi\u00fa in che cosa si distinguano letteratura e articolo di cronaca o di attualit\u00e0 giornalistica, che cosa li separi, perch\u00e9 la lingua \u00e8 pi\u00fa o meno la stessa. Sembra che stia sparendo lo specifico del \u201cletterario\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abApro lo Zibaldone di Leopardi in data 2 aprile 1827 e vi leggo: disgraziatamente l\u2019arte e lo studio son cose oramai ignote, e sbandite dalla professione di scriver libri. Lo stile non \u00e8 pi\u00fa oggetto di pensiero alcuno. [&#8230;] Troppa \u00e8 la copia dei libri o buoni o cattivi o mediocri che escono ogni giorno, e che per necessit\u00e0 fanno dimenticare quelli del giorno innanzi; sian pure eccellenti. [&#8230;] La sorte dei libri oggi \u00e8 come quella degli insetti chiamati efimeri: alcune specie vivono poche ore, alcune una notte, altre tre o quattro giorni; ma sempre si tratta di giorni.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa bellezza di una narrazione non risiede nello scorrere di una trama, nel dipanarsi di una \u201cstoria\u201d. Sta nel come le cose sono dette, i suoi spezzoni sono registrati e montati, nel come \u00e8 fatta e come si \u00e8 fatta l\u2019opera. Un testo non si riduce alla vicenda narrata. Conta la \u201ccostruzione\u201d della storia, il come \u00e8 fatto quello che l\u2019autore dice.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon \u00e8 mai la storia di un romanzo, la trama di un film, il personaggio di un quadro, che fanno di quel romanzo di quel film di quel quadro un\u2019opera di rilievo, ma \u00e8 come quella storia, quella vicenda, quel personaggio sono raccontati. [&#8230;] Non conta solo quello che si dice, ma \u00e8 anche la maniera, il come \u00e8 fatto quello che lo scrittore dice, il modo con cui lo dice. E ci\u00f2 \u00e8 tutto nelle sue mani, dipende dalla sua capacit\u00e0 di saper cucire l\u2019insieme: \u201ccucire le parole\u201d. [&#8230;] lo scrittore confeziona un\u2019opera come una sarta cuce un vestito, lavorando in modo incessante, meticoloso, costruttivo, \u201caggiuntivo\u201d [&#8230;] Lo scrivere non \u00e8 mai il dire. Lo scrivere \u00e8 un di pi\u00fa. [&#8230;] Non ci attraggono racconti, fatti, fenomeni sociali che tendono a lasciarsi rappresentare da una lingua \u201cautomatica\u201d, che ha il sopravvento su ogni rielaborazione. L\u2019autore come faber sembra stia per diventare quasi una figura d\u2019altri tempi. [&#8230;] Si dimentica che lo scrivere rispetto al dire comporta un surplus di rielaborazione. [&#8230;] Ha sempre contato molto il lavorio di lima d\u2019autore, dell\u2019auctore (m), che (etimologicamente) \u00e8 (non a caso) colui che fa \u201ccrescere\u201d (viene difatti dal verbo augere).\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgni lettore, quando legge, \u00e8 il lettore di se stesso. L\u2019opera \u00e8 solo una sorta di strumento ottico che lo scrittore offre al lettore per consentirgli di scoprire ci\u00f2 che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso. Il riconoscimento dentro di s\u00e9, da parte del lettore, di ci\u00f2 che il libro dice, \u00e8 la prova della sua verit\u00e0\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abscrive Olof Lagercrantz: la mia vita sub\u00ed una dilatazione. Essi mi facevano vedere ci\u00f2 che io non ero in grado di vedere da solo, e incontrare personaggi che vivevano pi\u00fa intensamente e drammaticamente di quanto facessi io. Erano creature di un mondo diverso e pi\u00fa elevato. Si prendevano cura di me e mi permettevano di stare presso di loro e di essere attivo, ricco, povero, buono e malvagio come loro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna biblioteca \u00e8 la vittoria della memoria sull\u2019oblio.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi nasce scrittori sulle spalle del tanto leggere.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse la letteratura non \u00e8 che una corrente di citazioni e recitazioni: vocali, scritturali-visive, sotterranee, rasoterra e in piena luce, in frammentazioni di singoli enunciati o di comportamenti<br \/>\ndi codici. La letteratura esiste quasi come invito a entrare in un coro di citazioni. Ma poi si sa che nella citazione mai ritorna il \u201ccom\u2019era\u201d\u00bb (scriveva Zanzotto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCon la lingua lo scrittore \u00abcombatte ogni giorno\u00bb, la lingua \u00e8 \u201cla sua arma tagliente e il suo temibile avversario\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUno scrittore deve avere la risolutezza di raschiare la muffa di dosso alle parole per evitare la routine, il troppo sciatto, la neutralit\u00e0 espressiva. Le parole sono dunque un mezzo completamente in mano sua: parole vecchie da reinventare, parole nuove da forgiare, incastri e congiunzioni di segmenti narrativi o ritmici, montaggi e sequenze inattese.