{"id":6373,"date":"2023-08-21T13:04:31","date_gmt":"2023-08-21T11:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6373"},"modified":"2023-08-21T15:51:10","modified_gmt":"2023-08-21T13:51:10","slug":"il-tao-della-fisica-di-capra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/il-tao-della-fisica-di-capra\/","title":{"rendered":"Il Tao della fisica di Capra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/9788845906893_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6374\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/9788845906893_0_536_0_75-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/9788845906893_0_536_0_75-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/9788845906893_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u2013 Fritjof Capra, 1989 \u2013 Adelphi \u2013 pp. 381 \u2013 \u20ac 13, 00.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>Il mondo naturale, d&#8217;altra parte, \u00e8 un mondo di variet\u00e0 e complessit\u00e0 infinite, un mondo multidimensionale che non contiene n\u00e9 linee rette n\u00e9 forme perfettamente regolari, nel quale le cose non avvengono in successione ma tutte contemporaneamente; un mondo in cui \u2013 come ci insegna la fisica moderna \u2013 persino lo spazio vuoto ha una curvatura.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em><strong>Tao della Fisica<\/strong><\/em> di Fritjof <strong>Capra<\/strong> unisce i mondi apparentemente distanti della scienza e della spiritualit\u00e0. Pubblicato per la prima volta nel 1975, il libro ha infranto le barriere tra le due discipline, aprendo nuovi orizzonti di pensiero e stimolando una serie di riflessioni sulla natura dell&#8217;universo.<br \/>\nCapra esplora le similitudini tra le antiche filosofie orientali, in particolare il taoismo, e le teorie scientifiche moderne, quali la fisica quantistica e la teoria dei campi. L&#8217;autore dimostra abilmente come concetti quali il <strong>Tao<\/strong>, il principio dell&#8217;interconnessione e la fluidit\u00e0 delle cose, che hanno radici nella filosofia cinese, siano paralleli alle scoperte scientifiche sulla natura fondamentale della realt\u00e0.<br \/>\nUno dei punti centrali del libro \u00e8 l&#8217;idea che la realt\u00e0 non sia separata, ma interconnessa. Capra traccia parallelismi tra il concetto di interdipendenza nel taoismo e la visione moderna della fisica che enfatizza <strong>l&#8217;entanglement quantistico<\/strong>, dimostrando come queste prospettive convergano verso un&#8217;unit\u00e0 profonda nell&#8217;universo.<br \/>\nL&#8217;approccio di Capra \u00e8 rigoroso dal punto di vista scientifico, ma allo stesso tempo riesce a comunicare concetti complessi in modo accessibile anche a chi non \u00e8 esperto nel campo della fisica teorica. L&#8217;autore evita di cadere nella trappola di ridurre la spiritualit\u00e0 a una mera spiegazione scientifica, ma invita i lettori a riflettere sulla possibilit\u00e0 che scienza e spiritualit\u00e0 possano entrambe offrire prospettive valide e arricchirsi a vicenda.<\/p>\n<p>Annotazioni:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00ab\u00c8 probabilmente vero in linea di massima che della storia del pensiero umano gli sviluppi pi\u00f9 fruttuosi si verificano spesso ai punti d&#8217;interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perci\u00f2, se esse realmente s&#8217;incontrano, cio\u00e8, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a un&#8217;effettiva interazione, si pu\u00f2 allora sperare che possano seguirne nuovi e interessanti sviluppi\u00bb&nbsp;<\/em>(<strong>Werner Heisenberg<\/strong>)<\/p>\n<p><em>Il termine \u00abfisica\u00bb deriva da questa parola greca e perci\u00f2 significava, originariamente, lo sforzo di scoprire la natura essenziale di tutte le cose.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abcoloro che pensano che la materia sia animata\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abColui che, risiedendo in tutti gli esseri, da tutti gli esseri \u00e8 diverso, lui che tutti gli esseri non conoscono, per il quale tutti gli esseri sono corpo, lui che governa dall&#8217;interno tutti gli esseri, questi \u00e8 il tuo \u0101tman, l&#8217;intimo reggitore, l&#8217;immortale\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>come dice Werner Heisenberg, \u00abogni parola o concetto, per chiari che possano sembrare, hanno soltanto un campo limitato di applicabilit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il saggio taoista Chuang-tzu ha scritto:&nbsp;\u00abIl fine della nassa \u00e8 il pesce: preso il pesce metti da parte la nassa. IL fine del calappio \u00e8 la lepre: presa la lepre metti da parte il calappio. Il fine delle parole \u00e8 l&#8217;idea: afferrata l&#8217;idea metti da parte le parole\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEssendosi concentrato su ci\u00f2 che \u00e8 di l\u00e0 dall&#8217;udito, di l\u00e0 dal tatto, di l\u00e0 dalla vista, di l\u00e0 dal gusto e dall&#8217;olfatto, che \u00e8 indefettibile ed eterno, senza principio e senza fine, pi\u00f9 grande del grande, duraturo, l&#8217;uomo si salva dalle fauci della morte\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La conoscenza che deriva da un&#8217;esperienza di questo tipo viene chiamata dai Buddhisti \u00abconoscenza assoluta\u00bb <\/em><\/p>\n<p><em>La conoscenza assoluta \u00e8 quindi un&#8217;esperienza della realt\u00e0 totalmente non intellettuale, un&#8217;esperienza che nasce da uno stato di coscienza non ordinario, che pu\u00f2 essere chiamato uno stato \u00abmeditativo\u00bb o mistico.<\/em><\/p>\n<p><em>In fisica la conoscenza viene acquisita attraverso il processo di ricerca scientifica che si pu\u00f2 considerare avvenga in tre fasi successive. Dapprima si raccolgono i dati sperimentali riguardanti il fenomeno che dev&#8217;essere spiegato. Nella seconda fase, i dati sperimentali vengono correlati con simboli matematici e si elabora uno schema matematico che leghi questi simboli in modo preciso e coerente. Di solito, uno schema di questo tipo viene chiamato modello matematico oppure, se \u00e8 pi\u00f9 generale, teoria. Quest&#8217;ultima viene quindi utilizzata per predire i risultati di ulteriori esperimenti che vengono effettuati per controllare tutte le implicazioni della teoria stessa.<\/em><\/p>\n<p><em>alla fine del loro lavoro, essi vorranno divulgare al pubblico i risultati ottenuti e dovranno allora esprimerli in forma pi\u00f9 semplice. Per far ci\u00f2 dovranno costruire con il linguaggio comune un modello che interpreti il loro schema matematico. La formulazione di un siffatto modello verbale, che costituisce il terzo momento del processo di ricerca, rappresenta anche per gli stessi fisici un criterio di valutazione della comprensione raggiunta.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo modo di procedere, per cui ogni teoria \u00e8 saldamente basata sull&#8217;esperimento, \u00e8 noto come metodo scientifico e vedremo che esiste qualcosa di analogo anche nella filosofia orientale. <\/em><\/p>\n<p><em>le parole che usiamo nel nostro linguaggio non sono definite con chiarezza; anzi esse hanno diversi significati, molti dei quali, quando sentiamo una determinata parola, sfiorano solo vagamente la nostra mente e rimangono in buona parte nel nostro subconscio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;imprecisione e l&#8217;ambiguit\u00e0 del nostro linguaggio sono indispensabili per i poeti i quali lavorano molto per associazioni, utilizzando i diversi strati subconsci del linguaggio stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo Zen, che ebbe origine in seno al Buddhismo ma fu fortemente influenzato dal Taoismo, si vanta di essere \u00absenza parole, senza spiegazioni, senza istruzioni, senza conoscenza\u00bb. Esso si concentra quasi interamente sull&#8217;esperienza di illuminazione e si interessa solo marginalmente di interpretare questa esperienza. Un pensiero Zen molto noto dice: \u00abNell&#8217;istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Taoismo, questo concetto di osservazione \u00e8 racchiuso nel nome stesso col quale si indicano i templi taoisti, kuan, il cui significato originario \u00e8 quello di \u00abosservare\u00bb. I Taoisti considerano quindi i loro templi come luoghi di osservazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando i mistici orientali parlano del \u00abvedere\u00bb, essi si riferiscono a un tipo di percezione che pu\u00f2 anche comprendere la percezione visiva, ma che sempre la trascende in maniera sostanziale per divenire un&#8217;esperienza non sensoriale della realt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;improvviso ricordarsi di qualcosa \u00e8 particolarmente pertinente al Buddhismo, secondo il quale la nostra natura originaria \u00e8 quella del Buddha illuminato, realt\u00e0 che in seguito noi abbiamo dimenticato.