{"id":6305,"date":"2023-07-02T14:59:12","date_gmt":"2023-07-02T12:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6305"},"modified":"2023-07-02T14:59:12","modified_gmt":"2023-07-02T12:59:12","slug":"valeria-parrella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/valeria-parrella\/","title":{"rendered":"Valeria Parrella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi &#8220;cinque domande, uno stile&#8221; ospita Valeria Parrella, scrittrice. Esordisce con la raccolta di racconti &#8220;Mosca pi\u00f9 balena&#8221; (2003, Minimum Fax) cui seguono, tra gli altri, &#8220;Lo spazio bianco&#8221; (2008, Einaudi) &#8220;<a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/almarina-di-parrella\/\">Almarina<\/a>&#8221; (2019, Einaudi) e l&#8217;ultimo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/la-fortuna-di-parrella\/\">La fortuna<\/a>&#8221; (2022, Feltrinelli)&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6306\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Perrella.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 graduale, nel senso che ci penso anche sei mesi prima di scrivere e appositamente non prendo appunti perch\u00e9 voglio che quella storia sia prevaricante su tutte le altre, un po\u2019 come le palline del flipper, hai tante storie pronte e non \u00e8 detto che&#8230; Alcune arrivano come una folgorazione. Sto chiudendo una raccolta di racconti per Feltrinelli che esce a Febbraio. Un racconto l\u2019ho infilato adesso perch\u00e9 un amico mi ha raccontato un sogno e da l\u00e0 \u00e8 venuta l\u2019idea per una storia, in ventiquattr\u2019ore l\u2019ho scritta. Quindi \u00e8 difficile perch\u00e9 ci sono delle gestazioni molto diverse. La cosa che mi piace ricordare sempre \u00e8 che quando scrissi la mia prima raccolta di racconti e non sapevo che sarebbe stata pubblicata, stiamo parlando del 2002, cercavo il finale per una storia. Mi ricordo che a un certo punto andai in bagno, stavo davanti allo specchio e mi arriv\u00f2. Sentii una febbre, un emozione cos\u00ec forte come se mi fosse venuto un febbrone. Sentii una smania e corsi a scriverlo. Forse \u00e8 questa cosa qua, una roba burrascosa, non \u00e8 una cosa tranquilla, o almeno per me \u00e8 cos\u00ec: una vera burrasca sapendo anche che finir\u00e0 in un libro e lo legger\u00e0 la gente. \u00c8 Bellissimo, una figata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/la-fortuna-di-parrella\/\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5826\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-653x1024.jpg 653w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-768x1204.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-980x1536.jpg 980w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella-1306x2048.jpg 1306w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/parrella.jpg 1403w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 necessaria\u2026 No\u2026 [ride] Non possono essere tutte e due? Ti faccio l\u2019esempio dell\u2019ultimo racconto che ho letto in pubblico al festival di Nolo. \u00c8 successo un mesetto fa a Milano, era un racconto che avevo in testa ma non l\u2019avevo mai finito. L\u2019avevo buttato gi\u00f9, mi mancavano delle parti centrali e sapevo come andava a finire ma non l\u2019avevo scritta la fine. Si chiama Mamma questo racconto. Loro mi hanno invitato, era un festival divertente e \u2026 dissacrante, ecco. Secondo me questo era un racconto dissacrante e quindi ho detto ok lo finisco per loro. Faccio prima la parte di mezzo, me lo rileggo tutto, mi pare tutto perfetto, per me dico, per carit\u00e0, tutto pronto. E so come deve finire. Comincio a scrivere la fine, e niente, ma non rende&#8230; Perch\u00e9 sai, la fine \u00e8 proprio\u2026 tu devi rimanere con la bocca aperta, devi dire Wow, No? Non riuscivo mai a dire Wow! Finch\u00e9 un certo punto mi \u00e8 stato chiaro \u2013 tanto esce a febbraio, te lo leggi e poi capirai \u2013 