{"id":6380,"date":"2023-08-27T19:28:45","date_gmt":"2023-08-27T17:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6380"},"modified":"2023-08-29T13:11:01","modified_gmt":"2023-08-29T11:11:01","slug":"storia-di-un-sodalizio-di-saja","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/storia-di-un-sodalizio-di-saja\/","title":{"rendered":"Storia di un sodalizio di Saja"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La rubrica <strong>Avanscoperta<\/strong> ospita oggi &#8220;<strong><em>Storia di un sodalizio<\/em><\/strong>&#8221; &#8211; raccolta del carteggio tra gli scrittori siciliani <strong>Antonio Castelli e Leonardo Sciascia<\/strong> &#8211; di Giuseppe <strong>Saja <\/strong>per<strong> Salvatore Sciascia editore<\/strong>.<br \/>\nDottore di ricerca in italianistica, Saja si \u00e8 occupato soprattutto della letteratura siciliana del secondo Ottocento e del Novecento e dell\u2019opera di Federigo Tozzi. Tra i suoi testi ricordiamo <em>\u00abIl Momento\u00bb. Identit\u00e0 d\u2019una rivista di fine Ottocento. Con gli indici del periodico (1883-1885); Il silenzio e l\u2019azzardo. Narratori e poeti siciliani del \u2019900; Impasse relazionale e solipsismo in Con gli occhi chiusi e altri saggi tozziani; Federigo Tozzi. \u2018Incontri\u2019 siciliani. <\/em>Ha curato, inoltre, il volume<em> &#8220;Opere&#8221; <\/em>che raccoglie tutti gli scritti di Castelli<em>, <\/em>&nbsp;titoli usciti per i tipi della casa editrice Salvatore Sciascia.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cLeonardo Sciascia \u00e8 un maestro. Per l\u2019Italia e l\u2019Europa \u00e8 una coscienza. Per la Sicilia \u00e8 una coscienza e anche la seconda vista; spesso la pi\u00f9 valida, qualche volta, ahim\u00e8, la sola valida\u201d.<\/em><br \/>\n(A. Castelli, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Cefal\u00f9)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/saja.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6385 size-medium\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/saja-210x300.png\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/saja-210x300.png 210w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/saja.png 609w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c&#8230; E mi hanno accompagnato in questo lavoro, cos\u00ec come certi temi e frasi musicali per ore o per giornate intere a volte ci accompagnano, certe notazioni (di natura musicale appunto) del mio amico Antonio Castelli: quelle che nel suo finissimo libro che s\u2019intitola Gli ombelichi tenui dicono delle nostre radici (sue come mie), del nostro respiro, della nostra misura umana nel paese in cui siamo nati &#8230;\u201d.<\/em><br \/>\n(L. Sciascia, Morte dell\u2019inquisitore; nota finale)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo invitato l&#8217;autore a parlarci del suo lavoro.<br \/>\n<em>Il volume viene pubblicato in occasione del centenario della nascita dello scrittore castelbuonese <\/em>Antonio Castelli<em> (14 settembre 1923 \u2013 11 giugno 1988), grazie all&#8217;intelligente sinergia tra la casa editrice <\/em>Salvatore Sciascia<em> e la <\/em>Fondazione Mandralisca di Cefal\u00f9<em>.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il libro ripercorre i momenti salienti dell\u2019amicizia tra <\/em>Antonio Castelli <em>e <\/em>Leonardo Sciascia<em> e presenta il piccolo carteggio intercorso tra i due. Sciascia riconobbe a Castelli, autore soprattutto de <\/em>Gli ombelichi tenui (Lerici, 1962)<em> e di <\/em>Entromondo (Vallecchi, 1967<em>), tra gli altri meriti quello di aver formalizzato nella concisione di un\u2019ispirata espressione, \u201c<\/em>Paese come cosmo<em>\u201d, una visione del mondo con la quale tentare di comprendere realt\u00e0 pi\u00f9 complesse rispetto a quelle, pur vitali ed essenziali, dei piccoli centri urbani. Il volume propone, in appendice, i testi in cui Sciascia scrisse in modo esplicito di Castelli e la prosa che quest\u2019ultimo volle dedicare a Cefal\u00f9, suo luogo d\u2019elezione. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel volume vengono messi in risalto la profondit\u00e0 e la modernit\u00e0 del pensiero-scrittura di Castelli, la sua consapevole distanza dalle asfittiche catene del localismo, dalle sabbie mobili della territorialit\u00e0 culturale, il suo essere sempre dalla parte degli emarginati. In Castelli, questo definirsi della sua identit\u00e0 intellettuale, e per ci\u00f2 stesso esistenziale (ideologia, Weltanschauung, scrittura), conosce una progressiva maturazione dai caratteri e dagli aforismi degli Ombelichi tenui alle prose pi\u00f9 intime e sperimentali di Entromondo: se ne resero ben conto, oltre a Sciascia, Luzi, Bilenchi, Pampaloni, Flaiano e Consolo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;opera narrativa di Castelli, che fu anche fine intenditore di musica, dimostra pure che ogni artista, che abbia una sua riconoscibile poetica, sperimenta un modo personale di partecipare alla temperie culturale del suo tempo: pu\u00f2 abbracciarla senza riserve, pu\u00f2 prenderne le distanze, pu\u00f2, come fece Castelli, accoglierne alcuni contenuti rivendicando, per\u00f2, un\u2019autonomia nel formalizzarli. Ci\u00f2 che unisce le numerose tessere della produzione di Castelli \u00e8 il collante dello stile che, per lo scrittore madonita, \u00e8 \u00abper tanta parte un problema di manutenzione del vocabolario\u00bb. Anche qui, per\u00f2, sono da evitare interpretazioni superficiali: la \u201cmanutenzione\u201d di cui ci parla lo scrittore non \u00e8 un vuoto e pedante gioco formalistico; ma, etimologicamente, significa mantenere in ordine, cio\u00e8 tentare di raggiungere quel delicatissimo equilibrio tra forma e contenuto, per dirla con il vecchio De Sanctis.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica Avanscoperta ospita oggi &#8220;Storia di un sodalizio&#8221; &#8211; raccolta del carteggio tra gli scrittori siciliani Antonio Castelli e Leonardo Sciascia &#8211; di Giuseppe Saja per Salvatore Sciascia editore. Dottore di ricerca in italianistica, Saja si \u00e8 occupato soprattutto della letteratura siciliana del secondo Ottocento e del Novecento e dell\u2019opera di Federigo Tozzi. Tra i suoi testi ricordiamo \u00abIl Momento\u00bb. Identit\u00e0 d\u2019una rivista di fine Ottocento. Con gli indici del periodico (1883-1885); Il silenzio e l\u2019azzardo. Narratori e poeti siciliani del \u2019900; Impasse relazionale e solipsismo in Con gli occhi chiusi e altri saggi tozziani; Federigo Tozzi. \u2018Incontri\u2019 siciliani. Ha curato, inoltre, il volume &#8220;Opere&#8221; che raccoglie tutti gli scritti di Castelli, &nbsp;titoli usciti per i tipi della casa editrice Salvatore Sciascia. \u201cLeonardo Sciascia \u00e8 un maestro. Per l\u2019Italia e l\u2019Europa \u00e8 una coscienza. Per la Sicilia \u00e8 una coscienza e anche la seconda vista; spesso la pi\u00f9 valida, qualche volta, ahim\u00e8, la sola valida\u201d. (A. 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Il libro ripercorre i momenti salienti dell\u2019amicizia tra Antonio Castelli e Leonardo Sciascia e presenta il piccolo carteggio intercorso tra i due. Sciascia riconobbe a Castelli, autore soprattutto de Gli ombelichi tenui (Lerici, 1962) e di Entromondo (Vallecchi, 1967), tra gli altri meriti quello di aver formalizzato nella concisione di un\u2019ispirata espressione, \u201cPaese come cosmo\u201d, una visione del mondo con la quale tentare di comprendere realt\u00e0 pi\u00f9 complesse rispetto a quelle, pur vitali ed essenziali, dei piccoli centri urbani. Il volume propone, in appendice, i testi in cui Sciascia scrisse in modo esplicito di Castelli e la prosa che quest\u2019ultimo volle dedicare a Cefal\u00f9, suo luogo d\u2019elezione. Nel volume vengono messi in risalto la profondit\u00e0 e la modernit\u00e0 del pensiero-scrittura di Castelli, la sua consapevole distanza dalle asfittiche catene del localismo, dalle sabbie mobili della territorialit\u00e0 culturale, il suo essere sempre dalla parte degli emarginati. In Castelli, questo definirsi della sua identit\u00e0 intellettuale, e per ci\u00f2 stesso esistenziale (ideologia, Weltanschauung, scrittura), conosce una progressiva maturazione dai caratteri e dagli aforismi degli Ombelichi tenui alle prose pi\u00f9 intime e sperimentali di Entromondo: se ne resero ben conto, oltre a Sciascia, Luzi, Bilenchi, Pampaloni, Flaiano e Consolo. 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