<\/em><\/p>\n<p><em>nel Tao-t\u00ea-ching leggiamo: \u00abSe non se ne ridesse, la Via non meriterebbe di essere considerata tale\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>In Giappone, la forte influenza dello Zen sulla tradizione dei samurai dette origine al bushido, \u00abla via del guerriero\u00bb, un&#8217;arte della spada in cui l&#8217;intuito spirituale dello schermidore raggiunge la pi\u00f9 alta perfezione.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo Ananda Coomaraswamy \u00abil mito \u00e8 la migliore approssimazione alla verit\u00e0 assoluta esprimibile con parole\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>koan, quei rompicapo apparentemente privi di senso, che sono usati da molti maestri Zen per trasmettere il loro insegnamento. I koan presentano importanti analogie con la fisica moderna<\/em><\/p>\n<p><em>La contraddizione, che tanto sconcerta il modo di pensare ordinario, deriva dal fatto che dobbiamo usare il linguaggio per comunicare la nostra esperienza interiore, la quale per sua stessa natura trascende le possibilit\u00e0 della lingua. (D.T. Suzuki)<\/em><\/p>\n<p><em>I problemi del linguaggio sono qui veramente gravi. Noi desideriamo parlare in qualche modo della struttura degli atomi &#8230; Ma non possiamo parlare degli atomi servendoci del linguaggio ordinario. (W. Heisenberg)<\/em><\/p>\n<p><em>ogni carica crea nello spazio circostante \u00abuna perturbazione\u00bb, o \u00abuna condizione\u00bb, tale che un&#8217;altra carica, se presente, avverte una forza. Questa condizione dello spazio che ha la capacit\u00e0 di produrre una forza \u00e8 chiamata campo.<\/em><\/p>\n<p><em>Essa \u00e8 generata da una singola carica ed esiste indipendentemente dal fatto che un&#8217;altra carica sia o meno presente nel campo e ne avverta l&#8217;effetto.<\/em><\/p>\n<p><em>A livello subatomico, la materia non si trova con certezza in luoghi ben precisi, ma mostra piuttosto una \u00abtendenza a trovarsi\u00bb in un determinato luogo, e gli eventi atomici non avvengono con certezza in determinati istanti e in determinati modi, ma mostrano una \u00abtendenza ad avvenire\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel formalismo della meccanica quantistica, queste tendenze sono espresse come probabilit\u00e0 e sono associate a quantit\u00e0 matematiche che prendono la forma di onde; ecco perch\u00e9 le particelle possono essere allo stesso tempo onde. Esse non sono onde tridimensionali \u00abreali\u00bb, come le onde sonore o le onde nell&#8217;acqua, ma sono \u00abonde di probabilit\u00e0\u00bb, quantit\u00e0 matematiche astratte che hanno tutte le propriet\u00e0 caratteristiche delle onde e sono legate alle probabilit\u00e0 di trovare le particelle in particolari punti dello spazio e in particolari istanti di tempo. Tutte le leggi della fisica atomica sono espresse in funzione di queste probabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella fisica atomica, non possiamo mai parlare della natura senza parlare, nello stesso tempo, di noi stessi.<\/em><\/p>\n<p><em>La meccanica quantistica ha mostrato che tutte queste sorprendenti propriet\u00e0 degli atomi derivano dalla natura ondulatoria dei loro elettroni. Per prima cosa, l&#8217;aspetto solido della materia \u00e8 una conseguenza di un tipico \u00abeffetto quantistico\u00bb collegato al comportamento duale onda-particella della materia, una caratteristica del mondo subatomico che non trova l&#8217;analogo nel mondo macroscopico.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;elettrone di un atomo di idrogeno, ad esempio, pu\u00f2 trovarsi soltanto in certe orbite chiamate prima, seconda, terza orbita, ecc., e in nessuna posizione intermedia. In condizioni normali esso si trova sempre nell&#8217;orbita pi\u00f9 bassa, e questo \u00e8 lo \u00abstato fondamentale\u00bb dell&#8217;atomo. Da questa orbita l&#8217;elettrone, se riceve la quantit\u00e0 di energia necessaria, pu\u00f2 saltare in un&#8217;orbita pi\u00f9 alta e in tal caso si dice che l&#8217;atomo \u00e8 in uno \u00abstato eccitato\u00bb; da questo stato ritorner\u00e0 a quello fondamentale dopo un breve istante, mentre l&#8217;elettrone restituir\u00e0 l&#8217;energia eccedente sotto forma di un quanto di radiazione elettromagnetica, o fotone.<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;Induismo, \u00e8 l&#8217;idea che la moltitudine di cose e di eventi che ci circondano non siano altro che differenti manifestazioni della stessa realt\u00e0 ultima. Questa realt\u00e0, chiamata Brahman, \u00e8 il concetto unificante che d\u00e0 all&#8217;Induismo il suo carattere essenzialmente monistico nonostante l&#8217;adorazione di un gran numero di d\u00e8i e di dee. Brahman, la realt\u00e0 ultima, \u00e8 inteso come il vero \u00abs\u00e9\u00bb, l&#8217;anima o l&#8217;essenza intima, di tutte le cose. Esso \u00e8 infinito e trascende tutti i concetti; non pu\u00f2 essere compreso dall&#8217;intelletto n\u00e9 adeguatamente descritto a parole: \u00abil supremo Brahman senza principio, n\u00e9 essere n\u00e9 non essere\u00bb.48 E ancora: \u00abimperscrutabile \u00e8 questo supremo S\u00e9 immensurabile, non nato, impensabile, di cui non si pu\u00f2 parlare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Karman, che significa \u00abazione\u00bb, \u00e8 il principio attivo del gioco, \u00e8 l&#8217;universo intero in azione, dove tutto \u00e8 dinamicamente connesso con tutto il resto. Per usare le parole della G\u012bt\u0101 \u00abKarman \u00e8 la forza creatrice che d\u00e0 origine all&#8217;esistenza degli esseri\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte le azioni avvengono per l&#8217;intrecciarsi delle forze della natura; (ma) colui che \u00e8 traviato dal sentimento del proprio ego pensa: \u201csono io colui che fa\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMa colui che conosce il rapporto fra le forze della natura e le azioni vede come certe forze della natura agiscono su altre, e non ne diviene schiavo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>moksa, o \u00ab liberazione\u00bb, nella filosofia ind\u00f9 ed \u00e8 la vera essenza dell&#8217;Induismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro metodo di liberazione importante e autorevole \u00e8 noto come yoga, termine che significa \u00abmettere il giogo\u00bb, \u00abunire\u00bb, e che indica l&#8217;unione dell&#8217;anima individuale con il Brahman.<\/em><\/p>\n<p><em>La Prima Nobile Verit\u00e0 indica la principale caratteristica della condizione umana, duhkha, che \u00e8 dolore o frustrazione. Questa frustrazione deriva dalla difficolt\u00e0 che abbiamo ad affrontare il fatto fondamentale della vita, il fatto cio\u00e8 che intorno a noi tutto \u00e8 precario e transitorio. \u00abTutte le cose nascono e muoiono\u00bb55 diceva il Buddha, e l&#8217;idea che il fluire e il mutare sono aspetti fondamentali della natura sta alle radici del Buddhismo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;asserzione di N\u0101g\u0101rjuna che la natura essenziale della realt\u00e0 \u00e8 vacuit\u00e0 \u00e8 quindi ben lontana dall&#8217;essere quell&#8217;affermazione nichilista con la quale spesso viene confusa. Essa significa semplicemente che tutti i concetti elaborati dalla mente umana a proposito della realt\u00e0 sono, in ultima analisi, nient&#8217;altro che vuoto. La realt\u00e0 stessa, o vacuit\u00e0, non \u00e8 uno stato di puro non-essere, ma \u00e8 la sorgente stessa di tutta la vita e l&#8217;essenza di tutte le forme.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Mah\u0101y\u0101na, la vera saggezza illuminata (bodhi) \u00e8 considerata come costituita da due elementi che D. T. Suzuki ha definito \u00abi due pilastri che sostengono il grande edificio del Buddhismo\u00bb. Essi sono prajn\u0101, che \u00e8 saggezza trascendentale o intelligenza intuitiva, e karun\u0101, che \u00e8 amore o compassione.<\/em><\/p>\n<p><em>Di conseguenza, nel buddhismo Mah\u0101y\u0101na la natura essenziale di tutte le cose non \u00e8 descritta soltanto mediante i termini metafisici di essenza assoluta e vacuit\u00e0, ma anche con il termine Dharmak\u0101ya, \u00ab il corpo dell&#8217;essere\u00bb, che descrive la realt\u00e0 come essa appare alla coscienza religiosa dei Buddhisti. Il Dharmak\u0101ya \u00e8 simile al Brahman dell&#8217;Induismo. Esso pervade tutte le cose materiali dell&#8217;universo e si riflette anche nella mente umana come bodhi, la saggezza illuminata. \u00c8 quindi spirituale e materiale nello stesso tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>La felicit\u00e0 umana, secondo i Taoisti, si raggiunge quando gli uomini seguono l&#8217;ordine naturale, agendo spontaneamente e affidandosi alla loro conoscenza intuitiva.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Tao \u00e8 il processo cosmico nel quale tutte le cose sono immerse; il mondo \u00e8 visto come flusso e mutamento ininterrotti.