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abScrive Charles Bukowski: \u201c[&#8230;] nessuno \u00e8 | un \u201cgrande\u201d scrittore. | Pu\u00f2 esserlo | stato, | ma scrivere \u00e8 un\u2019impresa | che ricomincia da capo | ogni volta | e tutti gli elogi, | i sigari, le bottiglie | di vino inviate | in tuo onore | non garantiscono | come sar\u00e0 la riga successiva, | e soltanto quella conta, | il passato \u00e8 | inutile, | siede sulle ginocchia | degli dei\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMolto lentamente. Scrivo per paragrafi minimi. Non soltanto non sono capace di scrivere un capitolo in un\u2019unica tirata, ma nemmeno pi\u00fa pagine. Ritorno di continuo sul lavoro come un regista. E affronto un nuovo paragrafo soltanto quando sono soddisfatto di quello precedente. Non dimentichiamo che ho iniziato scrivendo poesie\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa scienza non dice se non quello che dice, mentre la pagina letteraria continua a dire: pu\u00f2 essere usata un\u2019infinit\u00e0 di volte, e il senso pu\u00f2 rinnovarsi individualmente ogni volta.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConrad scrisse a un amico: \u201cChe notizia meravigliosamente buona che proprio tu apprezzi il mio libro, perch\u00e9 si scrive soltanto una met\u00e0 del libro, dell\u2019altra met\u00e0 si deve occupare il lettore\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl sistema del sapere \u00e8 diventato un sistema di accumulazione e diffusione di dati che non sono caratterizzati dalla loro integrazione, mediazione, ma dalla velocit\u00e0 con cui vengono trasmessi\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abuna cosa \u00e8 poter avere a disposizione ci\u00f2 che ti serve di una biblioteca, altra cosa saper usare il libro che ti interessa. L\u2019uso dei dati ha da essere, come sempre, consapevole. Bisogna saperci riflettere su: la disponibilit\u00e0 \u00e8 soltanto un materiale, che pu\u00f2 diventare brutale se non accompagnato dalla sapienza critica di chi usa i dati a disposizione e riesce a coordinarli, collegarli, ricostruirne la \u201csintassi\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Gian Luigi Beccaria, 2022 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 120 \u2013 \u20ac 12,00. \u00abPerch\u00e9 lo scrittore, in un mondo in cui ci si avvia a pensare tutti allo stesso modo, non si inscrive tra i tanti impiegati del progresso, ragionieri del consenso.\u00bb Dove si percorre la strada del \u201cfestina lente\u201d e si auspica un incedere riflessivo senza spinte esterne che per inerzia conducano l\u2019essere umano a rotolare verso il gorgo muto. Si cammina lenti su queste pagine, sulle parole, scritte e lette. Parole da ponderare, decifrare; parole su cui ritornare per farsi rivestire. annotazioni: \u00abFilologia \u00e8 quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un\u2019arte e una perizia da orafi del la parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge lento\u00bb \u00abPi\u00fa saggio in realt\u00e0 il festina lente, \u201caffrettati lentamente\u201d, l\u2019aureo motto scelto da Aldo Manuzio per i suoi frontespizi, attinto da uno dei quattromila Adagia raccolti e commentati da Erasmo. Dice di averlo preso da una moneta di Vespasiano donatagli dal Bembo\u00bb \u00abse \u00e8 vero che l\u2019opera letteraria \u00e8 arte nel senso etimologico del termine, forma in qualche modo \u201cpianificata\u201d, razionalizzata, \u201cstruttura\u201d insomma in cui gli indizi singoli ricoprono funzioni ben determinabili per il fine ultimo: l\u2019interpretazione\u00bb \u00abIl contenuto di un testo artistico \u00e8 inesauribile e imprevedibile, sempre in fuga, tutto non si pu\u00f2 capire\u00bb \u00abLa velocit\u00e0 \u00e8 una macchina di dispersione dell\u2019attenzione, annulla la capacit\u00e0 di concentrazione. L\u2019indugio regala invece quel singolare senso del presente e del concreto\u00bb \u00abLa magia dello scrittore sta nel saper trovare l\u2019infinito nelle cose semplici, concentrare, isolare il valore ontologico di tutto ci\u00f2 che esiste, ma senza assolutizzarlo, bens\u00ed rispettandolo nel suo essere, rispettando il \u201cminimo\u201d, perch\u00e9 ha una sua importanza ed essenzialit\u00e0.