1 romanzo in 10 righe

Officina Einaudi, di Pavese

Officina Einaudi. Lettere editoriali •••
– Cesare Pavese, 2019 – Einaudi – pp. 431 – € 7,90.

 

 

Il fitto carteggio di Pavese direttore editoriale, mediatore, ironico e pratico, definisce l’aspetto meno noto dello scrittore piemontese. E la storia di una delle più importanti case editrici italiane. Militante, antifascista, finita nel pantano della guerra, risollevata dalle difficoltà economiche, crogiolo di vite ed esistenze letterarie e parte di un’identità culturale che va scemando in questi tempi di ozio omologante.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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