Gentilezza e bellezza
La desolante deriva culturale di questo paese.
Ennesimo episodio.
“Anche” (mi si perdoni questo anche, me è dovuto) gli ascoltatori di Radio3 Rai che sbottano durante la diretta di un programma di Loredana Lipperini in cui si parla di #PrimoLevi dicendo “Basta con gli ebrei, non fate politica…”
Il solito problema della “politica” intesa come campagna elettorale, per quello che ci è stato tramandato in questi tristi anni da Berlusconi, fino ai Dibattista silenti passando per gli infausti capitani.
Ogni gesto che compiamo in società è politico, di grande bellezza o grande miseria, altra è la perenne campagna d’incetta di voti per la gestione del meschino potere.
Parlare di #PrimoLevi sempre, splendido testimone del buco nero d’umanità che ha sprofondato la storia nel secolo scorso e che ancora riesce, inspiegabilmente, ad attirare verso sé.
Tempi bui cui bisogna resistere aggrappandosi alla bellezza e alla gentilezza, pertanto gentilmente fottetevi miei cari sfascisti.
Prima gli ultimi, perché è loro, adesso, il regno della speranza in questa vita.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