\u00bb \u00abla letteratura oggi in calo se non sul piano dei valori certo sul piano della considerazione generale, che la reputa sempre di pi\u00fa \u201cun lusso appassionato\u201d che distoglie le energie dello spirito da usi pi\u00fa utili, pratici, concreti.\u00bb \u00abCompito primario della scuola dovrebbe invece essere l\u2019educazione al leggere e al commentare: l\u2019attenzione al testo, quella che ci insegna a stare a tu per tu con un oggetto, da digerire lentamente, da analizzare, da capire, indugiando sulle parole, sulla sintassi, sulla costruzione del tutto (lingua, e contenuti).\u00bb \u00abUna lingua non \u00e8 un puro strumento di comunicazione, un elemento meramente \u201cfunzionale\u201d. Non \u00e8 solo un codice, come un qualsiasi altro sistema segnico convenuto, non esprime soltanto delle operazioni mentali sul piano comunicativo. Una lingua \u00e8 colma di \u201cumori\u201d, di stratificazioni, di armoniche, di evocazioni, di allusioni culte e anche immediate e \u201cpopolari\u201d, ricchezza di varianti e di registri, ha radici profonde, e si ramifica in continui richiami e rimandi. Per tutti questi motivi \u201cmette a contatto\u201d profondo chi parla e chi ascolta, chi scrive e chi legge.\u00bb \u00abil poeta \u201cnon trasmette ma genera una realt\u00e0\u201d\u00bb \u00abin questa prospettiva aziendale, di una scuola come addestramento professionale, anche la terminologia sa di mercato, segue logiche di matrice produttivistica: crediti, debiti, prodotto\u00bb \u00abIntanto una sterpaglia ingombrante (dettata da un didattichese triste, noioso, messo in piedi da \u201cscienziati della scuola\u201d che hanno generato un allontanamento anzich\u00e9 un avvicinamento ai testi, alla loro lettura) ha invaso i manuali. Parole terrificanti si sono accampate nelle \u00abschede mirate\u00bb, tra riquadri a colori delle antologie: Parte operativa, Verifica sommativa, Percorso formativo, Prerequisiti, Prove d\u2019ingresso, Pianificazione dell\u2019offerta&#8230;\u00bb \u00abL\u2019abbassamento della qualit\u00e0 dell\u2019istruzione ha in questo mezzo secolo danneggiato i ceti popolari e ampliato il vantaggio dei ceti alti. La scuola senza qualit\u00e0 secerne sempre disuguaglianza, la scuola di qualit\u00e0 attenua invece lo svantaggio dei ceti popolari. L\u2019istruzione risulta \u201cdemocratica\u201d se il livello resta elevato[&#8230;] la scuola non deve adeguarsi alle scelte pi\u00fa condivise, combaciare, copiare, reduplicare il mondo, ma porlo in discussione, per arricchirlo.\u00bb \u00abIl lavoro sulla lingua non costituisce pi\u00fa per l\u2019autore la preoccupazione prima. Funziona meglio un pi\u00fa neutro \u201cgrado zero\u201d, oppure una frettolosa simulazione di oralit\u00e0.\u00bb \u00abSpesso non si capisce pi\u00fa in che cosa si distinguano letteratura e articolo di cronaca o di attualit\u00e0 giornalistica, che cosa li separi, perch\u00e9 la lingua \u00e8 pi\u00fa o meno la stessa. Sembra che stia sparendo lo specifico del \u201cletterario\u201d\u00bb \u00abApro lo Zibaldone di Leopardi in data 2 aprile 1827 e vi leggo: disgraziatamente l\u2019arte e lo studio son cose oramai ignote, e sbandite dalla professione di scriver libri. Lo stile non \u00e8 pi\u00fa oggetto di pensiero alcuno. [&#8230;] Troppa \u00e8 la copia dei libri o buoni o cattivi o mediocri che escono ogni giorno, e che per necessit\u00e0 fanno dimenticare quelli del giorno innanzi; sian pure eccellenti. [&#8230;] La sorte dei libri oggi \u00e8 come quella degli insetti chiamati efimeri: alcune specie vivono poche ore, alcune una notte, altre tre o quattro giorni; ma sempre si tratta di giorni.\u00bb \u00abLa bellezza di una narrazione non risiede nello scorrere di una trama, nel dipanarsi di una \u201cstoria\u201d. Sta nel come le cose sono dette, i suoi spezzoni sono registrati e montati, nel come \u00e8 fatta e come si \u00e8 fatta l\u2019opera. Un testo non si riduce alla vicenda narrata. Conta la \u201ccostruzione\u201d della storia, il come \u00e8 fatto quello che l\u2019autore dice.\u00bb \u00abNon \u00e8 mai la storia di un romanzo, la trama di un film, il personaggio di un quadro, che fanno di quel romanzo di quel film di quel quadro un\u2019opera di rilievo, ma \u00e8 come quella storia, quella vicenda, quel personaggio sono raccontati. 