{"id":6625,"date":"2025-03-25T19:10:25","date_gmt":"2025-03-25T18:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6625"},"modified":"2025-03-26T13:07:33","modified_gmt":"2025-03-26T12:07:33","slug":"linvenzione-della-solitudine-di-auster","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/linvenzione-della-solitudine-di-auster\/","title":{"rendered":"L&#8217;invenzione della solitudine di Auster"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/solitudine.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6629\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/solitudine-186x300.png\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/solitudine-186x300.png 186w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/solitudine.png 589w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;invenzione della solitudine &#8211; Paul Auster (Einaudi, 1997 &#8211; pp 179)<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><em>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Ciascun libro \u00e8 un\u2019immagine di solitudine, un oggetto concreto che si pu\u00f2 prendere, riporre, aprire e chiudere, e le sue parole rappresentano molti mesi, se non anni, della solitudine di un individuo, sicch\u00e9 a ogni parola che leggiamo in un libro potremmo dire che siamo di fronte a una particella di quella solitudine. Un uomo solo \u00e8 seduto in una stanza e scrive&#8230;\u201d<\/i><\/span><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-size: large;\">L\u2019invenzione della solitudine<\/span><\/em> <span style=\"font-size: large;\">cammina sospes<\/span><span style=\"font-size: large;\">o<\/span><span style=\"font-size: large;\"> sul filo tra i<\/span><span style=\"font-size: large;\">l memoir e la meditazione filosofica. <\/span><span style=\"font-size: large;\">R<\/span><span style=\"font-size: large;\">acconto<\/span><span style=\"font-size: large;\"> d\u2019indagine interiore <\/span><span style=\"font-size: large;\">e, per certi versi,<\/span><span style=\"font-size: large;\"> saggio sulla memoria, <\/span><span style=\"font-size: large;\">fu p<\/span><span style=\"font-size: large;\">ubblicato nel 1982, <\/span><span style=\"font-size: large;\">segnando <\/span><span style=\"font-size: large;\">l\u2019esordio dell<\/span><span style=\"font-size: large;\">o scrittore americano nel genere di<\/span><span style=\"font-size: large;\"> prosa autobiografica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Riportando le considerazioni delle pagine finali <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>\u201cTutto questo avvenne domani. Tutto questo fu tra cento anni.\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> il <\/span><span style=\"font-size: large;\">libro<\/span><span style=\"font-size: large;\"> appare come l\u2019incipit e al tempo stesso la summa della sua futura produzione.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: large;\">Possiamo evitare confronti spiacevoli, sia con noi stessi sia con gli altri, soltanto allontanandoci.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il testo si suddivide in due parti distinte, ma intimamente connesse. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Nella prima, <\/span><em><span style=\"font-size: large;\">Ritratto di un uomo invisibile<\/span><\/em><span style=\"font-size: large;\">, Auster esplora la figura paterna, tentando di ricomporne la memoria attraverso un\u2019indagine frammentaria sui segreti e sulle omissioni che ne hanno segnato l\u2019esistenza.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: large;\">C\u2019\u00e8 stata una ferita, e scopro adesso quanto fosse profonda. Invece di guarirmi come pensavo, l\u2019atto di scrivere l\u2019ha tenuta aperta.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La scrittura <\/span><span style=\"font-size: large;\">\u00e8 precisa, senza ridondanze, essenziale, quasi fredda, <\/span><span style=\"font-size: large;\">come se il tentativo di avvicinarsi alla v<\/span><span style=\"font-size: large;\">ita del padre<\/span> <span style=\"font-size: large;\">venga<\/span><span style=\"font-size: large;\"> ostacolato da un velo di i<\/span><span style=\"font-size: large;\">neluttabile<\/span><span style=\"font-size: large;\"> distanza. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Il ritratto che ne viene fuori \u00e8 <\/span><span style=\"font-size: large;\">quell<\/span><span style=\"font-size: large;\">o<\/span><span style=\"font-size: large;\"> di un uomo enigmatico, sfuggente, la cui assenza emotiva grava sulla coscienza del narratore come un <\/span><span style=\"font-size: large;\">inganno<\/span><span style=\"font-size: large;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il titolo stesso del <\/span><span style=\"font-size: large;\">capitolo<\/span><span style=\"font-size: large;\"> suggerisce la percezione di un\u2019ombra, di una presenza che si manifesta per sottrazione.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: large;\">Disgiunto da tutto ci\u00f2 che gli era familiare, incapace di distinguere anche un solo punto di riferimento, vedeva che i suoi passi, non portandolo in alcun luogo, non lo portavano altrove che dentro se stesso. Stava errando all\u2019interno di se stesso e si era smarrito. Invece di turbarlo, quello stato si rivel\u00f2 una fonte di felicit\u00e0 e di gioia. Si sforz\u00f2 di insufflarlo fin nel profondo delle sue ossa: come sull\u2019orlo di una conoscenza fino allora nascosta, lo insuffl\u00f2 nelle ossa e proclam\u00f2 a se stesso, quasi trionfante: io sono perduto.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La seconda parte, <\/span><em><span style=\"font-size: large;\">Il libro della memoria<\/span><\/em><span style=\"font-size: large;\">, si apre invece a una riflessione pi\u00f9 ampia sulla solitudine <\/span><span style=\"font-size: large;\">e<\/span><span style=\"font-size: large;\"> sul ruolo del caso nelle vicende umane. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Qui la narrazione si fa pi\u00f9 frammentaria, quasi aforistica. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Riportando passi di altri autori, <\/span><span style=\"font-size: large;\">Auster <\/span><span style=\"font-size: large;\">si avvicina al saggio, in uno stile sperimentale<\/span><span style=\"font-size: large;\"> e concettuale <\/span><span style=\"font-size: large;\">tipico della sua produzione matura. <\/span><span style=\"font-size: large;\">L\u2019autore <\/span><span style=\"font-size: large;\">esplora<\/span><span style=\"font-size: large;\"> il rapporto tra memoria e identit\u00e0, tra scrittura e sopravvivenza, interrogandosi sul modo in cui il passato si sedimenta nella coscienza e nella lingua. Il tema del caso, fondamentale nella poetica austeriana, emerge con prepotenza, delineando un universo in cui gli eventi sembrano seguire una logica misteriosa, imperscrutabile.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Se un uomo vuole essere davvero presente fra le cose che lo circondano, non deve pensare a se stesso, ma a quello che vede. Deve dimenticare se stesso per essere <\/i><i>l<\/i><i>\u00ec<\/i><i> [\u2026] Perch\u00e9 la storia della memoria \u00e8 una storia di sguardo; e rimane una storia di sguardo anche se le cose che si devono vedere non ci sono pi\u00f9.\u00b4[\u2026] se \u00e8 vero che il mondo si imprime nella nostra mente, \u00e8 anche vero che le nostre esperienze si imprimono nel mondo.\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;invenzione della solitudine &#8211; Paul Auster (Einaudi, 1997 &#8211; pp 179) \u201cCiascun libro \u00e8 un\u2019immagine di solitudine, un oggetto concreto che si pu\u00f2 prendere, riporre, aprire e chiudere, e le sue parole rappresentano molti mesi, se non anni, della solitudine di un individuo, sicch\u00e9 a ogni parola che leggiamo in un libro potremmo dire che siamo di fronte a una particella di quella solitudine. Un uomo solo \u00e8 seduto in una stanza e scrive&#8230;\u201d L\u2019invenzione della solitudine cammina sospeso sul filo tra il memoir e la meditazione filosofica. Racconto d\u2019indagine interiore e, per certi versi, saggio sulla memoria, fu pubblicato nel 1982, segnando l\u2019esordio dello scrittore americano nel genere di prosa autobiografica. Riportando le considerazioni delle pagine finali \u201cTutto questo avvenne domani. Tutto questo fu tra cento anni.\u201d il libro appare come l\u2019incipit e al tempo stesso la summa della sua futura produzione. \u201cPossiamo evitare confronti spiacevoli, sia con noi stessi sia con gli altri, soltanto allontanandoci.\u201d Il testo si suddivide in due parti distinte, ma intimamente connesse. Nella prima, Ritratto di un uomo invisibile, Auster esplora la figura paterna, tentando di ricomporne la memoria attraverso un\u2019indagine frammentaria sui segreti e sulle omissioni che ne hanno segnato l\u2019esistenza. \u201cC\u2019\u00e8 stata una ferita, e scopro adesso quanto fosse profonda. Invece di guarirmi come pensavo, l\u2019atto di scrivere l\u2019ha tenuta aperta.\u201d La scrittura \u00e8 precisa, senza ridondanze, essenziale, quasi fredda, come se il tentativo di avvicinarsi alla vita del padre venga ostacolato da un velo di ineluttabile distanza. Il ritratto che ne viene fuori \u00e8 quello di un uomo enigmatico, sfuggente, la cui assenza emotiva grava sulla coscienza del narratore come un inganno. Il titolo stesso del capitolo suggerisce la percezione di un\u2019ombra, di una presenza che si manifesta per sottrazione. \u201cDisgiunto da tutto ci\u00f2 che gli era familiare, incapace di distinguere anche un solo punto di riferimento, vedeva che i suoi passi, non portandolo in alcun luogo, non lo portavano altrove che dentro se stesso. Stava errando all\u2019interno di se stesso e si era smarrito. Invece di turbarlo, quello stato si rivel\u00f2 una fonte di felicit\u00e0 e di gioia. Si sforz\u00f2 di insufflarlo fin nel profondo delle sue ossa: come sull\u2019orlo di una conoscenza fino allora nascosta, lo insuffl\u00f2 nelle ossa e proclam\u00f2 a se stesso, quasi trionfante: io sono perduto.\u201d La seconda parte, Il libro della memoria, si apre invece a una riflessione pi\u00f9 ampia sulla solitudine e sul ruolo del caso nelle vicende umane. Qui la narrazione si fa pi\u00f9 frammentaria, quasi aforistica. Riportando passi di altri autori, Auster si avvicina al saggio, in uno stile sperimentale e concettuale tipico della sua produzione matura. L\u2019autore esplora il rapporto tra memoria e identit\u00e0, tra scrittura e sopravvivenza, interrogandosi sul modo in cui il passato si sedimenta nella coscienza e nella lingua. Il tema del caso, fondamentale nella poetica austeriana, emerge con prepotenza, delineando un universo in cui gli eventi sembrano seguire una logica misteriosa, imperscrutabile. \u201cSe un uomo vuole essere davvero presente fra le cose che lo circondano, non deve pensare a se stesso, ma a quello che vede. Deve dimenticare se stesso per essere l\u00ec [\u2026] Perch\u00e9 la storia della memoria \u00e8 una storia di sguardo; e rimane una storia di sguardo anche se le cose che si devono vedere non ci sono pi\u00f9.\u00b4[\u2026] se \u00e8 vero che il mondo si imprime nella nostra mente, \u00e8 anche vero che le nostre esperienze si imprimono nel mondo.\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[381,499,2250,2253,2252,2251,498,2214],"class_list":["post-6625","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-einaudi","tag-figli","tag-linvenzione-della-solitudine","tag-libri-belli","tag-meditazioni","tag-momoir","tag-padri","tag-paul-auster"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6625"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6632,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6625\/revisions\/6632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}