{"id":721,"date":"2011-04-27T23:31:09","date_gmt":"2011-04-27T22:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=721"},"modified":"2011-04-27T23:31:09","modified_gmt":"2011-04-27T22:31:09","slug":"notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/notte\/","title":{"rendered":"Un&#039;altra notte"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/notte.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-722\" title=\"notte\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/notte-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/notte-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/notte.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 una notte che non vuol dormire. Silenziosamente lunga. Di quelle notti che non passano mai. E scorre lungo i pensieri e scende sulla lingua muta, e scarta sui cassonetti lasciati a bruciare le miserie di un giorno passato in fretta, come ieri.<br \/>\n\u00c8 una notte che non ha rumori, n\u00e9 sospiri da nascondere, chiusa in se stessa come un soffio di vita che trattengo tra le mani.<br \/>\nUn malinconico blues, come se sapesse, suona stanco alla radio che gracchia. Sento la voce vibrare nell\u2019aria eppure \u00e8 silenzio tutt\u2019intorno.<br \/>\nQualcosa, l\u00e0 fuori, si muove a sprazzi e invade il mio silenzio.<br \/>\nCalpestio di passi, passi lenti, stanchi, che ritornano a casa, ora veloci ora a rincorrersi nel buio di lampioni vinti dalla ruggine. E passi in fuga, passi coperti dal rombo d\u2019automobili che scalpitano per arrivare e ripartire, aerei che ronzano tra le stelle e la luna che nuda riflette sulle mie spoglie.<br \/>\nMa forse \u00e8 solo incanto. Il mio, l&#8217;incanto di una notte che non sa dormire, proprio come me.<br \/>\n\u00c8 una notte assente che non sa dire.<br \/>\nNiente di quello che \u00e8 stato raccoglie, poco di ci\u00f2 che sar\u00e0 trattiene tra le dita.<br \/>\nLei mi sta accanto e dorme.<!--more--><br \/>\nSento il suo respiro, m\u2019avvicino lentamente, dolce. Infinito come il piacere che mi da. Adesso dorme e lo vorrei anch\u2019io, stanotte, almeno un po\u2019.<br \/>\nInvece le ore scivolano sui miei occhi come la sua schiena scoperta. E scorgo la pelle candida, l\u2019ombra del paralume che la nasconde. Vorrei averla tutta per me, eppure so gi\u00e0 che domattina non sar\u00f2 in grado di riconoscerla. Ho gi\u00e0 dimenticato il suo nome e non m\u2019importa, domani scorder\u00f2 il suo volto. Continuo a fissarla nella penombra, la luce disegna le sue esili braccia sulle lenzuola, il respiro la scosta leggermente, poi si volta e sembra sorridere.<br \/>\n\u00c8 la mia donna. Stanotte.<br \/>\n\u00c8 tutto quel che ho. \u00c8 quello che mi resta.<br \/>\nUna notte strana che non sa morire.<br \/>\nLe trombe hanno smesso di parlare, gli animi raffreddano. Voglio cambiare prospettiva, accendo la TV. Passa opinioni, le solite. Tutto al mondo \u00e8 opinabile. Saltella qua e l\u00e0, il segnale \u00e8 instabile, come tutto ci\u00f2 che mi circonda, come i miei pensieri. Anch&#8217;io sento le mie ossa scivolare, e con loro l&#8217;anima che si tiene a stento in piedi, anch&#8217;io scendo verso la notte inoltrata.<br \/>\nLa spengo.<br \/>\nRitorno alla cara radio, mi siedo sulla poltrona all\u2019angolo e il silenzio m\u2019assale. Invisibile e tetro assale il mio pensiero e l\u2019annulla. Poi un sussulto. Ancora lei che si gira tra le lenzuola. Si muove a scatti eppure \u00e8 cos\u00ec immobile nella mia mente, ferma.<br \/>\nCos\u00ec ferma da svanire in un attimo.<br \/>\nSi rigira, sembra davvero sorridermi, scopre il seno e languida fissa il mio sguardo.<br \/>\nMi ha salvato dall\u2019eternit\u00e0.<br \/>\nE sorride.<br \/>\nTiro l\u2019ultima boccata all\u2019ennesima sigaretta e le vado incontro. L\u2019abbraccio e ricomincio ad amarla come ho amato la prima volta, vent\u2019anni fa.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 lei ma non importa.<br \/>\nDorme e piange, scalcia e ride e morde e graffia tra la mie braccia.<br \/>\n\u00c8 la donna di una notte, non certo di una vita.<br \/>\nQuella l\u2019ho persa, come tutto ci\u00f2 che conta, nella notte di vent\u2019anni fa.<br \/>\nUn\u2019altra notte che ho visto nel tempo morire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una notte che non vuol dormire. Silenziosamente lunga. Di quelle notti che non passano mai. E scorre lungo i pensieri e scende sulla lingua muta, e scarta sui cassonetti lasciati a bruciare le miserie di un giorno passato in fretta, come ieri. \u00c8 una notte che non ha rumori, n\u00e9 sospiri da nascondere, chiusa in se stessa come un soffio di vita che trattengo tra le mani. Un malinconico blues, come se sapesse, suona stanco alla radio che gracchia. Sento la voce vibrare nell\u2019aria eppure \u00e8 silenzio tutt\u2019intorno. Qualcosa, l\u00e0 fuori, si muove a sprazzi e invade il mio silenzio. Calpestio di passi, passi lenti, stanchi, che ritornano a casa, ora veloci ora a rincorrersi nel buio di lampioni vinti dalla ruggine. E passi in fuga, passi coperti dal rombo d\u2019automobili che scalpitano per arrivare e ripartire, aerei che ronzano tra le stelle e la luna che nuda riflette sulle mie spoglie. Ma forse \u00e8 solo incanto. Il mio, l&#8217;incanto di una notte che non sa dormire, proprio come me. \u00c8 una notte assente che non sa dire. Niente di quello che \u00e8 stato raccoglie, poco di ci\u00f2 che sar\u00e0 trattiene tra le dita. 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