mi \u00e8 stato chiaro che doveva essere proprio cos\u00ec, dunque in questo mio dirti che doveva essere proprio cos\u00ec, scegli fra necessit\u00e0 o evidenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sempre. Da piccola volevo fare la scrittrice da grande. Sono una di quelle che \u201cvuoi fare l\u2019astronauta\u201d? S\u00ec, Samanta Cristoforetti. Mi sento una graziata anche se ho fatto altri lavori prima per arrivarci. Mi ricordo il giorno in cui facevo la libraia alla Feltrinelli e trovai, facendo un inventario, che Minimum Fax accettava manoscritti. Ho mandato il mio manoscritto per posta semplice, dopo qualche mese mi telefonarono sul telefono di casa perch\u00e9 all\u2019epoca non c\u2019erano i cellulari. Quindi, \u00e8 come se avessi impresso questo senso di volont\u00e0 nelle cose, per\u00f2 guardandolo di sottecchi nel frattempo facevo altro perch\u00e9 uno deve vivere, non \u00e8 che sono figlia di dipendenti statali, non potevo aspettare come sarebbero andate le cose. Finiti gli studi dovevo lavorare. Il che ti dice anche di un\u2019epoca in cui finivi gli studi e bene o male lavoravi. Detto ci\u00f2, ho sempre voluto fare la scrittrice. Scrivevo racconti all\u2019universit\u00e0 e vedevo che i miei colleghi se li fotocopiavano. Un giorno un professore di italianistica che me lo doveva correggere &#8211; ho fatto lettere classiche &#8211; mi disse questo lo hai scritto tu? Quindi pensai se questo fa il professore di italianistica ne avr\u00e0 letti milioni di racconti se non sta credendo che l\u2019ho scritto io vuol dire che \u00e8 proprio buono&#8230; Era sempre nell\u2019aria questa cosa. Ti dico che per due volte ho avuto delle proposte politiche. Molto buone, non di candidarmi. Proposte di incarichi politici che forse avrei saputo anche affrontare bene perch\u00e9 non erano stupide le proposte che mi avevano fatto. Erano di una buona sinistra, pi\u00f9 a sinistra del PD, sensate, e tutte e due le volte ho detto no perch\u00e9 volevo fare la scrittrice.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/almarina-di-parrella\/\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6120\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download-189x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download-189x300.jpeg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/download.jpeg 364w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bisogna sapere uscire dalla comfort zone. Quando senti questa cosa, se senti questa cosa. Io l\u2019ho sentita, perci\u00f2 ho scritto \u201cLa fortuna\u201d. L\u2019ho sentita due volte, una volta con l\u2019enciclopedia della donna. Mi sembrava che io facessi sempre la stessa parte, che era la parte della donna single perch\u00e9 vedova, single perch\u00e9 lasciata, single perch\u00e9 divorziata, single perch\u00e9 single\u2026 Napoletana in contesti di degrado sociale, di fragilit\u00e0 sociale\u2026 In prima persona&#8230; Da questa cosa riuscivo a uscire solamente a volte con dei racconti, perch\u00e9 il racconto lo controlli meglio e mi sentivo pi\u00f9 tranquilla, un po\u2019 con la scrittura teatrale che \u00e8 una scrittura pi\u00f9 leggera per me, pi\u00f9 divertente perch\u00e9 non \u00e8 il mio lavoro quindi la piglio con molta pi\u00f9 disinvoltura. Escono anche duetti divertenti, un po\u2019 di musica, monologhi drammaticissimi. Posso essere Didone, posso essere Antigone, non sono pi\u00f9 io. A un certo punto s\u00ec, mi sono proprio accorta che stava diventando un vincolo e ho scritto \u201cLa fortuna\u201d. I lettori me l\u2019hanno fatta pagare, non come numero di copie, perch\u00e9 il libro ha venduto 20.000 copie che in Italia va bene ma non ha proprio venduto all\u2019estero, mentre tutti i miei libri precedenti erano tutti tradotti perch\u00e9 va molto la donna napoletana. Va meno il ragazzino ambizioso del 71 d.C. Una lettrice di Livorno, una femminista, me lo spieg\u00f2. Mi disse: \u201cio non ti volevo presentare perch\u00e9 che me ne frega della storia di un ragazzino del I secolo, e poi ho capito che mi dovevo destrutturare come lettrice\u201d. Ma chi lo fa?