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo la concezione cinese, \u00e8 meglio avere troppo poco che avere troppo, ed \u00e8 meglio lasciare un&#8217;opera incompiuta che compierla in eccesso, perch\u00e9, se \u00e8 vero che in questo modo non si va molto lontano, si \u00e8 per\u00f2 sicuri di andare nella direzione giusta. Proprio come l&#8217;uomo che vuole andare sempre pi\u00f9 lontano verso Oriente finir\u00e0 in Occidente, coloro che accumulano sempre pi\u00f9 danaro per aumentare la loro ricchezza finiranno con l&#8217;essere poveri. La moderna societ\u00e0 industriale che cerca continuamente di alzare il \u00ablivello di vita\u00bb e cos\u00ec facendo abbassa la qualit\u00e0 della vita per tutti i suoi membri \u00e8 un esempio eloquente di questa antica saggezza cinese.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea di configurazioni cicliche nel moto del Tao acquist\u00f2 una struttura definita con l&#8217;introduzione delle polarit\u00e0 opposte yin e yang; questi sono i due poli che pongono i limiti per i cicli del mutamento: \u00abQuando lo yang ha raggiunto il suo massimo, esso si ritrae in favore dello yin; quando lo yin ha raggiunto il suo massimo, esso si ritrae in favore dello yang\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>In origine, i termini yin e e yang indicavano rispettivamente i fianchi in ombra e al sole di una montagna, immagine che rende bene l&#8217;idea della relativit\u00e0 dei due concetti: \u00abQuello che fa comparire una volta l&#8217;oscuro ed una volta il chiaro, \u00e8 il Senso [il Tao]\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Fin dai tempi pi\u00f9 remoti, i due poli archetipi della natura furono rappresentati non solo da luminoso e oscuro, ma anche da maschile e femminile, rigido e flessibile, sopra e sotto. Yang, il potere creativo, maschile, forte, era associato al Cielo, mentre yin, l&#8217;elemento femminile e materno, buio, ricettivo, era rappresentato dalla Terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel campo del pensiero, yin \u00e8 la mente femminile, intuitiva e complessa, yang l&#8217;intelletto maschile, lucido e razionale. Yin \u00e8 la quieta e contemplativa immobilit\u00e0 del saggio, yang la forte attivit\u00e0 creativa del re.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSe si vuole restringere, bisogna (innanzitutto) estendere. Se si vuole indebolire, bisogna (innanzitutto) rafforzare. Se si vuole far perire, bisogna (innanzitutto) far fiorire. Se si vuole prender possesso, bisogna (innanzitutto) offrire. Questo \u00e8 ci\u00f2 che si chiama una visione sottile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che \u00e8 tortuoso diventa diritto. Ci\u00f2 che \u00e8 vuoto diventa pieno. Ci\u00f2 che \u00e8 consumato diventa nuovo.<\/em><\/p>\n<p><em>Le azioni del saggio taoista scaturiscono quindi dalla sua saggezza intuitiva, spontaneamente e in armonia con il suo ambiente. Egli non ha bisogno di forzare se stesso, n\u00e9 alcunch\u00e9 attorno a lui, ma deve soltanto adattare le sue azioni ai movimenti del Tao. Per usare le parole di Huai Nan-tzu: \u00abColui che segue l&#8217;ordine naturale fluisce nella corrente del Tao\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon-azione non significa non fare nulla e stare in silenzio, ma lasciare che ogni cosa possa fare ci\u00f2 che fa naturalmente, in modo che la sua natura sia soddisfatta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon agendo; non esiste niente che non si faccia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSomma cosa \u00e8 non sapere di sapere\u00bb dice Lao-tzu, e \u00abIl Santo fa ci\u00f2 che deve fare senza azioni, comunica i suoi insegnamenti senza parole\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abQuando ancora non si era usciti dal caos, gli uomini antichi erano partecipi della placida indifferenza che permeava tutto il mondo. A quell&#8217;epoca lo yin e lo yang erano armoniosi e calmi, il loro riposo e il loro movimento non erano disturbati, le quattro stagioni giungevano a tempo debito, le diecimila creature non erano danneggiate, gli esseri viventi non morivano prematuramente. Anche se qualcuno aveva la capacit\u00e0 di conoscere, non la usava mai. Questo era lo stato della somma unit\u00e0. A quell&#8217;epoca nessuno agiva, ma tutti seguivano sempre la spontaneit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>In un riassunto classico di quattro righe, lo Zen \u00e8 definito: Una trasmissione speciale al di fuori delle scritture, Che non si basa su parole e lettere, Ma punta direttamente alla mente dell&#8217;uomo, Che vede nella propria natura e raggiunge la buddhit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>una poesia Zen:<\/em><\/p>\n<p><em>Sedendo quietamente,<\/em><br \/>\n<em>senza far nulla,<\/em><br \/>\n<em>viene la primavera,<\/em><br \/>\n<em>e l&#8217;erba cresce da s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>i Buddhisti la chiamano anche Tathat\u0101 o Essenza assoluta:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi\u00f2 che l&#8217;animo percepisce come essenza assoluta \u00e8 l&#8217;unicit\u00e0 della totalit\u00e0 di tutte le cose, il grande tutto che tutto comprende\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>sistemi osservati sono descritti nella meccanica quantistica in termini di probabilit\u00e0. Ci\u00f2 significa che non possiamo mai prevedere con certezza dove si trover\u00e0 una particella subatomica in un certo momento o come si svolger\u00e0 un processo atomico. Tutto ci\u00f2 che possiamo fare \u00e8 una previsione di probabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella meccanica quantistica siamo giunti a vedere nella probabilit\u00e0 un aspetto fondamentale della realt\u00e0 atomica, che governa tutti i processi e persino l&#8217;esistenza della materia. Le particelle subatomiche non esistono con certezza in punti definiti, ma mostrano piuttosto \u00abtendenze a esistere\u00bb e gli eventi atomici non avvengono con certezza in momenti precisi e in modi definiti, ma mostrano \u00abtendenze ad avvenire\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La meccanica quantistica rivela quindi un&#8217;essenziale interconnessione dell&#8217;universo e ci fa capire che non possiamo scomporre il mondo in unit\u00e0 elementari con esistenza indipendente.<\/em><\/p>\n<p><em>Come dice Niels Bohr, \u00able particelle materiali isolate sono astrazioni, poich\u00e9 le loro propriet\u00e0 sono definibili ed osservabili solo mediante la loro interazione con altri sistemi\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>La meccanica quantistica ci costringe a vedere l&#8217;universo non come una collezione di oggetti fisici separati, bens\u00ec come una complicata rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato. <\/em><br \/>\n<em>\u00abIl mondo appare cos\u00ec come un complicato tessuto di eventi, in cui diverse specie di connessioni si alternano, si sovrappongono e si combinano, determinando la struttura del tutto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa scienza naturale\u00bb dice Heisenberg \u00abnon \u00e8 semplicemente una descrizione e una spiegazione della natura; essa \u00e8 parte dell&#8217;azione reciproca tra noi e la natura\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Come dice Heisenberg, \u00abci\u00f2 che osserviamo non \u00e8 la natura in se stessa ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>le parole di Chuangtzu, \u00abLascio inerte il corpo e bandisco l&#8217;intelletto. Abbandonando la forma e respingendo la conoscenza, faccio parte del gran Tutto. Questo intendo per sedere e dimenticare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>D.T. Suzuki scrive:&nbsp;\u00abL&#8217;idea fondamentale del Buddhismo \u00e8 di superare il mondo degli opposti, un mondo costruito dalle distinzioni intellettuali e dalla corruzione delle emozioni, e di comprendere il mondo spirituale della non-distinzione, che comporta il conseguimento di un punto di vista assoluto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea che tutti gli opposti sono polari \u2013 che luce e buio, vincere e perdere, buono e cattivo sono soltanto differenti aspetti dello stesso fenomeno \u2013 \u00e8 uno dei principi fondamentali del modo di vita orientale. Poich\u00e9 tutti gli opposti sono interdipendenti, il loro conflitto non pu\u00f2 mai finire con la vittoria totale di uno dei poli, ma sar\u00e0 sempre una manifestazione dell&#8217;azione reciproca tra l&#8217;uno e l&#8217;altro polo.<\/em><\/p>\n<p><em>lo spazio-tempo relativistico \u00e8 una realt\u00e0 intrinsecamente dinamica nella quale gli oggetti sono anche processi e tutte le forme sono configurazioni dinamiche.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo quadridimensionale della teoria della relativit\u00e0 \u00e8 il mondo nel quale forza e materia sono unificate; in esso la materia pu\u00f2 apparire sotto forma di particelle discontinue o come campo continuo.