{"id":6776,"date":"2026-02-08T14:44:39","date_gmt":"2026-02-08T13:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=6776"},"modified":"2026-02-08T14:44:39","modified_gmt":"2026-02-08T13:44:39","slug":"destinazione-errata-di-starnone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/destinazione-errata-di-starnone\/","title":{"rendered":"Destinazione errata di Starnone"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/starnone.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6777\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/starnone-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/starnone-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/starnone.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">In <em>Destinazione errata<\/em> Domenico Starnone, dopo <i>Lacci<\/i>, torna a esercitare il suo sguardo sulle zone d\u2019ombra dei legami affettivi familiari con il medesimo cinismo del precedente romanzo del quale, per\u00f2, non riesce a eguagliare la forza letteraria. Il punto di partenza \u00e8 \u2013 o sarebbe \u2013 un errore quasi trascurabile che si annida nelle nostre multimediali quotidianit\u00e0, un messaggio inviato al destinatario sbagliato. Un <em>ti amo,<\/em> visualizzato per errore sullo schermo della collega ma destinato alla moglie, d\u00e0 avvio una lenta e irreversibile frattura interna che si esplicita nei rapporti personali. Cinque lettere, due parole che, come insignificante scalfire sul parabrezza, aprono progressivamente una crepa sulla vista del mondo. A incrinarsi \u00e8 la vita ordinata di un uomo di trentotto anni che si pensava al riparo da sorprese: marito leale, padre presente, sceneggiatore inserito in un equilibrio familiare che appare solido e rassicurante.<\/p>\n<p align=\"justify\">Starnone costruisce attorno a questo incidente un romanzo breve in cui la distanza tra ci\u00f2 che si intende e ci\u00f2 che accade diventa strumento di indagine sull\u2019insicurezza dell\u2019individuo contemporaneo. L\u2019errore iniziale non si dissolve in un malinteso, si aggrava: la risposta della collega, che dichiara di ricambiare quel sentimento da tempo, costringe il protagonista a rivedere il proprio autoritratto, l\u2019immagine di s\u00e9 che ha concorso a costruire negli anni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non si assiste per\u00f2 a un tradimento clamoroso. Inizia un iniziale comico e poi via via grottesco smarrimento profondo, una perdita di orientamento che rivela quanto fragili siano le certezze su cui si fonda un\u2019esistenza considerata normale, persino felice.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><i>Da qualche fondo buio mi sta tornando un bisogno infantile di violazione. Voglio andare in pezzi, questo mondo sordo e cieco deve andare in pezzi, \u00e8 troppo bugiardo.<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">L\u2019ironia attraversa il libro e serve a mettere a fuoco i punti pi\u00f9 dolorosi della vicenda. Starnone mostra come la vita di coppia e la routine familiare non siano mai davvero immuni dall\u2019imprevisto. Emerge un ritratto di borghesia intellettuale, fatto di autocontrollo, riflessioni incessanti, desideri che non nascono da una passione travolgente, ma dalla semplice, inquietante possibilit\u00e0 di un\u2019alternativa. Emerge l\u2019abilit\u00e0 nel sapersi costruire maschere e interpretazioni utili e necessarie al palco della vita che ci cuciamo addosso. Abitiamo livelli, in questo caso alto borghesi, che necessitano di parole, gesti, interpretazioni confortanti affinch\u00e9 gli altri attori finiscano per accettarci e cos\u00ec noi stessi ben calati in quel ruolo. L\u2019inciampo squarcia ogni cosa e spesso ci lascia nudi, senza appigli n\u00e9 riferimenti che hanno mantenuto negli anni in piedi i fantocci che siamo.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; In Destinazione errata Domenico Starnone, dopo Lacci, torna a esercitare il suo sguardo sulle zone d\u2019ombra dei legami affettivi familiari con il medesimo cinismo del precedente romanzo del quale, per\u00f2, non riesce a eguagliare la forza letteraria. Il punto di partenza \u00e8 \u2013 o sarebbe \u2013 un errore quasi trascurabile che si annida nelle nostre multimediali quotidianit\u00e0, un messaggio inviato al destinatario sbagliato. Un ti amo, visualizzato per errore sullo schermo della collega ma destinato alla moglie, d\u00e0 avvio una lenta e irreversibile frattura interna che si esplicita nei rapporti personali. Cinque lettere, due parole che, come insignificante scalfire sul parabrezza, aprono progressivamente una crepa sulla vista del mondo. A incrinarsi \u00e8 la vita ordinata di un uomo di trentotto anni che si pensava al riparo da sorprese: marito leale, padre presente, sceneggiatore inserito in un equilibrio familiare che appare solido e rassicurante. Starnone costruisce attorno a questo incidente un romanzo breve in cui la distanza tra ci\u00f2 che si intende e ci\u00f2 che accade diventa strumento di indagine sull\u2019insicurezza dell\u2019individuo contemporaneo. L\u2019errore iniziale non si dissolve in un malinteso, si aggrava: la risposta della collega, che dichiara di ricambiare quel sentimento da tempo, costringe il protagonista a rivedere il proprio autoritratto, l\u2019immagine di s\u00e9 che ha concorso a costruire negli anni. Non si assiste per\u00f2 a un tradimento clamoroso. Inizia un iniziale comico e poi via via grottesco smarrimento profondo, una perdita di orientamento che rivela quanto fragili siano le certezze su cui si fonda un\u2019esistenza considerata normale, persino felice. Da qualche fondo buio mi sta tornando un bisogno infantile di violazione. Voglio andare in pezzi, questo mondo sordo e cieco deve andare in pezzi, \u00e8 troppo bugiardo. L\u2019ironia attraversa il libro e serve a mettere a fuoco i punti pi\u00f9 dolorosi della vicenda. Starnone mostra come la vita di coppia e la routine familiare non siano mai davvero immuni dall\u2019imprevisto. Emerge un ritratto di borghesia intellettuale, fatto di autocontrollo, riflessioni incessanti, desideri che non nascono da una passione travolgente, ma dalla semplice, inquietante possibilit\u00e0 di un\u2019alternativa. Emerge l\u2019abilit\u00e0 nel sapersi costruire maschere e interpretazioni utili e necessarie al palco della vita che ci cuciamo addosso. Abitiamo livelli, in questo caso alto borghesi, che necessitano di parole, gesti, interpretazioni confortanti affinch\u00e9 gli altri attori finiscano per accettarci e cos\u00ec noi stessi ben calati in quel ruolo. 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