Milza blues di Ficarra
Milza blues
– Davide Ficarra, 2017 – Navarra Editore – pp. 144 – € 12,00.
Una storia veloce, come il dolore che trapassa. Da fianco a fianco. E lacera nella memoria. Quattro protagonisti, quattro cavalieri figli di un sottoproletariato comune. Quattro banditi dalla serenità di una comune infanzia. Sospesi ad ondeggiare sull’esile filo della legalità. Mai asserviti alla merda che ammorba le strade di Palermo, a quel fare mafioso che rinnegano. Eppure, quei quattro, finiscono col ritrovarsi piccoli Robin Hood al limitare di una periferia di città che pare esserlo in tutta la sua natura. Periferia. Una Palermo in cui il sopruso regna sovrano e il sangue scorre lungo i marciapiedi come i rivoli d’acqua dopo un temporale. Una Palermo dove la collusione pare totale e pertanto assente, perché indefiniti sono i contorni che porterebbero a distinguere il bene dal male. Ed ecco che quei quattro marmocchi stanno lì, lungo il confine, in bilico. E in bilico crescono, diventano adolescenti, scoprono l’amore e il dolore e il blues, che spesso costituiscono la medesima scoperta in una vita al margine.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
