{"id":879,"date":"2011-06-12T14:48:23","date_gmt":"2011-06-12T13:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=879"},"modified":"2011-06-12T14:48:23","modified_gmt":"2011-06-12T13:48:23","slug":"randagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/randagio\/","title":{"rendered":"Randagio di citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/randagio.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-880\" title=\"randagio\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/randagio-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/randagio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/randagio.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Talvolta si muore senza accorgersene, volgi lo sguardo per un istante e il silenzio ti prende in mezzo alla fronte. Le voci che nulla sanno dire intonano un canto sterile, e passeggiano sommesse per la strada. Senza correre rischio alcuno, occhi bassi, cuore in cassaforte, nella paura di perdere attendono la morte.<br \/>\nSono un cane randagio, bastardo di paese venuto a nascondersi nel cuore oscuro di questa citt\u00e0. Dove tutto il mondo a vista d&#8217;occhio santifica i colli e recita salmodie antiche. Per le vie s&#8217;ascolta nitida l&#8217;eco della liturgia di millenni, che rincorre costumi, e nomi, e azioni, e negazioni.<br \/>\nSono un cane randagio, bastardo di paese, venuto in citt\u00e0 per ritagliarsi un guaito migliore. Eppure i rumori della metropoli soffocano ogni respiro e nelle notti d&#8217;inverno mi ritrovo a latrare.<br \/>\nCorreggo errori altrui e dei miei non ho pi\u00f9 coscienza. Scrivo di notte, nei ritagli di tempo, eppure non m&#8217;alzo con l&#8217;intento di farlo. Mi ritrovo una musica sorda che sale su dalle mie dita, quasi fossi un pianista, ma suonare non so. Batto, m&#8217;abbatto, martello, compongo e scarico raffiche di parole sui tasti di un pianoforte muto, e riempio il silenzio della pagina bianca con parole che ancora non hanno una voce comune, da lasciar per la strada.<br \/>\nSono un cane randagio, bastardo di paese venuto in citt\u00e0 per nascondere al mondo la sua solitudine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Talvolta si muore senza accorgersene, volgi lo sguardo per un istante e il silenzio ti prende in mezzo alla fronte. Le voci che nulla sanno dire intonano un canto sterile, e passeggiano sommesse per la strada. Senza correre rischio alcuno, occhi bassi, cuore in cassaforte, nella paura di perdere attendono la morte. Sono un cane randagio, bastardo di paese venuto a nascondersi nel cuore oscuro di questa citt\u00e0. Dove tutto il mondo a vista d&#8217;occhio santifica i colli e recita salmodie antiche. Per le vie s&#8217;ascolta nitida l&#8217;eco della liturgia di millenni, che rincorre costumi, e nomi, e azioni, e negazioni. Sono un cane randagio, bastardo di paese, venuto in citt\u00e0 per ritagliarsi un guaito migliore. Eppure i rumori della metropoli soffocano ogni respiro e nelle notti d&#8217;inverno mi ritrovo a latrare. Correggo errori altrui e dei miei non ho pi\u00f9 coscienza. Scrivo di notte, nei ritagli di tempo, eppure non m&#8217;alzo con l&#8217;intento di farlo. Mi ritrovo una musica sorda che sale su dalle mie dita, quasi fossi un pianista, ma suonare non so. Batto, m&#8217;abbatto, martello, compongo e scarico raffiche di parole sui tasti di un pianoforte muto, e riempio il silenzio della pagina bianca con parole che ancora non hanno una voce comune, da lasciar per la strada. 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