{"id":6232,"date":"2023-05-25T01:17:53","date_gmt":"2023-05-24T23:17:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6232"},"modified":"2025-11-23T18:51:11","modified_gmt":"2025-11-23T17:51:11","slug":"i-promessi-sposi-di-manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/i-promessi-sposi-di-manzoni\/","title":{"rendered":"I promessi sposi di Manzoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Promessi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6764\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Promessi-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Promessi-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Promessi.jpg 406w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">(la copertina si riferisce alla mia personale edizione)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saccheggio le parole di Italo Calvino:&nbsp;<br \/>\n&#8220;I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: \u00abSto rileggendo&#8230;\u00bb e mai \u00abSto leggendo&#8230;\u00bb Questo avviene almeno tra quelle persone che si suppongono \u00abdi vaste letture\u00bb; non vale per la giovent\u00f9, et\u00e0 in cui l\u2019incontro col mondo, e coi classici come parte del mondo, vale proprio in quanto primo incontro.&nbsp;Il prefisso iterativo davanti al verbo \u00ableggere\u00bb pu\u00f2 essere una piccola ipocrisia da parte di quanti si vergognano d\u2019ammettere di non aver letto un libro famoso. Per rassicurarli baster\u00e0 osservare che per vaste che possano essere le letture \u00abdi formazione\u00bb d\u2019un individuo, resta sempre un numero enorme d\u2019opere fondamentali che uno non ha letto&#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[<em>Perch\u00e8 leggere i classici<\/em>, Mondadori]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con quest&#8217;opera inauguro una &#8220;pericolosissima&#8221; rubrica dall&#8217;altrettanto pericoloso titolo.<br \/>\n&#8220;Grandi Classici&#8221;.<br \/>\nDa un lato le considerazioni della Tamaro riguardo Verga, dall&#8217;altro la scomparsa di una persona a me molto cara, che molto ha a che fare con la classicit\u00e0 della letteratura, hanno sospinto la realizzazione di questo spazio che da tempo covavo, con tutti i rischi che ne conseguiranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Questa rubrica \u00e8 dedicata a Rosanna Cancila.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il romanzo &#8220;I promessi sposi&#8221; di Alessandro Manzoni rappresenta uno spartiacque della letteratura italiana. La sua pubblicazione (mi riferisco all&#8217;edizione del biennio 1840-42) definir\u00e0 un prima e un dopo.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impunit\u00e0 era organizzata, e aveva radici che le gride non toccavano, o non potevano smovere. Tali eran gli asili, tali i privilegi d\u2019alcune classi, in parte riconosciuti dalla forza legale, in parte tollerati con astioso silenzio, o impugnati con vane proteste, ma sostenuti in fatto e difesi da quelle classi, con attivit\u00e0 d\u2019interesse, e con gelosia di puntiglio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;opera maestosa che si snoda tra le intricate e picaresche vicende amorose di Renzo e Lucia va ben oltre, offrendo un affresco vivido della Lombardia del &#8216;600 con un occhio non distante all&#8217;Italia dell&#8217;800 contemporanea dell&#8217;autore e ancora oggi riconoscibile nei suoi tratti principali. Tra le pagine dense di pathos e di riflessioni profonde, Manzoni ci conduce in un&#8217;epoca di fervore politico e sociale, in cui la lotta per la dignit\u00e0 e la ricerca della giustizia si intrecciano con le vicissitudini dei protagonisti.<\/p>\n<blockquote><p>I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La narrazione si fa carico di un&#8217;importante dimensione morale, in cui si pongono al centro temi universali quali la fede, la redenzione e la speranza. Lo scrittore, con uno stile nuovo &#8211; come in fondo nuova e continuamente rinnovata \u00e8 la scrittura &#8211; sorretta da un&#8217;intima conoscenza dell&#8217;animo umano, ci regala una galleria di personaggi indimenticabili. A tal proposito, la grandezza dell&#8217;opera si riflette nei continui riferimenti di cui \u00e8 pregna la cultura italiana, nel debito costante verso i personaggi e le loro profonde caratterizzazioni, assurte a topoi dell&#8217;italica gente. Oltre ai promessi, fra i tanti la perpetua, Don Abbondio (<em>Lor signori son uomini di mondo, e sanno benissimo come vanno queste faccende. Il povero curato non c\u2019entra: fanno i loro pasticci tra loro, e poi&#8230;. e poi, vengon da noi, come s\u2019anderebbe a un banco a riscotere; e noi&#8230;. noi siamo i servitori del comune<\/em>), Don Rodrigo (<em>Stava l\u2019infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo<\/em>), I Bravi (<em>questo matrimonio non s\u2019ha da fare, n\u00e9 domani, n\u00e9 mai<\/em>) , La monaca di Monza (<em>La sventurata rispose<\/em>), Fra Cristoforo, L&#8217;innominato, L&#8217;azzeccagarbugli e quel meraviglioso esser Carneade che in molti cercano in quest&#8217;epoca d&#8217;evitare.