1 romanzo in 10 righe

Argo il cieco di Bufalino

Argo il cieco
– Gesualdo Bufalino, 2018 – Bompiani – pp. 160 – € 10,00.

La malinconia scivola sugli infiniti accordi che Bufalino riesce a comporre dalle note del suo immenso vocabolario. Un andare a ritroso ritornando al futuro, un guardarsi alle spalle con le mani tese a ciò che inesorabilmente dovrà arrivare. E la morte in attesa, lì, oltre lo sguardo vivo più che mai d’un cieco che ha visto troppo, perché troppo ha immaginato di vivere.
“Scrivere è stato per me solamente un simulacro del vivere.”

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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