Libri
Ci sono libri che ci portiamo dentro ed eroi che avremmo voluto essere, fieri cavalieri su destrieri volanti che solcano il vento, puntando decisi al nemico, forti del loro coraggio, invincibili nella loro corazza, eroi che condividiamo, di generazione in generazione, tramandati da diverse edizioni, economiche, rilegate, prestate, vendute, rubate e poi, ci sono vite, senz’autore né edizione, anonime, modeste, trascorse a ingannare il tempo che scorre, nella fatica di un lavoro logorante, senza platee ad attenderne i discorsi, tronfi, pomposi, senza folle deliranti a seguirne i passi, a condividerne il destino. Sono uomini di mille storie, risucchiati come rigurgito dal respiro della grande storia, che tutto ammanta di nulla. Uomini che ci sfiorano il cammino, su gambe mal ferme, storpie e senz’anima, colpite in una notte di dicembre, uomini che svaniscono nell’ombra aldilà dell’ultima porta del cortile.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
