Fame blu di Di Grado
– Viola Di grado, 2022 – La nave di Teseo – pp– 192 – € 18,00.

Brillante narrazione contemporanea con spunti notevoli.
«Ero lì solo da un mese e già mi sembrava casa, come sembrano casa tutte le cose che insieme soffocano e tengono al sicuro.»
Lontana da casa, lontana da una perdita tanto intima da scavare un solco. Lontana da ciò che è stata, la protagonista si apre al mondo, un mondo nuovo, tanto distante da poterla nascondere. Ma, alla fine, si sa, non ci si può nascondere da se stessi. E spinti nel baratro si continua a scivolare. Gli incontri ci salvano o ci affossano. Xu è la scossa vitale che la rigenera nel rapporto morboso che si viene a creare tra le due ragazze, tra dolore, angoscia, sentimento di possesso e smarrimento.
«Percorrere è meglio di capire. È più confortante. Mettere strade larghe e sconosciute al posto del pensiero.»
«…il rumore del vivere è spesso simile a un urlo d’aiuto.»
«L’interesse medico per la pelle è nato solo nel Cinquecento. Prima la si considerava la sacca inerte delle nostre interiora. Poi capirono che era ben altro. Che respirava. Che viveva a prescindere da ciò che proteggeva. Che non era affatto una sacca. Era un organo come gli altri, solo più fermo. Paziente. Una martire immolata sulla pira delle ossa, esposta a tutto, pronta a tutto. A raccogliere il mondo, questo mondo sudicio e disastroso, e a cercare di non farlo entrare.»
«Anche la strada è solo un’idea: una pulsione di andare da qualche parte, lontano da chi ti ha ferito, o più vicino a chi ti vuole bene.»
«Provavo una pace strana: quella che si sprigiona quando tocchi il fondo, perché la mente è sgravata da ogni sforzo di non cadere giù.»
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».