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ci penso mai. La verit\u00e0? Non ci penso mai. Mi sono costruita leggendo libri. Ancora adesso e mi sto commuovendo mentre ti parlo. Poter ricorrere a una poesia, a un libro\u2026 che emoziona. Tempo fa facendo un\u2019intervista per Fanpage, a Cattelan, gli avevo portato \u201cIl mare non bagna Napoli\u201d, pensavo tanto non se lo legger\u00e0 mai, gli avevo portato la mia copia, una copia che si trova in commercio, per\u00f2 ci avevo i miei appunti. Ieri mi ha twittato che la teneva in mano, dunque \u00e8 arrivato finalmente il momento di leggerla. Quello \u00e8 un libro a cui torno sempre. Ho anche una copia del \u201854, pubblicata da Einaudi con la bandella di Vittorini. A me i libri hanno proprio salvato la vita. Mi ricordo quando finii \u201cResurrezione\u201d di Tolstoj stavo facendo l\u2019esame di Storia Romana in qualche modo [si commuove] \u00e8 la stessa cosa, nel leggere e nello scrivere io mi sento salva. Ieri era il compleanno di Leopardi e fioccavano poesie. Ho fatto una parte monografica del secondo esame di letteratura italiana su Leopardi, sui canti. Ne so tantissimi e mi aiutano. Scrivere \u00e8 lo stesso. Quando non ho pi\u00f9 confidenza con la vita me la vado a cercare scrivendo. Ora, questa \u00e8 la mia esperienza personale, come faccio a dirti che \u00e8 un\u2019esperienza politica? Spero che questa verit\u00e0 si trovi e qualcuno la possa trovare.<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi &#8220;cinque domande, uno stile&#8221; ospita Valeria Parrella, scrittrice. 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Un racconto l\u2019ho infilato adesso perch\u00e9 un amico mi ha raccontato un sogno e da l\u00e0 \u00e8 venuta l\u2019idea per una storia, in ventiquattr\u2019ore l\u2019ho scritta. Quindi \u00e8 difficile perch\u00e9 ci sono delle gestazioni molto diverse. La cosa che mi piace ricordare sempre \u00e8 che quando scrissi la mia prima raccolta di racconti e non sapevo che sarebbe stata pubblicata, stiamo parlando del 2002, cercavo il finale per una storia. Mi ricordo che a un certo punto andai in bagno, stavo davanti allo specchio e mi arriv\u00f2. Sentii una febbre, un emozione cos\u00ec forte come se mi fosse venuto un febbrone. Sentii una smania e corsi a scriverlo. Forse \u00e8 questa cosa qua, una roba burrascosa, non \u00e8 una cosa tranquilla, o almeno per me \u00e8 cos\u00ec: una vera burrasca sapendo anche che finir\u00e0 in un libro e lo legger\u00e0 la gente. \u00c8 Bellissimo, una figata. 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I lettori me l\u2019hanno fatta pagare, non come numero di copie, perch\u00e9 il libro ha venduto 20.000 copie che in Italia va bene ma non ha proprio venduto all\u2019estero, mentre tutti i miei libri precedenti erano tutti tradotti perch\u00e9 va molto la donna napoletana. Va meno il ragazzino ambizioso del 71 d.C. Una lettrice di Livorno, una femminista, me lo spieg\u00f2. Mi disse: \u201cio non ti volevo presentare perch\u00e9 che me ne frega della storia di un ragazzino del I secolo, e poi ho capito che mi dovevo destrutturare come lettrice\u201d. Ma chi lo fa? In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Non ci penso mai. La verit\u00e0? Non ci penso mai. Mi sono costruita leggendo libri. Ancora adesso e mi sto commuovendo mentre ti parlo. Poter ricorrere a una poesia, a un libro\u2026 che emoziona. 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Quando non ho pi\u00f9 confidenza con la vita me la vado a cercare scrivendo. Ora, questa \u00e8 la mia esperienza personale, come faccio a dirti che \u00e8 un\u2019esperienza politica? Spero che questa verit\u00e0 si trovi e qualcuno la possa trovare. 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