Essere o no scrittore. Lettere 1963-1988 di Sciascia-Consolo
Essere o no scrittore. Lettere 1963-1988 •••
– Sciascia-Consolo, 2019 – Archinto – pp.96 – € 14,00.
Un libretto che apre le maglie della quotidianità di due dei più grandi scrittori del ‘900. L’intellettuale che ringrazia per la fornitura d’olio da parte del fratello dello scrittore messinese. Le beghe sul lavoro, le insopportabili angherie della burocrazia, le preoccupazioni per la vita scolastica delle figlie, il dolore famigliare che si inserisce tra le pagine delle loro opere. Un breve spaccato di vita per due autori da leggere, ancora,e ancor di più in questi giorni.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
