{"id":6707,"date":"2025-08-14T18:06:58","date_gmt":"2025-08-14T16:06:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6707"},"modified":"2025-08-14T18:13:19","modified_gmt":"2025-08-14T16:13:19","slug":"il-libro-di-sabbia-di-borges","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/il-libro-di-sabbia-di-borges\/","title":{"rendered":"Il libro di sabbia di Borges"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6708\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x-657x1024.jpg 657w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x-768x1197.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x-986x1536.jpg 986w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/i__id7834_mw1000__1x.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><em>Nel frattempo, \u00e8 evidente che siamo costretti ad accettare il sogno, come abbiamo accettato l&#8217;universo e il fatto di essere stati generati e di guardare con gli occhi e di respirare <\/em>[L\u2019ALTRO]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><em>Il libro di sabbia<\/em>, pubblicato da Adelphi, \u00e8 l\u2019ultima raccolta di racconti scritta da Jorge Luis Borges. Pubblicata nel 1975, la raccolta \u00e8 un libro sul tempo. Non il tempo lineare della cronologia, ma quello circolare, cifrato, in cui ogni istante pu\u00f2 riflettere tutti gli altri. Borges, alla soglia della vecchiaia, non scrive un congedo, ma un\u2019opera che raddoppia il mistero. Il gesto finale di un illusionista che, prima di sparire, mostra che il vero trucco non \u00e8 l\u2019illusione, ma l\u2019aver creduto che ci fosse un trucco.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><i>\u00abSembra tutto un sogno\u00bb dissi \u00abma io non sogno mai\u00bb. <\/i>[ULRICA]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Tra le pagine de <em>Il libro di sabbia<\/em> molti dei suoi totem: il doppio, il tempo, i libri infiniti, i sogni che generano il reale, le biblioteche come universi. Eppure non c\u2019\u00e8 ripetizione: ogni racconto \u00e8 un nuovo tentativo di domare l\u2019incommensurabile, un\u2019apertura nella tela della realt\u00e0, da cui filtra una luce inquieta e accecante. \u00c8 come se Borges, ormai invecchiato, ormai quasi cieco, avesse deciso di spogliarsi di ogni sovrastruttura e di scrivere come un uomo che dialoga con la propria ombra. La lingua \u00e8 pi\u00f9 scarna, quasi aforistica; l\u2019invenzione pi\u00f9 intima. Non c\u2019\u00e8 l\u2019esuberanza erudita di <em>Finzioni<\/em>, n\u00e9 la costruzione vertiginosa di <em>L\u2019Aleph<\/em>. C\u2019\u00e8 invece qualcosa di pi\u00f9 rarefatto, affascinante: la consapevolezza che ogni verit\u00e0 \u00e8 uno specchio che si incrina appena lo si fissa troppo a lungo.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><i>Non soffro di solitudine; \u00e8 gi\u00e0 abbastanza faticoso sopportare se stessi e le proprie manie. <\/i>[IL PARLAMENTO]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Il racconto che d\u00e0 il titolo alla raccolta \u00e8 una sorta di epitome dell\u2019intera opera borgesiana. Un libro dalle pagine infinite, \u201cche non ha principio n\u00e9 fine\u201d, acquistato da un venditore sconosciuto e presto gettato via, come si farebbe con un oggetto contaminato dal divino. Ogni racconto \u00e8, a ben vedere, un <em>libro di sabbia<\/em>: ciascuna trama contiene al suo interno un seme di vertigine, un cortocircuito logico, una fenditura aperta sul vuoto. <em>Il <\/em><em>parlamento<\/em>, <em>L\u2019altro<\/em>, <em>Ulrica<\/em>, <em>Lo specchio e la maschera, <\/em>il delizioso<em> Utopia di un uomo che \u00e8 stanco, <\/em>tra gli altri, tutte storie che giocano sul confine mobile tra identit\u00e0 e narrazione, tra ci\u00f2 che accade e ci\u00f2 che viene solo sognato.