<\/p>\n<blockquote><p>l\u2019uomo, fin che sta in questo mondo, \u00e8 un infermo che si trova sur un letto scomodo pi\u00fa o meno, e vede intorno a s\u00e9 altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s\u2019\u00e8 accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, l\u00ed un bernoccolo che lo preme<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n&#8220;I promessi sposi&#8221; costituisce un&#8217;opera monumento, nonostante il farraginoso e spesso tedioso percorso di conoscenza che passa per la sua scolarizzazione (cosa che altres\u00ec avviene per la Divina Commedia).<\/p>\n<blockquote><p>si dovrebbe pensare pi\u00fa a far bene, che a star bene: e cos\u00ed si finirebbe anche a star meglio.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;opera che rapisce il lettore e lo invita a riflettere sulla natura dell&#8217;uomo, sulle ingiustizie sociali e sulla forza scaturita da quel sentimento che chiamiamo amore, atto a determinare la capacit\u00e0 e la forza di chi non si arrende nell&#8217;affrontare le avversit\u00e0. \u00c8 un capolavoro che, nel suo imponente splendore, continua a risuonare nella coscienza collettiva.<\/p>\n<blockquote><p>La quale, se non v\u2019\u00e8 dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l\u2019ha scritta, e anche un pochino a chi l\u2019ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s\u2019\u00e8 fatto apposta.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(la copertina si riferisce alla mia personale edizione) Saccheggio le parole di Italo Calvino:&nbsp; &#8220;I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: \u00abSto rileggendo&#8230;\u00bb e mai \u00abSto leggendo&#8230;\u00bb Questo avviene almeno tra quelle persone che si suppongono \u00abdi vaste letture\u00bb; non vale per la giovent\u00f9, et\u00e0 in cui l\u2019incontro col mondo, e coi classici come parte del mondo, vale proprio in quanto primo incontro.&nbsp;Il prefisso iterativo davanti al verbo \u00ableggere\u00bb pu\u00f2 essere una piccola ipocrisia da parte di quanti si vergognano d\u2019ammettere di non aver letto un libro famoso. Per rassicurarli baster\u00e0 osservare che per vaste che possano essere le letture \u00abdi formazione\u00bb d\u2019un individuo, resta sempre un numero enorme d\u2019opere fondamentali che uno non ha letto&#8230;&#8221; [Perch\u00e8 leggere i classici, Mondadori] Con quest&#8217;opera inauguro una &#8220;pericolosissima&#8221; rubrica dall&#8217;altrettanto pericoloso titolo. &#8220;Grandi Classici&#8221;. Da un lato le considerazioni della Tamaro riguardo Verga, dall&#8217;altro la scomparsa di una persona a me molto cara, che molto ha a che fare con la classicit\u00e0 della letteratura, hanno sospinto la realizzazione di questo spazio che da tempo covavo, con tutti i rischi che ne conseguiranno. Questa rubrica \u00e8 dedicata a Rosanna Cancila. &nbsp; Il romanzo &#8220;I promessi sposi&#8221; di Alessandro Manzoni rappresenta uno spartiacque della letteratura italiana. La sua pubblicazione (mi riferisco all&#8217;edizione del biennio 1840-42) definir\u00e0 un prima e un dopo. L\u2019impunit\u00e0 era organizzata, e aveva radici che le gride non toccavano, o non potevano smovere. Tali eran gli asili, tali i privilegi d\u2019alcune classi, in parte riconosciuti dalla forza legale, in parte tollerati con astioso silenzio, o impugnati con vane proteste, ma sostenuti in fatto e difesi da quelle classi, con attivit\u00e0 d\u2019interesse, e con gelosia di puntiglio. Quest&#8217;opera maestosa che si snoda tra le intricate e picaresche vicende amorose di Renzo e Lucia va ben oltre, offrendo un affresco vivido della Lombardia del &#8216;600 con un occhio non distante all&#8217;Italia dell&#8217;800 contemporanea dell&#8217;autore e ancora oggi riconoscibile nei suoi tratti principali. Tra le pagine dense di pathos e di riflessioni profonde, Manzoni ci conduce in un&#8217;epoca di fervore politico e sociale, in cui la lotta per la dignit\u00e0 e la ricerca della giustizia si intrecciano con le vicissitudini dei protagonisti. I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi. La narrazione si fa carico di un&#8217;importante dimensione morale, in cui si pongono al centro temi universali quali la fede, la redenzione e la speranza. Lo scrittore, con uno stile nuovo &#8211; come in fondo nuova e continuamente rinnovata \u00e8 la scrittura &#8211; sorretta da un&#8217;intima conoscenza dell&#8217;animo umano, ci regala una galleria di personaggi indimenticabili. A tal proposito, la grandezza dell&#8217;opera si riflette nei continui riferimenti di cui \u00e8 pregna la cultura italiana, nel debito costante verso i personaggi e le loro profonde caratterizzazioni, assurte a topoi dell&#8217;italica gente. Oltre ai promessi, fra i tanti la perpetua, Don Abbondio (Lor signori son uomini di mondo, e sanno benissimo come vanno queste faccende. Il povero curato non c\u2019entra: fanno i loro pasticci tra loro, e poi&#8230;. e poi, vengon da noi, come s\u2019anderebbe a un banco a riscotere; e noi&#8230;. noi siamo i servitori del comune), Don Rodrigo (Stava l\u2019infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo), I Bravi (questo matrimonio non s\u2019ha da fare, n\u00e9 domani, n\u00e9 mai) , La monaca di Monza (La sventurata rispose), Fra Cristoforo, L&#8217;innominato, L&#8217;azzeccagarbugli e quel meraviglioso esser Carneade che in molti cercano in quest&#8217;epoca d&#8217;evitare. l\u2019uomo, fin che sta in questo mondo, \u00e8 un infermo che si trova sur un letto scomodo pi\u00fa o meno, e vede intorno a s\u00e9 altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. 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