<\/em><\/p>\n<p><em>A livello atomico, la materia ha un aspetto duale: si manifesta come particella e come onda. L&#8217;aspetto che essa presenta dipende dalla situazione: in alcuni casi predomina l&#8217;aspetto corpuscolare, in altri quello ondulatorio; e questa natura duale \u00e8 tipica anche della luce e di tutte le altre radiazioni elettromagnetiche. La luce, per esempio, \u00e8 emessa e assorbita sotto forma di \u00abquanti\u00bb, o fotoni, ma quando viaggiano attraverso lo spazio queste particelle di luce appaiono come campi elettrici e magnetici variabili che presentano tutti i comportamenti caratteristici delle onde. <\/em><\/p>\n<p><em>Upani\u015fad:&nbsp;\u00abCostui si muove, Costui non si muove; Costui \u00e8 lontano, Costui \u00e8 vicino; Costui \u00e8 all&#8217;interno di questo Tutto, Costui \u00e8 anche all&#8217;esterno di questo Tutto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abL&#8217;essenza assoluta non \u00e8 n\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 esistenza, n\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 non-esistenza, n\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 a un tempo esistenza e non-esistenza, n\u00e9 ci\u00f2 che non \u00e8 a un tempo esistenza e non-esistenza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>principio di indeterminazione di Heisenberg indica che, nel mondo subatomico, non possiamo mai conoscere contemporaneamente la posizione e la quantit\u00e0 di moto di una particella con grandissima precisione. Quanto meglio conosciamo la posizione, tanto pi\u00f9 incerta diventa la quantit\u00e0 di moto, e viceversa.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;importanza fondamentale del principio di indeterminazione consiste nel fatto che esso esprime i limiti dei nostri concetti classici in una precisa forma matematica.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo gi\u00e0 osservato precedentemente che il mondo subatomico appare come una rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unico. I nostri concetti classici, derivati dall&#8217;ordinaria esperienza macroscopica, non sono del tutto adeguati a descrivere questo mondo. Anzitutto, il concetto di una entit\u00e0 fisica distinta quale la particella \u00e8 un&#8217;idealizzazione che non ha alcun significato fondamentale. Essa pu\u00f2 essere definita solo in rapporto alle sue connessioni con il tutto, e queste connessioni sono di natura statistica: probabilit\u00e0 invece di certezze.<\/em><\/p>\n<p><em>La fisica moderna ha confermato nel modo pi\u00f9 drammatico una delle idee fondamentali del misticismo orientale: tutti i concetti che usiamo per descrivere la natura sono limitati; non sono aspetti della realt\u00e0, come tendiamo a credere, ma creazioni della mente; sono parti della mappa, non del territorio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAl centro della teoria della relativit\u00e0 c&#8217;\u00e8 il riconoscimento che la geometria&#8230; \u00e8 una costruzione dell&#8217;intelletto. Solo accettando questa scoperta, la mente pu\u00f2 sentirsi libera di modificare le nozioni tradizionali di spazio e di tempo, di riesaminare tutte le possibilit\u00e0 utilizzabili per definirle, e di scegliere quella formulazione che pi\u00f9 concorda con l&#8217;esperienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La filosofia orientale, a differenza di quella greca, ha sempre sostenuto che lo spazio e il tempo sono costruzioni della mente. I mistici orientali consideravano questi concetti \u2014 come tutti gli altri concetti intellettuali \u2014 relativi, limitati e illusori.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl Buddha insegnava, o monaci, che&#8230; il passato, il futuro, lo spazio fisico,&#8230; e le singole cose non fossero che nomi, forme di pensiero, parole di uso comune, realt\u00e0 puramente superficiali\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Einstein comprese che osservatori in moto con velocit\u00e0 diverse ordineranno diversamente gli eventi nel tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Un evento lontano che avviene in un particolare istante per un osservatore pu\u00f2 avvenire prima o dopo per un altro osservatore. Non si pu\u00f2 dunque parlare in senso assoluto dell&#8217;\u00abuniverso in un dato istante\u00bb: non esiste uno spazio assoluto indipendente dall&#8217;osservatore.<\/em><\/p>\n<p><em>La teoria della relativit\u00e0 ha quindi dimostrato che tutte le misure che implicano spazio e tempo perdono il loro significato assoluto e ci ha costretti ad abbandonare i concetti classici di spazio e tempo assoluti. L&#8217;importanza fondamentale di questa evoluzione \u00e8 stata espressa chiaramente da Mendel Sachs con le seguenti parole:&nbsp;\u00abL&#8217;effettiva rivoluzione avvenuta con la teoria di Einstein&#8230; fu l&#8217;abbandono dell&#8217;idea secondo la quale il sistema di coordinate spazio-temporali ha un significato obiettivo come entit\u00e0 fisica indipendente. Al posto di questa idea, la teoria della relativit\u00e0 suggerisce che le coordinate spazio e tempo sono soltanto elementi di un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere il suo ambiente\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl significato dell&#8217;Avatamsaka e della sua filosofia \u00e8 incomprensibile a meno di non provare una volta&#8230; uno stato di totale dissolvimento in cui non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 distinzione tra mente e corpo, soggetto e oggetto&#8230; Ci guardiamo intorno e sentiamo che&#8230; ogni oggetto \u00e8 connesso con ogni altro oggetto&#8230; non solo spazialmente, ma temporalmente. &#8230; Come realt\u00e0 di pura esperienza, non c&#8217;\u00e8 spazio senza tempo, non c&#8217;\u00e8 tempo senza spazio; essi si compenetrano\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;unicit\u00e0 fondamentale dell&#8217;universo e il suo carattere intrinsecamente dinamico.<\/em><\/p>\n<p><em>nella teoria della relativit\u00e0 lo spazio non pu\u00f2 mai essere separato dal tempo, la curvatura prodotta dalla gravit\u00e0 non pu\u00f2 rimanere limitata allo spazio tridimensionale, ma deve estendersi allo spazio-tempo quadridimensionale. E questo \u00e8, in effetti, quanto prevede la teoria generale della relativit\u00e0. In uno spazio-tempo curvo, le distorsioni prodotte dalla curvatura riguardano non solo le relazioni spaziali descritte dalla geometria, ma anche le durate degli intervalli di tempo. Il tempo non scorre con la stessa rapidit\u00e0 che avrebbe nello \u00abspazio-tempo piano\u00bb, e col variare della curvatura da punto a punto, in rapporto alla distribuzione della massa dei corpi, varia corrispondentemente lo scorrere del tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel nostro ambiente terrestre, gli effetti della gravit\u00e0 sullo spazio e sul tempo sono talmente piccoli da essere insignificanti, ma nell&#8217;astrofisica, che tratta con corpi di grande massa, quali pianeti, stelle e galassie, la curvatura dello spazio-tempo \u00e8 un fenomeno importante.<\/em><\/p>\n<p><em>A causa della crescente forza di gravit\u00e0 sulla superficie della stella, diventa sempre pi\u00f9 difficile allontanarsene, e alla fine la stella raggiunge uno stadio in cui dalla sua superficie non pu\u00f2 sfuggire nulla, neanche la luce. A questo stadio diciamo che attorno alla stella si forma un \u00aborizzonte degli eventi\u00bb, perch\u00e9 nessun segnale pu\u00f2 allontanarsi da essa per comunicare un evento qualsiasi al mondo esterno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abL&#8217;intuito\u00bb dice Govinda \u00ab\u00e8 legato allo spazio di una dimensione superiore ed \u00e8, quindi, senza tempo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Swami Vivekananda: \u00abTempo, spazio e causalit\u00e0 sono la lente attraverso la quale si vede l&#8217;Assoluto &#8230; Nell&#8217;Assoluto in se stesso non ci sono n\u00e9 tempo, n\u00e9 spazio, n\u00e9 causalit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Le tradizioni spirituali orientali indicano ai loro seguaci vari modi per andare al di l\u00e0 dell&#8217;ordinaria esperienza del tempo e per liberarsi dalla catena di causa ed effetto: dal vincolo del karman, come dicono gli Ind\u00f9 e i Buddhisti. Perci\u00f2 \u00e8 stato detto che il misticismo orientale \u00e8 una liberazione dal tempo. In un certo senso, la stessa cosa si pu\u00f2 dire della fisica relativistica.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel suo aspetto fenomenico, l&#8217;Uno cosmico \u00e8 quindi intrinsecamente dinamico e la comprensione di questa sua natura dinamica ha un&#8217;importanza basilare in tutte le scuole del misticismo orientale.