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><i>Non falsificher\u00f2 deliberatamente i fatti, ma sento che la pigrizia e l&#8217;inettitudine mi indurranno, pi\u00f9 di una volta, in errore. <\/i>[IL PARLAMENTO]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Colpisce, in particolare, la capacit\u00e0 di Borges di rendere eterno l\u2019effimero. In <em>Il disco<\/em>, un oggetto invisibile diventa la prova che la divinit\u00e0 pu\u00f2 passare tra noi senza lasciar traccia; in <em>La notte dei doni<\/em>, un sogno si trasforma in una trappola filosofica; ne <em>La rosa di Paracelso \u2013 <\/em><em>il mio preferito<\/em><em> \u2013<\/em>, la fede viene messa alla prova nel gesto minimo di un miracolo che non accade.&nbsp;Borges, con la sobriet\u00e0 di un asceta, ha rinunciato a ogni orpello per consegnarci un pensiero essenziale: la realt\u00e0 non \u00e8 altro che un linguaggio, ogni parola \u00e8 un abisso.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><i>Per vedere una cosa bisogna comprenderla <\/i>[\u00abTHERE ARE MORE THINGS\u00bb]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Lo scrittore argentino non si prende mai troppo sul serio: sa che la verit\u00e0, se esiste, \u00e8 scritta con l\u2019inchiostro dell\u2019ambiguit\u00e0. Sa che ogni sistema filosofico \u00e8 una finzione ben riuscita e che anche Dio, se compare, \u00e8 sempre sul punto di svanire. Per Borges, la letteratura non \u00e8 evasione, ma indagine; non \u00e8 conforto, ma mappa per orientarsi nel disordine del mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Annotazioni sparse:<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">THERE ARE MORE THINGS<\/p>\n<p align=\"justify\">Se vedessimo davvero l&#8217;universo, forse lo capiremmo.<\/p>\n<p align=\"justify\">LA NOTTE DEI DONI<\/p>\n<p align=\"justify\">abbiamo gi\u00e0 visto tutto in un mondo anteriore, per cui conoscere \u00e8 riconoscere [\u2026] non c\u2019\u00e8 paese di provincia che non sia identico agli altri, anche nel fatto di credersi diverso [\u2026] ho raccontato la storia talmente tante volte che non so pi\u00f9 se la ricordo davvero o se ricordo solo le parole con cui la racconto.<\/p>\n<p align=\"justify\">LO SPECCHIO E LA MASCHERA<\/p>\n<p align=\"justify\">davanti a lunghi discorsi altrui si stancava facilmente<\/p>\n<p align=\"justify\">UNDR<\/p>\n<p align=\"justify\">Si finisce sempre per assomigliare ai propri nemici.<\/p>\n<p align=\"justify\">UTOPIA DI UN UOMO CHE E\u2019 STANCO<\/p>\n<p align=\"justify\">La stampa, ora abolita, \u00e8 stata uno dei peggiori mali dell&#8217;uomo, perch\u00e9 tendeva a moltiplicare testi superflui fino alla vertigine [\u2026] Esse est percipi (essere \u00e8 essere ritratto) era il principio, il mezzo e il fine del nostro singolare concetto del mondo [\u2026] Nel passato che \u00e8 toccato a me, la gente era ingenua; credeva che una merce fosse buona perch\u00e9 cos\u00ec diceva e ripeteva il fabbricante [\u2026] Ormai non ci restano altro che citazioni. La lingua \u00e8 un sistema di citazioni<\/p>\n<p align=\"justify\">AVELINO ARREDONDO<\/p>\n<p align=\"justify\">pens\u00f2 di aver commesso un errore frammentando il tempo, che comunque ci trascina.<\/p>\n<p align=\"justify\">LA ROSA DI PARACELSO<\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni passo che farai \u00e8 la meta<\/p>\n<p align=\"justify\">TIGRI BLU<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli anziani mi dettero il benvenuto ed ebbi con loro un primo colloquio, fatto di vaghe cortesie. Ho gi\u00e0 parlato della povert\u00e0 del luogo, ma so che ogni uomo d\u00e0 per scontato che la sua patria racchiuda qualcosa di unico [\u2026] \u00abNon so ancora qual \u00e8 la tua elemosina, ma la mia \u00e8 spaventosa. Ti restano i giorni e le notti, il senno, le abitudini, il mondo\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">LA MEMORIA DI SHAKESPEARE<\/p>\n<p align=\"justify\">Nessuno pu\u00f2 comprendere in un solo istante la pienezza del proprio passato.