{"id":6684,"date":"2025-07-30T16:40:21","date_gmt":"2025-07-30T14:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6684"},"modified":"2025-07-30T16:42:24","modified_gmt":"2025-07-30T14:42:24","slug":"letteradidcolonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/letteradidcolonna\/","title":{"rendered":"Lettera per Agatino il guaritore di D. Colonna"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6436\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte-1025x1536.jpg 1025w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Agatino_il_guaritore_Massimiliano_Citta-fronte.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Gentile signor Citt\u00e0, ho letto il suo romanzo e &#8211; cosa che accade di rado &#8211; ho scritto alcune righe; ne faccia ci\u00f2 che ritiene opportuno.<\/em><\/p>\n<p><em>D. Colonna<\/em><\/p>\n<p>Nel piccolo borgo siciliano di <em>Boschetto<\/em>, sospeso tra ruderi e vento, dove il tempo sembra affaticarsi tra le crepe delle case e le superstizioni si mescolano al profumo acre della terra, si muove Agatino: guaritore, truffatore, taumaturgo, figura ambigua che attraversa le esistenze degli altri come un\u2019ombra carica di promesse. <em>Massimiliano Citt\u00e0<\/em>, con <strong>Agatino il guaritore<\/strong> (Il Ramo e la Foglia edizioni), firma un romanzo corale e sfumato, capace di restituire al lettore quella sensazione di verit\u00e0 che solo la letteratura sa concedere: una verit\u00e0 fatta di punti di vista, di omissioni, di misteri che restano tali.<br \/>\nIl cuore narrativo non \u00e8 un protagonista da romanzo classico, ma un catalizzatore. Agatino non viene descritto mai direttamente; emerge dai racconti, dalle paure e dalle speranze degli altri. Voce riportata, corpo intuito, figura evocata dalla comunit\u00e0. Citt\u00e0 adotta una struttura frammentaria e avvolgente, dove i capitoli sono squarci, confessioni, ricordi. La scrittura \u00e8 elegante, consapevole, levigata come pietra antica: evita la retorica della denuncia e il sentimentalismo facile, scegliendo invece la via della sospensione e dell\u2019allusione. L\u2019effetto \u00e8 quello di una fiaba adulta, scura e tenera, in cui ogni personaggio dice qualcosa di s\u00e9 parlando degli altri.<br \/>\nAttorno al guaritore dalla psicologia sfuggente si addensano le piccole tragedie del paese: una madre disperata, un contadino indebitato, un politico in cerca di consenso, un giornalista vanaglorioso. Tutti vedono in Agatino ci\u00f2 di cui hanno bisogno. Tutti, in qualche modo, si aggrappano alla sua figura come a un\u2019ultima possibilit\u00e0.<br \/>\nAgatino \u00e8 davvero ci\u00f2 che dice di essere? O forse \u00e8 un uomo che ha fatto della finzione una forma di sopravvivenza, e della compassione uno strumento? L\u2019autore, con finezza, non offre risposte nette. L\u2019epigrafe di <strong>Niels Bohr<\/strong> \u2014 \u201c<em>Ci sono due tipi di verit\u00e0: le banalit\u00e0, dove gli opposti sono chiaramente assurdi; e le verit\u00e0 profonde, riconoscibili dal fatto che l\u2019opposto \u00e8 pure una profonda verit\u00e0<\/em>\u201d \u2014 diventa la chiave di lettura di tutto il romanzo. Agatino \u00e8 santo e imbroglione, profeta e opportunista, innocente e colpevole. L\u2019uomo che guarisce e quello che fugge. Soprattutto, \u00e8 lo specchio dei desideri di chi lo guarda.<br \/>\nL\u2019impianto narrativo richiama la struttura di certe narrazioni orali: si comincia parlando di uno e si finisce per raccontare molti. La comunit\u00e0 diventa il vero personaggio del libro, con la sua coralit\u00e0 di sussurri, giudizi, attese. In questo senso, Agatino il guaritore \u00e8 anche un romanzo politico, nel senso pi\u00f9 ampio e alto del termine: un\u2019indagine sulla costruzione del consenso, sulla necessit\u00e0 di affidarsi a un\u2019autorit\u00e0, sulla ricerca disperata di senso nei vuoti che la societ\u00e0 lascia. La dimensione locale non \u00e8 mai folkloristica, ma profondamente simbolica. \u00c8 in quel silenzio polveroso che la societ\u00e0 sembra riflettersi, nei personaggi marginali che prendono voce per dire ci\u00f2 che spesso resta sommerso: la speranza, il dolore, la fame di verit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentile signor Citt\u00e0, ho letto il suo romanzo e &#8211; cosa che accade di rado &#8211; ho scritto alcune righe; ne faccia ci\u00f2 che ritiene opportuno. D. Colonna Nel piccolo borgo siciliano di Boschetto, sospeso tra ruderi e vento, dove il tempo sembra affaticarsi tra le crepe delle case e le superstizioni si mescolano al profumo acre della terra, si muove Agatino: guaritore, truffatore, taumaturgo, figura ambigua che attraversa le esistenze degli altri come un\u2019ombra carica di promesse. Massimiliano Citt\u00e0, con Agatino il guaritore (Il Ramo e la Foglia edizioni), firma un romanzo corale e sfumato, capace di restituire al lettore quella sensazione di verit\u00e0 che solo la letteratura sa concedere: una verit\u00e0 fatta di punti di vista, di omissioni, di misteri che restano tali. Il cuore narrativo non \u00e8 un protagonista da romanzo classico, ma un catalizzatore. Agatino non viene descritto mai direttamente; emerge dai racconti, dalle paure e dalle speranze degli altri. Voce riportata, corpo intuito, figura evocata dalla comunit\u00e0. Citt\u00e0 adotta una struttura frammentaria e avvolgente, dove i capitoli sono squarci, confessioni, ricordi. La scrittura \u00e8 elegante, consapevole, levigata come pietra antica: evita la retorica della denuncia e il sentimentalismo facile, scegliendo invece la via della sospensione e dell\u2019allusione. L\u2019effetto \u00e8 quello di una fiaba adulta, scura e tenera, in cui ogni personaggio dice qualcosa di s\u00e9 parlando degli altri. Attorno al guaritore dalla psicologia sfuggente si addensano le piccole tragedie del paese: una madre disperata, un contadino indebitato, un politico in cerca di consenso, un giornalista vanaglorioso. Tutti vedono in Agatino ci\u00f2 di cui hanno bisogno. Tutti, in qualche modo, si aggrappano alla sua figura come a un\u2019ultima possibilit\u00e0. Agatino \u00e8 davvero ci\u00f2 che dice di essere? O forse \u00e8 un uomo che ha fatto della finzione una forma di sopravvivenza, e della compassione uno strumento? 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