<\/em><\/p>\n<p><em>D.T. Suzuki scrive per esempio a proposito della scuola Kegon del buddhismo Mah\u0101y\u0101na: \u00abL&#8217;idea centrale della scuola Kegon \u00e8 di afferrare nella sua dinamicit\u00e0 l&#8217;universo, la cui caratteristica \u00e8 di evolversi continuamente, di essere sempre in quella interna disposizione al movimento che \u00e8 la vita\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abla parola brahman significa \u201ccrescita\u201d, e suggerisce l&#8217;idea della vita, del moto e del progresso\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Il quadro generale che emerge dall&#8217;Induismo \u00e8 quello di un cosmo organico, che cresce e si muove ritmicamente; di un universo nel quale tutto \u00e8 fluido e in continua trasformazione, mentre tutte le forme statiche sono m\u0101y\u0101, cio\u00e8 esistono solo come concetti illusori. Quest&#8217;ultima idea \u2013 la precariet\u00e0 di tutte le forme \u2013 \u00e8 il punto di partenza del Buddhismo. Il Buddha insegnava che \u00abtutte le cose composte sono precarie\u00bb, e che tutte le sofferenze del mondo derivano dal nostro tentativo di attaccarsi a forme fisse \u2013 oggetti, persone o idee invece di accettare il mondo nei suoi movimenti e nei suoi mutamenti. La concezione dinamica del mondo \u00e8 quindi alla radice stessa del Buddhismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dice S. Radhakrishnan: \u00abUna straordinaria filosofia del dinamismo venne formulata dal Buddha duemilacinquecento anni fa&#8230; Impressionato dalla transitoriet\u00e0 degli oggetti, dall&#8217;incessante mutamento e trasformazione delle cose, il Buddha formul\u00f2 una filosofia del mutamento. Egli riduce le sostanze, le anime, le monadi, le cose, a forze, a movimenti, a sequenze e a processi, adottando una concezione dinamica della realt\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>I Buddhisti chiamano questo mondo di mutamento incessante sams\u0101ra, che significa, letteralmente, \u00abincessantemente in moto\u00bb, e affermano che in esso non c&#8217;\u00e8 nulla cui valga la pena di attaccarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi, per i Buddhisti un essere illuminato \u00e8 colui che non si oppone al flusso della vita, ma che ne segue il movimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella filosofia cinese, la realt\u00e0 che fluisce e muta continuamente viene chiamata il Tao ed \u00e8 vista come un processo cosmico nel quale sono coinvolte tutte le cose. Come i Buddhisti, i Taoisti dicono che non bisognerebbe opporre resistenza al flusso, ma si dovrebbero conformare ad esso le proprie azioni. Questo, d&#8217;altra parte, \u00e8 l&#8217;atteggiamento caratteristico del saggio, cio\u00e8 dell&#8217;essere illuminato. Se il Buddha \u00e8 colui \u00abche viene e quindi va\u00bb, il saggio taoista \u00e8 colui che \u00abfluisce\u00bb, come dice Huai Nan-tzu, \u00abnella corrente del Tao\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche la fisica moderna \u00e8 giunta a concepire l&#8217;universo come una siffatta rete di relazioni e, come il misticismo orientale, ha riconosciuto che questa rete \u00e8 intrinsecamente dinamica. Nella meccanica quantistica, l&#8217;aspetto dinamico della materia si manifesta come conseguenza della natura ondulatoria delle particelle subatomiche, assumendo un significato ancora pi\u00f9 essenziale nella teoria della relativit\u00e0, nella quale l&#8217;inseparabilit\u00e0 dello spazio-tempo implica che l&#8217;esistenza della materia non pu\u00f2 essere separata dalla sua attivit\u00e0. Le propriet\u00e0 delle particelle subatomiche possono perci\u00f2 essere comprese solo in un contesto dinamico, in termini di movimento, interazione e trasformazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo la meccanica quantistica, le particelle sono anche onde e ci\u00f2 implica che esse si comportino in modo molto singolare. Ogni volta che una particella subatomica viene confinata in una piccola regione di spazio, essa reagisce al proprio confinamento muovendovisi dentro. Pi\u00f9 piccola \u00e8 la regione di confinamento, pi\u00f9 veloce \u00e8 l&#8217;\u00abagitazione\u00bb della particella entro tale regione. Questo comportamento \u00e8 un tipico \u00abeffetto quantistico\u00bb, una caratteristica del mondo subatomico che non ha analoghi macroscopici. Per capire come questo avvenga, dobbiamo ricordare che le particelle sono rappresentate, nella meccanica quantistica, da pacchetti d&#8217;onda.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo la meccanica quantistica, la materia non \u00e8 quindi mai inerte, ma \u00e8 costantemente in uno stato di moto.<\/em><\/p>\n<p><em>Negli atomi in vibrazione, gli elettroni sono legati al nucleo atomico da forze elettriche che cercano di tenerli pi\u00f9 vicino possibile, ed essi reagiscono a questo confinamento roteando tutt&#8217;intorno ad altissima velocit\u00e0. Nei nuclei, infine, i protoni e i neutroni sono compressi in un volume minuscolo dalle intense forze nucleari e di conseguenza si agitano con velocit\u00e0 inimmaginabili.&nbsp;La fisica moderna, quindi, rappresenta la materia non come passiva e inerte, bens\u00ec in una danza e in uno stato di vibrazione continui, le cui figure ritmiche sono determinate dalle strutture molecolari, atomiche e nucleari. Questo \u00e8 anche il modo in cui i mistici orientali vedono il mondo materiale.<\/em><\/p>\n<p><em>le parole di un testo taoista: \u00abLa quiete in quiete non \u00e8 la vera quiete. Soltanto quando c&#8217;\u00e8 quiete in movimento pu\u00f2 apparire il ritmo spirituale che pervade cielo e terra\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Per formarci un&#8217;idea del modo in cui l&#8217;universo si espande, dobbiamo ricordare che lo schema teorico adatto per studiarne le caratteristiche su larga scala \u00e8 la teoria generale della relativit\u00e0 di Einstein. Secondo questa teoria, lo spazio non \u00e8 \u00abpiatto\u00bb, ma \u00abcurvo\u00bb, e il modo preciso in cui esso \u00e8 incurvato \u00e8 legato alla distribuzione di materia secondo le equazioni einsteiniane del campo. Queste equazioni possono essere usate per determinare la struttura dell&#8217;universo nel suo insieme: esse sono il punto di partenza della cosmologia moderna.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando parliamo di universo in espansione nel contesto della relativit\u00e0 generale, intendiamo un&#8217;espansione in una dimensione superiore. Come nel caso dello spazio curvo, possiamo visualizzare tale concetto solo con l&#8217;aiuto di una analogia bidimensionale.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Bhagavad G\u012bt\u0101, il dio Krsna descrive il gioco ritmico di creazione con le seguenti parole: \u00abTutti gli esseri&#8230; alla fine di un kalpa [o ciclo cosmico] tornano alla mia realt\u00e0; e al principio del ciclo successivo di nuovo io li emetto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Con l&#8217;aiuto di una tecnologia estremamente raffinata, i fisici furono in grado di esplorare dapprima la struttura degli atomi, scoprendo che sono formati da nucleo ed elettroni, e quindi la struttura dei nuclei atomici, scoprendo che sono formati da protoni e neutroni, chiamati comunemente nucleoni. Negli ultimi due decenni, i fisici hanno compiuto un ulteriore passo in avanti cominciando ad esplorare la struttura dei nucleoni \u2013 i costituenti del nucleo atomico \u2013 che, di nuovo, non sembrano essere le particelle elementari definitive, ma risultano composte da altre entit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La teoria della relativit\u00e0 afferma che la massa non \u00e8 altro che una forma di energia, la quale non solo pu\u00f2 assumere le varie forme note nella fisica classica, ma pu\u00f2 anche essere racchiusa nella massa di un oggetto. La quantit\u00e0 di energia contenuta, per esempio, in una particella \u00e8 uguale al prodotto della massa m della particella per il quadrato della velocit\u00e0 della luce, c2, cio\u00e8 E = mc2. Ora che la massa \u00e8 riconosciuta come una forma di energia, non \u00e8 pi\u00f9 necessario che sia indistruttibile; essa pu\u00f2 trasformarsi in altre forme di energia. Ci\u00f2 pu\u00f2 verificarsi, ad esempio, quando le particelle subatomiche si urtano tra loro. In questi urti, le particelle possono essere distrutte e l&#8217;energia contenuta nelle loro masse pu\u00f2 trasformarsi in energia cinetica, e ridistribuirsi tra le altre particelle che partecipano all&#8217;urto. Inversamente, quando le particelle si urtano a velocit\u00e0 estremamente alte, la loro energia cinetica pu\u00f2 essere utilizzata per formare la massa di nuove particelle.