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nel frattempo, \u00e8 evidente che siamo costretti ad accettare il sogno, come abbiamo accettato l&#8217;universo e il fatto di essere stati generati e di guardare con gli occhi e di respirare [L\u2019ALTRO] Il libro di sabbia, pubblicato da Adelphi, \u00e8 l\u2019ultima raccolta di racconti scritta da Jorge Luis Borges. Pubblicata nel 1975, la raccolta \u00e8 un libro sul tempo. Non il tempo lineare della cronologia, ma quello circolare, cifrato, in cui ogni istante pu\u00f2 riflettere tutti gli altri. Borges, alla soglia della vecchiaia, non scrive un congedo, ma un\u2019opera che raddoppia il mistero. 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C\u2019\u00e8 invece qualcosa di pi\u00f9 rarefatto, affascinante: la consapevolezza che ogni verit\u00e0 \u00e8 uno specchio che si incrina appena lo si fissa troppo a lungo. Non soffro di solitudine; \u00e8 gi\u00e0 abbastanza faticoso sopportare se stessi e le proprie manie. [IL PARLAMENTO] Il racconto che d\u00e0 il titolo alla raccolta \u00e8 una sorta di epitome dell\u2019intera opera borgesiana. Un libro dalle pagine infinite, \u201cche non ha principio n\u00e9 fine\u201d, acquistato da un venditore sconosciuto e presto gettato via, come si farebbe con un oggetto contaminato dal divino. Ogni racconto \u00e8, a ben vedere, un libro di sabbia: ciascuna trama contiene al suo interno un seme di vertigine, un cortocircuito logico, una fenditura aperta sul vuoto. 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In Il disco, un oggetto invisibile diventa la prova che la divinit\u00e0 pu\u00f2 passare tra noi senza lasciar traccia; in La notte dei doni, un sogno si trasforma in una trappola filosofica; ne La rosa di Paracelso \u2013 il mio preferito \u2013, la fede viene messa alla prova nel gesto minimo di un miracolo che non accade.&nbsp;Borges, con la sobriet\u00e0 di un asceta, ha rinunciato a ogni orpello per consegnarci un pensiero essenziale: la realt\u00e0 non \u00e8 altro che un linguaggio, ogni parola \u00e8 un abisso. Per vedere una cosa bisogna comprenderla [\u00abTHERE ARE MORE THINGS\u00bb] Lo scrittore argentino non si prende mai troppo sul serio: sa che la verit\u00e0, se esiste, \u00e8 scritta con l\u2019inchiostro dell\u2019ambiguit\u00e0. Sa che ogni sistema filosofico \u00e8 una finzione ben riuscita e che anche Dio, se compare, \u00e8 sempre sul punto di svanire. 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UTOPIA DI UN UOMO CHE E\u2019 STANCO La stampa, ora abolita, \u00e8 stata uno dei peggiori mali dell&#8217;uomo, perch\u00e9 tendeva a moltiplicare testi superflui fino alla vertigine [\u2026] Esse est percipi (essere \u00e8 essere ritratto) era il principio, il mezzo e il fine del nostro singolare concetto del mondo [\u2026] Nel passato che \u00e8 toccato a me, la gente era ingenua; credeva che una merce fosse buona perch\u00e9 cos\u00ec diceva e ripeteva il fabbricante [\u2026] Ormai non ci restano altro che citazioni. La lingua \u00e8 un sistema di citazioni AVELINO ARREDONDO pens\u00f2 di aver commesso un errore frammentando il tempo, che comunque ci trascina. LA ROSA DI PARACELSO Ogni passo che farai \u00e8 la meta TIGRI BLU Gli anziani mi dettero il benvenuto ed ebbi con loro un primo colloquio, fatto di vaghe cortesie. 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