{"id":6570,"date":"2024-05-23T13:19:40","date_gmt":"2024-05-23T11:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6570"},"modified":"2024-05-23T13:33:29","modified_gmt":"2024-05-23T11:33:29","slug":"tommaso-giartosio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/tommaso-giartosio\/","title":{"rendered":"Tommaso Giartosio"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; continua il viaggio tra le pagine degli autori candidati al <strong>Premio Strega 2024<\/strong>. In questa occasione l&#8217;ospite \u00e8 <strong>Tommaso Giartosio<\/strong>. Autore e poeta, conduce la rubrica radiofonica <em>Fahrenheit<\/em> su <strong>Rai RadioTre<\/strong>. Debutta con il romanzo <em>Doppio ritratto<\/em> (1998, Fazi &#8211; vincitore del <strong>Premio Bagutta<\/strong> opera prima), del 2019 (Einaudi) \u00e8 il suo primo libro di poesie <em>Come sarei felice. Storia con padre<\/em>. Tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo <em>L\u2019O di Roma<\/em> (2012, Laterza), <em>Non aver mai finito di dire. Classici gay, letture queer <\/em>(2017, Quodlibet). Con il romanzo <em>Autobiogrammatica<\/em> (2024, Minimum fax) \u00e8 approdato tra i dodici finalisti allo Strega 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tomm-2019-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6571\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tomm-2019-1-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tomm-2019-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tomm-2019-1.jpeg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[foto concessa dall&#8217;autore]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova e la consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando un\u2019idea si presenta alla mia immaginazione non \u00e8 ancora l\u2019Idea. \u00c8 un\u2019idea. A farne qualcosa di praticabile e credibile \u00e8 proprio il lavoro di modellazione, che si ripete per stesure successive come un\u2019acquarello, e per certi versi non \u00e8 mai compiuto; l&#8217;idea non perviene mai ad avere un\u2019iniziale maiuscola. La sensazione di compiutezza pu\u00f2 riguardare una pagina, un passaggio, un episodio, o anche un buon explicit (per rispondere cos\u00ec alla domanda 2); per l\u2019intero progetto c\u2019\u00e8 al massimo l\u2019impressione che non crolli, che possa reggere il peso di una lettura.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788833894867_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6572\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788833894867_0_536_0_75-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788833894867_0_536_0_75-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788833894867_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nella mia vita, come in quella di tanti scrittori e scrittrici, ci sono stati innumerevoli momenti che costituivano tappe successive di consapevolezza della vocazione. La pi\u00f9 importante \u00e8 stata nell\u2019infanzia, e non ha data. La seconda in ordine di importanza ha avuto luogo nell\u2019estate dei ventidue anni. Credo che ne scriver\u00f2 nel prossimo libro.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788806233723_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6573 size-medium\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788806233723_0_536_0_75-170x300.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788806233723_0_536_0_75-170x300.jpg 170w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788806233723_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile ci vincola se \u00e8 meramente esteriore. Una camicia di forza ci vincola, la nostra pelle no.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788881120765_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6574\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788881120765_0_536_0_75-174x300.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788881120765_0_536_0_75-174x300.jpg 174w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/9788881120765_0_536_0_75.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Credo che la scrittura incida sempre sulla societ\u00e0 e sia sempre politica, ma sempre in modo indiretto e perfino imprevedibile. L\u2019azione diretta non trova posto nella cassetta degli attrezzi della letteratura. Puoi anche usare un libro di poesie come oggetto contundente, ma non \u00e8 cos\u00ec che funziona.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; continua il viaggio tra le pagine degli autori candidati al Premio Strega 2024. In questa occasione l&#8217;ospite \u00e8 Tommaso Giartosio. Autore e poeta, conduce la rubrica radiofonica Fahrenheit su Rai RadioTre. Debutta con il romanzo Doppio ritratto (1998, Fazi &#8211; vincitore del Premio Bagutta opera prima), del 2019 (Einaudi) \u00e8 il suo primo libro di poesie Come sarei felice. Storia con padre. Tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo L\u2019O di Roma (2012, Laterza), Non aver mai finito di dire. Classici gay, letture queer (2017, Quodlibet). Con il romanzo Autobiogrammatica (2024, Minimum fax) \u00e8 approdato tra i dodici finalisti allo Strega 2024. [foto concessa dall&#8217;autore] Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova e la consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Quando un\u2019idea si presenta alla mia immaginazione non \u00e8 ancora l\u2019Idea. \u00c8 un\u2019idea. A farne qualcosa di praticabile e credibile \u00e8 proprio il lavoro di modellazione, che si ripete per stesure successive come un\u2019acquarello, e per certi versi non \u00e8 mai compiuto; l&#8217;idea non perviene mai ad avere un\u2019iniziale maiuscola. La sensazione di compiutezza pu\u00f2 riguardare una pagina, un passaggio, un episodio, o anche un buon explicit (per rispondere cos\u00ec alla domanda 2); per l\u2019intero progetto c\u2019\u00e8 al massimo l\u2019impressione che non crolli, che possa reggere il peso di una lettura. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Nella mia vita, come in quella di tanti scrittori e scrittrici, ci sono stati innumerevoli momenti che costituivano tappe successive di consapevolezza della vocazione. La pi\u00f9 importante \u00e8 stata nell\u2019infanzia, e non ha data. La seconda in ordine di importanza ha avuto luogo nell\u2019estate dei ventidue anni. Credo che ne scriver\u00f2 nel prossimo libro. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile ci vincola se \u00e8 meramente esteriore. Una camicia di forza ci vincola, la nostra pelle no. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Credo che la scrittura incida sempre sulla societ\u00e0 e sia sempre politica, ma sempre in modo indiretto e perfino imprevedibile. L\u2019azione diretta non trova posto nella cassetta degli attrezzi della letteratura. 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