{"id":6253,"date":"2023-06-13T22:23:14","date_gmt":"2023-06-13T20:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6253"},"modified":"2023-06-14T12:33:32","modified_gmt":"2023-06-14T10:33:32","slug":"marta-cai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/marta-cai\/","title":{"rendered":"Marta Cai"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6259\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-20230614-WA0006.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Marta Cai, scrittrice. Debutta con la raccolta &#8220;Enti di ragioni&#8221; (2019, Sui Generis). L&#8217;ultimo romanzo \u00e8 lo splendido &#8220;Centomilioni&#8221; &#8211; edito da Einaudi e candidato all&#8217;edizione 2023 del premio Campiello &#8211; di cui potrete leggere <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/centomilioni-di-cai\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<br \/>\n<\/strong><em>Una sensazione, appunto, sotto lo sterno che definirei di apertura, pronta a dare e a ricevere, un innamoramento. L\u2019idea si forma successivamente, \u00e8 una ricerca del nucleo che ha illuminato quell\u2019oggetto, quella frase, quella persona, quel gesto o quella lettura che l\u2019hanno scatenato. Se non c\u2019\u00e8 questo sostegno, l\u2019idea \u2013 che pu\u00f2 essere anche semplicissima, giocosa, non necessariamente raffinata \u2013 si esaurisce presto, non genera la forma e la struttura, non trova i personaggi per raccontarsi, le azioni che necessariamente porta con s\u00e9, la sua \u201cdimostrazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806255848_0_350_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6209\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806255848_0_350_0_75-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806255848_0_350_0_75-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/9788806255848_0_350_0_75.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>La parola quando \u00e8 appena scritta chiede se \u00e8 giusto che stia l\u00ec insieme alle altre. Nessuna parola \u00e8 solitaria e nemmeno di per s\u00e9 giusta o definitiva: si situa nelle relazioni che intrattiene con le altre, con la sagoma che la unisce simbolicamente alla sagoma di ci\u00f2 che nomina e alla storia che sta raccontando, \u00e8 una borsa di qualit\u00e0 secondarie, riconoscibili da chiunque, evidenti secondo il caso e le esigenze di ciascuno. Se la si considera cos\u00ec, come \u201caperta\u201d, la sua posizione all\u2019interno di una frase o di un racconto \u00e8 stabile, ma non le sue emanazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 di un momento in cui mi sono detta: \u201cNon devo scrivere\u201d. E invece ci ricasco sempre, perch\u00e9 scrivere mi rende, banalmente, felice.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/9788894848298_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6255\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/9788894848298_0_536_0_75-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/9788894848298_0_536_0_75-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/9788894848298_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\nSe lo stile \u00e8 veramente proprio, non pu\u00f2 diventare un vincolo. Lo stile \u00e8 il ritmo dei pensieri, che si controlla, di cui si imparano le potenzialit\u00e0 con l\u2019esperienza, complicandolo o semplificandolo secondo le necessit\u00e0, ma non \u00e8 una materia completamente malleabile, \u00e8 un apparato muscolare, consente un certo numero di movimenti e si pu\u00f2 allenare per determinate finalit\u00e0, ma nessuna ballerina danzer\u00e0 mai come un\u2019altra, anche se ripetono le medesime, rigidissime sequenze e gli esercizi alla sbarra sono stati gli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\nSe scrivere \u00e8 un gesto, e per me lo \u00e8, essendo creativo non pu\u00f2 che essere politico: perch\u00e9 diventa visibile, sposta comunque l\u2019aria intorno alle persone, generando reazioni e altri gesti, variet\u00e0, politicit\u00e0 intesa come contrario di monoliticit\u00e0. Ho in orrore l\u2019immobilit\u00e0, la morte dell\u2019umano, i tentativi di renderlo un astratto agente di moralit\u00e0, cattivo, noioso, sempre uguale a se stesso, prevedibile.<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Marta Cai, scrittrice. Debutta con la raccolta &#8220;Enti di ragioni&#8221; (2019, Sui Generis). L&#8217;ultimo romanzo \u00e8 lo splendido &#8220;Centomilioni&#8221; &#8211; edito da Einaudi e candidato all&#8217;edizione 2023 del premio Campiello &#8211; di cui potrete leggere qui. Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Una sensazione, appunto, sotto lo sterno che definirei di apertura, pronta a dare e a ricevere, un innamoramento. L\u2019idea si forma successivamente, \u00e8 una ricerca del nucleo che ha illuminato quell\u2019oggetto, quella frase, quella persona, quel gesto o quella lettura che l\u2019hanno scatenato. Se non c\u2019\u00e8 questo sostegno, l\u2019idea \u2013 che pu\u00f2 essere anche semplicissima, giocosa, non necessariamente raffinata \u2013 si esaurisce presto, non genera la forma e la struttura, non trova i personaggi per raccontarsi, le azioni che necessariamente porta con s\u00e9, la sua \u201cdimostrazione\u201d. &nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? La parola quando \u00e8 appena scritta chiede se \u00e8 giusto che stia l\u00ec insieme alle altre. 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Se lo stile \u00e8 veramente proprio, non pu\u00f2 diventare un vincolo. Lo stile \u00e8 il ritmo dei pensieri, che si controlla, di cui si imparano le potenzialit\u00e0 con l\u2019esperienza, complicandolo o semplificandolo secondo le necessit\u00e0, ma non \u00e8 una materia completamente malleabile, \u00e8 un apparato muscolare, consente un certo numero di movimenti e si pu\u00f2 allenare per determinate finalit\u00e0, ma nessuna ballerina danzer\u00e0 mai come un\u2019altra, anche se ripetono le medesime, rigidissime sequenze e gli esercizi alla sbarra sono stati gli stessi. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? 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