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[&#8230;] Ha sempre contato molto il lavorio di lima d\u2019autore, dell\u2019auctore (m), che (etimologicamente) \u00e8 (non a caso) colui che fa \u201ccrescere\u201d (viene difatti dal verbo augere).\u00bb \u00abOgni lettore, quando legge, \u00e8 il lettore di se stesso. L\u2019opera \u00e8 solo una sorta di strumento ottico che lo scrittore offre al lettore per consentirgli di scoprire ci\u00f2 che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso. Il riconoscimento dentro di s\u00e9, da parte del lettore, di ci\u00f2 che il libro dice, \u00e8 la prova della sua verit\u00e0\u00bb \u00abscrive Olof Lagercrantz: la mia vita sub\u00ed una dilatazione. Essi mi facevano vedere ci\u00f2 che io non ero in grado di vedere da solo, e incontrare personaggi che vivevano pi\u00fa intensamente e drammaticamente di quanto facessi io. Erano creature di un mondo diverso e pi\u00fa elevato. Si prendevano cura di me e mi permettevano di stare presso di loro e di essere attivo, ricco, povero, buono e malvagio come loro\u00bb. \u00abUna biblioteca \u00e8 la vittoria della memoria sull\u2019oblio.\u00bb \u00abSi nasce scrittori sulle spalle del tanto leggere.\u00bb \u00abForse la letteratura non \u00e8 che una corrente di citazioni e recitazioni: vocali, scritturali-visive, sotterranee, rasoterra e in piena luce, in frammentazioni di singoli enunciati o di comportamenti di codici. La letteratura esiste quasi come invito a entrare in un coro di citazioni. Ma poi si sa che nella citazione mai ritorna il \u201ccom\u2019era\u201d\u00bb (scriveva Zanzotto) \u00abCon la lingua lo scrittore \u00abcombatte ogni giorno\u00bb, la lingua \u00e8 \u201cla sua arma tagliente e il suo temibile avversario\u201d\u00bb \u00abUno scrittore deve avere la risolutezza di raschiare la muffa di dosso alle parole per evitare la routine, il troppo sciatto, la neutralit\u00e0 espressiva. Le parole sono dunque un mezzo completamente in mano sua: parole vecchie da reinventare, parole nuove da forgiare, incastri e congiunzioni di segmenti narrativi o ritmici, montaggi e sequenze inattese.\u00bb \u00abScrive Charles Bukowski: \u201c[&#8230;] nessuno \u00e8 | un \u201cgrande\u201d scrittore. | Pu\u00f2 esserlo | stato, | ma scrivere \u00e8 un\u2019impresa | che ricomincia da capo | ogni volta | e tutti gli elogi, | i sigari, le bottiglie | di vino inviate | in tuo onore | non garantiscono | come sar\u00e0 la riga successiva, | e soltanto quella conta, | il passato \u00e8 | inutile, | siede sulle ginocchia | degli dei\u201d\u00bb \u00abMolto lentamente. Scrivo per paragrafi minimi. Non soltanto non sono capace di scrivere un capitolo in un\u2019unica tirata, ma nemmeno pi\u00fa pagine. Ritorno di continuo sul lavoro come un regista. E affronto un nuovo paragrafo soltanto quando sono soddisfatto di quello precedente. Non dimentichiamo che ho iniziato scrivendo poesie\u00bb \u00abLa scienza non dice se non quello che dice, mentre la pagina letteraria continua a dire: pu\u00f2 essere usata un\u2019infinit\u00e0 di volte, e il senso pu\u00f2 rinnovarsi individualmente ogni volta.\u00bb \u00abConrad scrisse a un amico: \u201cChe notizia meravigliosamente buona che proprio tu apprezzi il mio libro, perch\u00e9 si scrive soltanto una met\u00e0 del libro, dell\u2019altra met\u00e0 si deve occupare il lettore\u201d\u00bb \u00abIl sistema del sapere \u00e8 diventato un sistema di accumulazione e diffusione di dati che non sono caratterizzati dalla loro integrazione, mediazione, ma dalla velocit\u00e0 con cui vengono trasmessi\u00bb \u00abuna cosa \u00e8 poter avere a disposizione ci\u00f2 che ti serve di una biblioteca, altra cosa saper usare il libro che ti interessa. L\u2019uso dei dati ha da essere, come sempre, consapevole. Bisogna saperci riflettere su: la disponibilit\u00e0 \u00e8 soltanto un materiale, che pu\u00f2 diventare brutale se non accompagnato dalla sapienza critica di chi usa i dati a disposizione e riesce a coordinarli, collegarli, ricostruirne la \u201csintassi\u201d\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[2076,381,2078,2077,199,566],"class_list":["post-6227","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-beccaria","tag-einaudi","tag-filologia","tag-in-contrattempo","tag-letteratura","tag-scuola"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6227"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6231,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6227\/revisions\/6231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}