<\/em><\/p>\n<p><em>le parole dell&#8217;astronomo Fred Hoyle, \u00abGli odierni progressi della cosmologia indicano piuttosto insistentemente che le condizioni della nostra esistenza quotidiana non potrebbero sussistere se non fosse per le parti remote dell&#8217;Universo, che tutti i nostri concetti dello spazio e della geometria sarebbero completamente invalidati se le parti remote dell&#8217;Universo dovessero scomparire. La nostra esperienza quotidiana, fino ai minimi particolari, sembra essere cos\u00ec strettamente integrata negli aspetti su vasta scala dell&#8217;Universo, che \u00e8 assolutamente impossibile pensare a una separazione delle due cose\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il campo quantistico \u00e8 visto come l&#8217;entit\u00e0 fisica fondamentale: un mezzo continuo presente ovunque nello. spazio. Le particelle sono soltanto condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che vanno e vengono e di conseguenza perdono il loro carattere individuale e si dissolvono nel campo soggiacente ad esse. Come dice Albert Einstein:&nbsp;\u00abNoi possiamo perci\u00f2 considerare la materia come costituita dalle regioni dello spazio nelle quali il campo \u00e8 estremamente intenso&#8230; In questo nuovo tipo di fisica non c&#8217;\u00e8 luogo insieme per campo e materia poich\u00e9 il campo \u00e8 la sola realt\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Come Einstein, i mistici orientali considerano questa entit\u00e0 soggiacente come la sola realt\u00e0: tutte le sue manifestazioni fenomeniche sono viste come transitorie e illusorie.&nbsp;Nella concezione orientale, la realt\u00e0 soggiacente a tutti i fenomeni trascende tutte le forme e sfugge a tutte le descrizioni e specificazioni. Di essa, perci\u00f2, si dice spesso che \u00e8 senza forme, vacua e vuota. Ma questa vacuit\u00e0 non dev&#8217;essere presa per semplice non-essere. Essa \u00e8, al contrario, l&#8217;essenza di tutte le forme e la sorgente di tutta la vita. Si legge infatti nelle Upani\u015fad:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl Brahman \u00e8 il soffio vitale,<\/em><br \/>\n<em>il Brahman \u00e8 ka [felicit\u00e0],<\/em><br \/>\n<em>il Brahman \u00e8 kha [spazio etereo]&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Ci\u00f2 che \u00e8 ka \u00e8 anche kha,<\/em><br \/>\n<em>ci\u00f2 che \u00e8 kha \u00e8 anche ka\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante l&#8217;uso di termini come vacuit\u00e0 e vuoto, i saggi orientali fanno capire che essi non intendono la normale vacuit\u00e0 quando parlano del Brahman, del \u015a\u016bnyata o del Tao, ma, al contrario, intendono un vuoto che ha un potenziale creativo infinito. Dunque, il vuoto dei mistici orientali \u00e8 certamente paragonabile al campo quantistico della fisica subatomica. Come il campo quantistico, esso genera una infinita variet\u00e0 di forme che sostiene e, alla fine, riassorbe.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abQuando il ch&#8217;i si condensa ci appare come cosa visibile e allora ci sono le forme [delle cose singole]. Quando si raref\u00e0, la sua visibilit\u00e0 si annulla e allora non ci sono forme. Durante la sua condensazione si pu\u00f2 non dire che questa \u00e8 solo temporanea? ma quando si raref\u00e0 si pu\u00f2 dire affrettatamente che allora non esiste?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi il ch&#8217;i si condensa e si raref\u00e0 ritmicamente, producendo tutte le forme che alla fine si dissolvono nel Vuoto. Dice ancora Chang Tsai:&nbsp;\u00abIl Grande Vuoto non pu\u00f2 consistere che nel ch&#8217;i; questo ch&#8217;i non pu\u00f2 che condensarsi per dar forma a tutte le cose; queste cose non possono che rarefarsi per dar luogo [ancora una volta] al Grande Vuoto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa fisica moderna&#8230; ha posto il nostro pensiero circa l&#8217;essenza della materia in un contesto diverso. Essa ha spostato la nostra attenzione dal visibile, le particelle, all&#8217;entit\u00e0 soggiacente ad esse, il campo. La presenza di materia \u00e8 solo una perturbazione dello stato perfetto del campo in quel punto; si potrebbe quasi dire che \u00e8 qualcosa di accidentale, soltanto un \u201cdifetto\u201d. Di conseguenza, non ci sono leggi semplici che descrivono le forze tra le particelle elementari&#8230; Ordine e simmetria devono essere cercati nel campo soggiacente ad esse\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNell&#8217;antichit\u00e0 e nel Medioevo, i Cinesi concepivano l&#8217;universo fisico come un tutto perfettamente continuo. Il ch&#8217;i condensato in materia palpabile non assumeva, in nessun senso, una struttura corpuscolare, ma i singoli oggetti agivano e reagivano con tutti gli altri oggetti del mondo&#8230; con un comportamento di tipo ondulatorio vibratorio dipendente, in ultima analisi, dal ritmico alternarsi a tutti i livelli delle due forze fondamentali, lo yin e lo yang. I singoli oggetti avevano quindi i loro ritmi intrinseci. E questi erano integrati&#8230; nello schema generale dell&#8217;armonia del mondo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Dice il Lama Govinda:&nbsp;\u00abLa relazione tra&#8230; forma e vuoto non pu\u00f2 essere concepita come uno stato di opposti escludentisi a vicenda, ma soltanto come due aspetti della stessa realt\u00e0 che coesistono e cooperano incessantemente\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La fusione di questi concetti opposti in un tutto unico \u00e8 stata espressa in un s\u016btra buddhista con le famose parole: \u00abLa forma \u00e8 vuoto, e il vuoto \u00e8 in realt\u00e0 forma. Il vuoto non \u00e8 diverso dalla forma, la forma non \u00e8 diversa dal vuoto. Ci\u00f2 che \u00e8 forma quello \u00e8 vuoto, ci\u00f2 che \u00e8 vuoto quello \u00e8 forma\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abQuando si conosce che il Grande Vuoto \u00e8 pieno di ch&#8217;i, si comprende che non esistono cose quali il non-essere\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Il protone, l&#8217;elettrone e il fotone sono tutti particelle stabili, il che significa che essi vivono per sempre, a meno che non vengano coinvolti in un processo d&#8217;urto, nel quale possono essere annichilati. Il neutrone, viceversa, pu\u00f2 disintegrarsi spontaneamente. Questa disintegrazione \u00e8 chiamata \u00abdecadimento beta\u00bb ed \u00e8 il processo fondamentale di un tipo di radioattivit\u00e0 che comporta la trasformazione del neutrone in protone accompagnata dalla creazione di un elettrone e di una particella di nuovo tipo priva di massa, chiamata neutrino. Come il protone e l&#8217;elettrone, anche il neutrino \u00e8 stabile.<\/em><\/p>\n<p><em>esiste un&#8217;antiparticella per ogni particella, con massa eguale ma carica di segno contrario. L&#8217;antiparticella del fotone \u00e8 il fotone stesso; l&#8217;antiparticella dell&#8217;elettrone \u00e8 chiamata positrone; esistono infine l&#8217;antiprotone, l&#8217;antineutrone e l&#8217;antineutrino. In realt\u00e0, la particella priva di massa prodotta nel decadimento beta non \u00e8 il neutrino ma l&#8217;antineutrino <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTutte le cose&#8230; sono aggregati di atomi che danzano e con i loro movimenti producono suoni. Quando il ritmo della danza cambia, cambia anche il suono prodotto&#8230; Ciascun atomo canta perennemente la sua canzone, e il suono, in ogni istante, crea forme dense e tenui\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Come dice Heisenberg: \u00ab[Nella fisica moderna], il mondo \u00e8 stato ora diviso non in diversi gruppi di oggetti ma in diversi gruppi di connessioni&#8230; Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere distinto \u00e8 il tipo di connessione che \u00e8 di primaria importanza in un certo fenomeno&#8230; Il mondo appare cos\u00ec come un complicato tessuto di eventi, in cui rapporti di diversi tipi si alternano, si sovrappongono o si combinano, determinando in tal modo la struttura del tutto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti e tre i principi generali sono connessi ai nostri metodi di osservazione e di misura, cio\u00e8 alla struttura del metodo scientifico. Se essi fossero sufficienti a determinare la struttura degli adroni, ci\u00f2 vorrebbe dire che le strutture fondamentali dell&#8217;universo fisico sono determinate, in definitiva, dal modo in cui noi lo osserviamo. Qualsiasi cambiamento fondamentale nei nostri metodi di osservazione avrebbe come conseguenza un cambiamento dei principi generali che porterebbe a una diversa struttura della matrice S, e implicherebbe quindi una diversa struttura degli adroni.&nbsp;Una teoria delle particelle subatomiche di questo genere rispecchia, nella sua forma pi\u00f9 estrema, l&#8217;impossibilit\u00e0 di separare l&#8217;osservatore dal fenomeno osservato;<\/em><\/p>\n<p><em>In definitiva, ci\u00f2 significa che le strutture e i fenomeni che osserviamo in natura non sono altro che creazioni della nostra mente che misura e classifica.&nbsp;\u00c8 questo uno dei canoni fondamentali della filosofia orientale. I mistici orientali ci dicono ripetutamente che tutte le cose e tutti gli eventi che percepiamo sono creazioni della nostra mente, che sorgono da un particolare stato di coscienza e che si dissolvono di nuovo se questo stato \u00e8 trasceso.