Rosanna Rubino
Le idee sono ovunque. Basta fare una passeggiata o vedere un film, anche solo la foto di un libro. Più che idee si presentano come suggestioni che rumoreggiano in testa, storie in potenza, spunti per un personaggio. In quei momenti provo fastidio, perché sono pensieri alieni che diventano chiasso impedendomi di concentrarmi su altro. Per me il vero tema dello scrivere non è mai stata l’ispirazione, quella non manca mai, ma la selezione, ovvero tra tutte le idee che mi vengono in mente capire quale sia quella giusta. E non è detto che quella giusta sia sempre la migliore, ma solo quella che più si presta a essere messa in opera sulla base delle mie capacità. Insomma, l’idea arriva, una possibile storia prende forma, e subito segue la domanda: sarò in grado di fare quello che mi sono messa in testa? Tra gli infiniti no, ogni tanto arriva anche qualche sì. Al fastidio subentra il sollievo. Sorrido e mi dico: ok cominciamo, risaliamo in giostra. A oggi mi sono detta 4 sì, e quei sì sono diventati i 4 romanzi che ho scritto.
Nella scrittura non procedo con ordine cronologico, secondo la sequenza temporale della storia. Può capitare di scrivere prima la fine di un romanzo e poi l’inizio, poi buttare giù un pezzo centrale, poi tornare a scrivere un paragrafo finale. Vado avanti a seconda dello stato d’animo, sulla base di uno storyboard iniziale. E così non c’è mai una vera fine, torno e ritorno sui paragrafi all’infinito cambiando anche soltanto una parola o una virgola. In genere, continuo a modificare il testo anche dopo averlo consegnato all’editore. La fine arriva quando il libro viene dato alle stampe. A quel punto non posso farci più nulla, perché le parole sono fissate sulla carta, quindi la conclusione diventa sia evidente che necessaria.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».



