La mia testa è il mio rifugio,  Poeticherie

12.03.2012



Eccovi promesse, tutte lì, vi vedo.
Schierate come un plotone d’esecuzione.
A puntare sorrisi beffardi contro i miei occhi.
Languide
le vostre parole scivolano lungo la mia sconfitta.
Eccovi promesse, tutte lì, vi sento.
Una s’avvicina,
il profumo m’inebria,
e stordisce il respiro.
Punta lo specchio contro il mio volto
e mostra la vita a solcare le rughe.
Un’altra saltella e sbeffeggia gli errori
e li conta,
cantando.
Eccovi promesse, tutte lì, vi lascio.
A marcire d’invidia,
voi rimaste irrisolte
ed io qui con la voce in affanno
e le spalle piegate,
e le gambe che tremano, forse,
ma hanno strada da fare.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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