Il mare non bagna Napoli di Ortese
Il mare non bagna Napoli
– Anna Maria Ortese, 2008 – Adelphi– pp. 176 – € 10,00.
Ci sono storie insopportabili, altre d’insopportabile bellezza. La Ortese ama Napoli, visceralmente, e nelle viscere affonda il suo sguardo portando alla luce “l’insopportabile reale” che si contrappone allo stereotipo “allegria e fantasia”. Scandaglia le debolezze umane, ne scova le miserie avvolte dall’ombra e coperte dall’olezzo fetido della povertà. Eppure le conferma quelle storie, con una scrittura densa e fluida, le conferma per ciò che sono state e che saranno in futuro. Vita. E ricordo. Come malinconia struggente è l’ultimo dei racconti. Che nasconde, e rivela. L’anima di Napoli e la sua desolata voglia di tirarsi fuori dall’ombra.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

