{"id":6601,"date":"2024-09-23T10:26:09","date_gmt":"2024-09-23T08:26:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6601"},"modified":"2025-08-20T14:34:25","modified_gmt":"2025-08-20T12:34:25","slug":"rosella-postorino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/rosella-postorino\/","title":{"rendered":"Rosella Postorino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande uno stile&#8221; ospita Rosella Postorino.<br \/>\nVive tra i libri e di libri. Editor e scrittrice, nasce a Reggio Calabria, cresce in Liguria e adesso vive e lavora a Roma. Il suo esordio letterario avviene con il racconto <em>In una capsula<\/em>, [incluso nell&#8217;antologia <em>Ragazze che dovresti conoscere<\/em> &#8211; Einaudi Stile Libero, 2004].<br \/>\nSuoi i romanzi <em>La stanza di sopra<\/em> (Neri Pozza, 2007 poi in Feltrinelli, 2018; vincitore del Premio Rapallo Carige Opera Prima), <em>L\u2019estate che perdemmo Dio<\/em> (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e <em>Il corpo docile<\/em> (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne). Ha scritto anche per il teatro <em>Tu (non) sei il tuo lavoro<\/em> (in Working for Paradise, Bompiani, 2009) e il saggio <em>Il mare in salita<\/em> (Laterza, 2011).<br \/>\nCon il romanzo <em><strong>Le assaggiatrici<\/strong><\/em> (Feltrinelli, 2018) ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il <em>Premio Campiello<\/em> 2018. La versione francese del libro (<em>La Go\u00fbteuse d\u2019Hitler<\/em>, ed. Albin Michel) ha vinto il <em>Prix Jean Monnet<\/em>.&nbsp;Con <em>Mi limitavo ad amare te<\/em> (2023, Feltrinelli), ha vinto il Premio Asti d\u2019Appello 2023 ed \u00e8 stata finalista al <strong>Premio Strega<\/strong> 2023.<br \/>\n<em>Nei nervi e nel cuore. Memoriale per il presente<\/em> \u00e8 il suo ultimo lavoro appena pubblicato da Solferino.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/postorino_2023.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6602\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/postorino_2023.jpg.600x800_q50_upscale-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/postorino_2023.jpg.600x800_q50_upscale-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/postorino_2023.jpg.600x800_q50_upscale-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/postorino_2023.jpg.600x800_q50_upscale.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"font-size: 8pt;\">[Foto tratta dal sito Feltrinelli editore]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dipende. Entusiasmo, perplessit\u00e0, scetticismo, euforia esagerata, disperazione. Di solito tutto insieme, a giorni alterni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788828215622_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6603\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788828215622_0_536_0_75-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788828215622_0_536_0_75-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788828215622_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non funziona sempre nello stesso modo. A volte si conosce l\u2019ultima parola dall\u2019inizio e si scrive tutto il racconto per raggiungerla, altre volte l\u2019ultimo capitolo di un romanzo viene eliminato, altre volte la scena finale di un romanzo emerge man mano che la fine si avvicina, e lo si sente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>S\u00ec. Volevo scrivere da quando avevo dodici anni, ma ho deciso che avrei provato a farlo davvero \u2013 cio\u00e8 che avrei provato a pubblicare \u2013 durante il mio primo anno a Roma, perch\u00e9 ero molto infelice del lavoro che facevo e della vita che conducevo, e ho pensato che dovevo finalmente autorizzarmi a inseguire il mio desiderio, per quanto spaventoso fosse.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807035265_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6604\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807035265_0_536_0_75-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807035265_0_536_0_75-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807035265_0_536_0_75.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non capisco la domanda. Lo stile \u00e8 una ricerca che in parte ha a che fare con il respiro di uno scrittore, in parte \u00e8 legato a quel preciso romanzo, a quella precisa storia.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807032691_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6605\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807032691_0_536_0_75-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807032691_0_536_0_75-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9788807032691_0_536_0_75.jpg 402w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ogni gesto umano \u00e8 politico. Detto questo, credo che la letteratura non debba porsi obiettivi politici. Deve porsi l\u2019obiettivo di raccontare l\u2019umano nel modo pi\u00f9 autentico possibile, liberandosi di ogni pacchetto di giudizi e immagini e parole precodificati.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande uno stile&#8221; ospita Rosella Postorino. Vive tra i libri e di libri. Editor e scrittrice, nasce a Reggio Calabria, cresce in Liguria e adesso vive e lavora a Roma. Il suo esordio letterario avviene con il racconto In una capsula, [incluso nell&#8217;antologia Ragazze che dovresti conoscere &#8211; Einaudi Stile Libero, 2004]. Suoi i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza, 2007 poi in Feltrinelli, 2018; vincitore del Premio Rapallo Carige Opera Prima), L\u2019estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne). Ha scritto anche per il teatro Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009) e il saggio Il mare in salita (Laterza, 2011). Con il romanzo Le assaggiatrici (Feltrinelli, 2018) ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello 2018. La versione francese del libro (La Go\u00fbteuse d\u2019Hitler, ed. Albin Michel) ha vinto il Prix Jean Monnet.&nbsp;Con Mi limitavo ad amare te (2023, Feltrinelli), ha vinto il Premio Asti d\u2019Appello 2023 ed \u00e8 stata finalista al Premio Strega 2023. Nei nervi e nel cuore. Memoriale per il presente \u00e8 il suo ultimo lavoro appena pubblicato da Solferino. [Foto tratta dal sito Feltrinelli editore] Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Dipende. Entusiasmo, perplessit\u00e0, scetticismo, euforia esagerata, disperazione. Di solito tutto insieme, a giorni alterni. &nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Non funziona sempre nello stesso modo. A volte si conosce l\u2019ultima parola dall\u2019inizio e si scrive tutto il racconto per raggiungerla, altre volte l\u2019ultimo capitolo di un romanzo viene eliminato, altre volte la scena finale di un romanzo emerge man mano che la fine si avvicina, e lo si sente. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d S\u00ec. Volevo scrivere da quando avevo dodici anni, ma ho deciso che avrei provato a farlo davvero \u2013 cio\u00e8 che avrei provato a pubblicare \u2013 durante il mio primo anno a Roma, perch\u00e9 ero molto infelice del lavoro che facevo e della vita che conducevo, e ho pensato che dovevo finalmente autorizzarmi a inseguire il mio desiderio, per quanto spaventoso fosse. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Non capisco la domanda. Lo stile \u00e8 una ricerca che in parte ha a che fare con il respiro di uno scrittore, in parte \u00e8 legato a quel preciso romanzo, a quella precisa storia. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Ogni gesto umano \u00e8 politico. Detto questo, credo che la letteratura non debba porsi obiettivi politici. 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