<\/em><\/p>\n<p><em>Dice A\u015bvagho\u015fa:&nbsp;\u00abQuando non si riconosce l&#8217;unicit\u00e0 nella totalit\u00e0 delle cose, allora nasce l&#8217;ignoranza come pure la particolarizzazione, e di conseguenza si sviluppano tutte le fasi della mente corrotta&#8230; Tutti i fenomeni del mondo non sono altro che manifestazioni illusorie della mente e non hanno alcuna realt\u00e0 in se stessi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;I King, i processi fondamentali, chiamati \u00abi mutamenti\u00bb, sono considerati essenziali per la comprensione di tutti i fenomeni naturali:&nbsp;\u00abSono i mutamenti quello per cui i santi e saggi hanno scandagliato ogni profondit\u00e0 ed afferrato ogni germe\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>In un universo che \u00e8 un tutto inseparabile e dove tutte le forme sono fluide e sempre mutevoli, non c&#8217;\u00e8 posto per nessuna entit\u00e0 stabilmente fondamentale. <\/em><\/p>\n<p><em>la filosofia del bootstrap secondo la quale l&#8217;universo \u00e8 un tutto interconnesso in cui nessuna parte \u00e8 pi\u00f9 fondamentale delle altre, cosicch\u00e9 le propriet\u00e0 di una parte qualsiasi sono determinate da quelle di tutte le altre. In questo senso, si potrebbe dire che ogni parte \u00abcontiene\u00bb tutte le altre e, in realt\u00e0, una percezione di mutua incorporazione sembra essere una caratteristica dell&#8217;esperienza mistica della natura. Come dice Shri Aurobindo, \u00abPer il senso supermentale non vi \u00e8 nulla di realmente delimitato: esso si fonda sulla percezione del tutto in ogni cosa e di ogni cosa nel tutto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec si esprime Sir Charles Eliot:&nbsp;\u00abSi dice che nel cielo di Indra esiste una rete di perle disposta in modo tale che, se se ne osserva una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non \u00e8 semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto, e in effetti \u00e8 ogni altra cosa. \u201cIn ogni particella di polvere, sono presenti innumerevoli Buddha\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Io credo che la concezione del mondo implicita nella fisica moderna sia incompatibile con la nostra attuale societ\u00e0, la quale non riflette l&#8217;armonioso interrelarsi delle cose che osserviamo in natura. Per raggiungere un tale stato di equilibrio dinamico sar\u00e0 necessaria una struttura economica e sociale radicalmente differente: una rivoluzione culturale nel vero senso della parola. La sopravvivenza della nostra intera civilt\u00e0 pu\u00f2 dipendere dalla nostra capacit\u00e0 di effettuare un simile cambiamento. Essa dipender\u00e0, in definitiva, dalla nostra capacit\u00e0 di assumere alcuni degli atteggiamenti yin del misticismo orientale, per esperire la globalit\u00e0 della natura e attingere l&#8217;arte di vivere in armonia con essa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Fritjof Capra, 1989 \u2013 Adelphi \u2013 pp. 381 \u2013 \u20ac 13, 00. &nbsp; Il mondo naturale, d&#8217;altra parte, \u00e8 un mondo di variet\u00e0 e complessit\u00e0 infinite, un mondo multidimensionale che non contiene n\u00e9 linee rette n\u00e9 forme perfettamente regolari, nel quale le cose non avvengono in successione ma tutte contemporaneamente; un mondo in cui \u2013 come ci insegna la fisica moderna \u2013 persino lo spazio vuoto ha una curvatura. Il Tao della Fisica di Fritjof Capra unisce i mondi apparentemente distanti della scienza e della spiritualit\u00e0. Pubblicato per la prima volta nel 1975, il libro ha infranto le barriere tra le due discipline, aprendo nuovi orizzonti di pensiero e stimolando una serie di riflessioni sulla natura dell&#8217;universo. Capra esplora le similitudini tra le antiche filosofie orientali, in particolare il taoismo, e le teorie scientifiche moderne, quali la fisica quantistica e la teoria dei campi. L&#8217;autore dimostra abilmente come concetti quali il Tao, il principio dell&#8217;interconnessione e la fluidit\u00e0 delle cose, che hanno radici nella filosofia cinese, siano paralleli alle scoperte scientifiche sulla natura fondamentale della realt\u00e0. Uno dei punti centrali del libro \u00e8 l&#8217;idea che la realt\u00e0 non sia separata, ma interconnessa. Capra traccia parallelismi tra il concetto di interdipendenza nel taoismo e la visione moderna della fisica che enfatizza l&#8217;entanglement quantistico, dimostrando come queste prospettive convergano verso un&#8217;unit\u00e0 profonda nell&#8217;universo. L&#8217;approccio di Capra \u00e8 rigoroso dal punto di vista scientifico, ma allo stesso tempo riesce a comunicare concetti complessi in modo accessibile anche a chi non \u00e8 esperto nel campo della fisica teorica. L&#8217;autore evita di cadere nella trappola di ridurre la spiritualit\u00e0 a una mera spiegazione scientifica, ma invita i lettori a riflettere sulla possibilit\u00e0 che scienza e spiritualit\u00e0 possano entrambe offrire prospettive valide e arricchirsi a vicenda. Annotazioni: \u00ab\u00c8 probabilmente vero in linea di massima che della storia del pensiero umano gli sviluppi pi\u00f9 fruttuosi si verificano spesso ai punti d&#8217;interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perci\u00f2, se esse realmente s&#8217;incontrano, cio\u00e8, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a un&#8217;effettiva interazione, si pu\u00f2 allora sperare che possano seguirne nuovi e interessanti sviluppi\u00bb&nbsp;(Werner Heisenberg) Il termine \u00abfisica\u00bb deriva da questa parola greca e perci\u00f2 significava, originariamente, lo sforzo di scoprire la natura essenziale di tutte le cose. \u00abcoloro che pensano che la materia sia animata\u00bb \u00abColui che, risiedendo in tutti gli esseri, da tutti gli esseri \u00e8 diverso, lui che tutti gli esseri non conoscono, per il quale tutti gli esseri sono corpo, lui che governa dall&#8217;interno tutti gli esseri, questi \u00e8 il tuo \u0101tman, l&#8217;intimo reggitore, l&#8217;immortale\u00bb come dice Werner Heisenberg, \u00abogni parola o concetto, per chiari che possano sembrare, hanno soltanto un campo limitato di applicabilit\u00e0\u00bb. Il saggio taoista Chuang-tzu ha scritto:&nbsp;\u00abIl fine della nassa \u00e8 il pesce: preso il pesce metti da parte la nassa. IL fine del calappio \u00e8 la lepre: presa la lepre metti da parte il calappio. Il fine delle parole \u00e8 l&#8217;idea: afferrata l&#8217;idea metti da parte le parole\u00bb \u00abEssendosi concentrato su ci\u00f2 che \u00e8 di l\u00e0 dall&#8217;udito, di l\u00e0 dal tatto, di l\u00e0 dalla vista, di l\u00e0 dal gusto e dall&#8217;olfatto, che \u00e8 indefettibile ed eterno, senza principio e senza fine, pi\u00f9 grande del grande, duraturo, l&#8217;uomo si salva dalle fauci della morte\u00bb. La conoscenza che deriva da un&#8217;esperienza di questo tipo viene chiamata dai Buddhisti \u00abconoscenza assoluta\u00bb La conoscenza assoluta \u00e8 quindi un&#8217;esperienza della realt\u00e0 totalmente non intellettuale, un&#8217;esperienza che nasce da uno stato di coscienza non ordinario, che pu\u00f2 essere chiamato uno stato \u00abmeditativo\u00bb o mistico. In fisica la conoscenza viene acquisita attraverso il processo di ricerca scientifica che si pu\u00f2 considerare avvenga in tre fasi successive. Dapprima si raccolgono i dati sperimentali riguardanti il fenomeno che dev&#8217;essere spiegato. Nella seconda fase, i dati sperimentali vengono correlati con simboli matematici e si elabora uno schema matematico che leghi questi simboli in modo preciso e coerente. Di solito, uno schema di questo tipo viene chiamato modello matematico oppure, se \u00e8 pi\u00f9 generale, teoria. Quest&#8217;ultima viene quindi utilizzata per predire i risultati di ulteriori esperimenti che vengono effettuati per controllare tutte le implicazioni della teoria stessa. alla fine del loro lavoro, essi vorranno divulgare al pubblico i risultati ottenuti e dovranno allora esprimerli in forma pi\u00f9 semplice. Per far ci\u00f2 dovranno costruire con il linguaggio comune un modello che interpreti il loro schema matematico. La formulazione di un siffatto modello verbale, che costituisce il terzo momento del processo di ricerca, rappresenta anche per gli stessi fisici un criterio di valutazione della comprensione raggiunta. Questo modo di procedere, per cui ogni teoria \u00e8 saldamente basata sull&#8217;esperimento, \u00e8 noto come metodo scientifico e vedremo che esiste qualcosa di analogo anche nella filosofia orientale. le parole che usiamo nel nostro linguaggio non sono definite con chiarezza; anzi esse hanno diversi significati, molti dei quali, quando sentiamo una determinata parola, sfiorano solo vagamente la nostra mente e rimangono in buona parte nel nostro subconscio. L&#8217;imprecisione e l&#8217;ambiguit\u00e0 del nostro linguaggio sono indispensabili per i poeti i quali lavorano molto per associazioni, utilizzando i diversi strati subconsci del linguaggio stesso. Lo Zen, che ebbe origine in seno al Buddhismo ma fu fortemente influenzato dal Taoismo, si vanta di essere \u00absenza parole, senza spiegazioni, senza istruzioni, senza conoscenza\u00bb. Esso si concentra quasi interamente sull&#8217;esperienza di illuminazione e si interessa solo marginalmente di interpretare questa esperienza. Un pensiero Zen molto noto dice: \u00abNell&#8217;istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge\u00bb. Nel Taoismo, questo concetto di osservazione \u00e8 racchiuso nel nome stesso col quale si indicano i templi taoisti, kuan, il cui significato originario \u00e8 quello di \u00abosservare\u00bb. I Taoisti considerano quindi i loro templi come luoghi di osservazione. Quando i mistici orientali parlano del \u00abvedere\u00bb, essi si riferiscono a un tipo di percezione che pu\u00f2 anche comprendere la percezione visiva, ma che sempre la trascende in maniera sostanziale per divenire un&#8217;esperienza non sensoriale della realt\u00e0. l&#8217;improvviso ricordarsi di qualcosa \u00e8 particolarmente pertinente al Buddhismo, secondo il quale la nostra natura originaria \u00e8 quella del Buddha illuminato, realt\u00e0 che in seguito noi abbiamo dimenticato. nel Tao-t\u00ea-ching leggiamo: \u00abSe non se ne ridesse, la Via non meriterebbe di essere considerata tale\u00bb. In Giappone, la forte influenza dello Zen sulla tradizione dei samurai dette origine al bushido, \u00abla via del guerriero\u00bb, un&#8217;arte della spada in cui l&#8217;intuito spirituale dello schermidore raggiunge la pi\u00f9 alta perfezione. Secondo Ananda Coomaraswamy \u00abil mito \u00e8 la migliore approssimazione alla verit\u00e0 assoluta esprimibile con parole\u00bb. koan, quei rompicapo apparentemente privi di senso, che sono usati da molti maestri Zen per trasmettere il loro insegnamento. I koan presentano importanti analogie con la fisica moderna La contraddizione, che tanto sconcerta il modo di pensare ordinario, deriva dal fatto che dobbiamo usare il linguaggio per comunicare la nostra esperienza interiore, la quale per sua stessa natura trascende le possibilit\u00e0 della lingua. (D.T. Suzuki) I problemi del linguaggio sono qui veramente gravi. Noi desideriamo parlare in qualche modo della struttura degli atomi &#8230; Ma non possiamo parlare degli atomi servendoci del linguaggio ordinario. (W. Heisenberg) ogni carica crea nello spazio circostante \u00abuna perturbazione\u00bb, o \u00abuna condizione\u00bb, tale che un&#8217;altra carica, se presente, avverte una forza. Questa condizione dello spazio che ha la capacit\u00e0 di produrre una forza \u00e8 chiamata campo. Essa \u00e8 generata da una singola carica ed esiste indipendentemente dal fatto che un&#8217;altra carica sia o meno presente nel campo e ne avverta l&#8217;effetto. A livello subatomico, la materia non si trova con certezza in luoghi ben precisi, ma mostra piuttosto una \u00abtendenza a trovarsi\u00bb in un determinato luogo, e gli eventi atomici non avvengono con certezza in determinati istanti e in determinati modi, ma mostrano una \u00abtendenza ad avvenire\u00bb. Nel formalismo della meccanica quantistica, queste tendenze sono espresse come probabilit\u00e0 e sono associate a quantit\u00e0 matematiche che prendono la forma di onde; ecco perch\u00e9 le particelle possono essere allo stesso tempo onde. Esse non sono onde tridimensionali \u00abreali\u00bb, come le onde sonore o le onde nell&#8217;acqua, ma sono \u00abonde di probabilit\u00e0\u00bb, quantit\u00e0 matematiche astratte che hanno tutte le propriet\u00e0 caratteristiche delle onde e sono legate alle probabilit\u00e0 di trovare le particelle in particolari punti dello spazio e in particolari istanti di tempo. Tutte le leggi della fisica atomica sono espresse in funzione di queste probabilit\u00e0. Nella fisica atomica, non possiamo mai parlare della natura senza parlare, nello stesso tempo, di noi stessi. La meccanica quantistica ha mostrato che tutte queste sorprendenti propriet\u00e0 degli atomi derivano dalla natura ondulatoria dei loro elettroni. Per prima cosa, l&#8217;aspetto solido della materia \u00e8 una conseguenza di un tipico \u00abeffetto quantistico\u00bb collegato al comportamento duale onda-particella della materia, una caratteristica del mondo subatomico che non trova l&#8217;analogo nel mondo macroscopico. L&#8217;elettrone di un atomo di idrogeno, ad esempio, pu\u00f2 trovarsi soltanto in certe orbite chiamate prima, seconda, terza orbita, ecc., e in nessuna posizione intermedia. In condizioni normali esso si trova sempre nell&#8217;orbita pi\u00f9 bassa, e questo \u00e8 lo \u00abstato fondamentale\u00bb dell&#8217;atomo. Da questa orbita l&#8217;elettrone, se riceve la quantit\u00e0 di energia necessaria, pu\u00f2 saltare in un&#8217;orbita pi\u00f9 alta e in tal caso si dice che l&#8217;atomo \u00e8 in uno \u00abstato eccitato\u00bb; da questo stato ritorner\u00e0 a quello fondamentale dopo un breve istante, mentre l&#8217;elettrone restituir\u00e0 l&#8217;energia eccedente sotto forma di un quanto di radiazione elettromagnetica, o fotone. l&#8217;Induismo, \u00e8 l&#8217;idea che la moltitudine di cose e di eventi che ci circondano non siano altro che differenti manifestazioni della stessa realt\u00e0 ultima. Questa realt\u00e0, chiamata Brahman, \u00e8 il concetto unificante che d\u00e0 all&#8217;Induismo il suo carattere essenzialmente monistico nonostante l&#8217;adorazione di un gran numero di d\u00e8i e di dee. Brahman, la realt\u00e0 ultima, \u00e8 inteso come il vero \u00abs\u00e9\u00bb, l&#8217;anima o l&#8217;essenza intima, di tutte le cose. Esso \u00e8 infinito e trascende tutti i concetti; non pu\u00f2 essere compreso dall&#8217;intelletto n\u00e9 adeguatamente descritto a parole: \u00abil supremo Brahman senza principio, n\u00e9 essere n\u00e9 non essere\u00bb.48 E ancora: \u00abimperscrutabile \u00e8 questo supremo S\u00e9 immensurabile, non nato, impensabile, di cui non si pu\u00f2 parlare\u00bb. Karman, che significa \u00abazione\u00bb, \u00e8 il principio attivo del gioco, \u00e8 l&#8217;universo intero in azione, dove tutto \u00e8 dinamicamente connesso con tutto il resto. Per usare le parole della G\u012bt\u0101 \u00abKarman \u00e8 la forza creatrice che d\u00e0 origine all&#8217;esistenza degli esseri\u00bb. Tutte le azioni avvengono per l&#8217;intrecciarsi delle forze della natura; (ma) colui che \u00e8 traviato dal sentimento del proprio ego pensa: \u201csono io colui che fa\u201d. \u00abMa colui che conosce il rapporto fra le forze della natura e le azioni vede come certe forze della natura agiscono su altre, e non ne diviene schiavo\u00bb. moksa, o \u00ab liberazione\u00bb, nella filosofia ind\u00f9 ed \u00e8 la vera essenza dell&#8217;Induismo. Un altro metodo di liberazione importante e autorevole \u00e8 noto come yoga, termine che significa \u00abmettere il giogo\u00bb, \u00abunire\u00bb, e che indica l&#8217;unione dell&#8217;anima individuale con il Brahman. La Prima Nobile Verit\u00e0 indica la principale caratteristica della condizione umana, duhkha, che \u00e8 dolore o frustrazione. Questa frustrazione deriva dalla difficolt\u00e0 che abbiamo ad affrontare il fatto fondamentale della vita, il fatto cio\u00e8 che intorno a noi tutto \u00e8 precario e transitorio. \u00abTutte le cose nascono e muoiono\u00bb55 diceva il Buddha, e l&#8217;idea che il fluire e il mutare sono aspetti fondamentali della natura sta alle radici del Buddhismo. L&#8217;asserzione di N\u0101g\u0101rjuna che la natura essenziale della realt\u00e0 \u00e8 vacuit\u00e0 \u00e8 quindi ben lontana dall&#8217;essere quell&#8217;affermazione nichilista con la quale spesso viene confusa. Essa significa semplicemente che tutti i concetti elaborati dalla mente umana a proposito della realt\u00e0 sono, in ultima analisi, nient&#8217;altro che vuoto. La realt\u00e0 stessa, o vacuit\u00e0, non \u00e8 uno stato di puro non-essere, ma \u00e8 la sorgente stessa di tutta la vita e l&#8217;essenza di tutte le forme. Nel Mah\u0101y\u0101na, la vera saggezza illuminata (bodhi) \u00e8 considerata come costituita da due elementi che D. T. Suzuki ha definito \u00abi due pilastri che sostengono il grande edificio del Buddhismo\u00bb. Essi sono prajn\u0101, che \u00e8 saggezza trascendentale o intelligenza intuitiva, e karun\u0101, che \u00e8 amore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[545,2150,2153,1356,2152,2115,2149,2151],"class_list":["post-6373","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-adelphi","tag-capra","tag-entaglement","tag-fisica-quantistica","tag-quanti","tag-spiritualita","tag-tao-della-fisica","tag-taoismo"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6373"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6379,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6373\/revisions\/6379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}