La notte della cometa di Vassalli
Sebastiano Vassalli, Einaudi – pp. 280 – € 10,00.
Nel solito e affascinante stile di Vassalli, la storia di Dino Campana. Narrativa che ricerca la verità. Inchiesta. Nella volontà letteraria di rimettere a posto alcuni tasselli resi scivolosi da chi troppo spesso ha voluto cavalcare il mito costruito del poeta pazzo. E poi, ma sopratutto, c’è Dino Campana tra queste pagine, c’è il dolore di un ragazzo ai margini, c’è il pregiudizio di una comunità che spinge ancora di più chi è fragile sulle soglie dell’abbandono. Da parte della famiglia, della comunità e non ultimo da se stessi. E l’amore folle, consumato, irascibile e inquieto con Sibilla, che in qualche modo vuole annoverarlo tra le sue conquiste e ascriversene una tacca in merito. E a raccordare la vicenda il terribile stato dei manicomi che accolgono tutto fuorché i matti reali. Mero strumento sociale attraverso il quale venivano eliminate le devianze e le scomodità non gradite dalla maggioranza. Una vicenda di intensa tristezza.
«Ma forse è proprio vero che i poeti appartengono ad una specie diversa, “primitiva”, “barbara”, da sempre estinta eppure sempre in grado di rinascere come quella dell’araba fenice. I poeti autentici, dico: non i letterati o gli scrittori di poesie, ma proprio quelli per mezzo dei quali la poesia parla. Gli unicorni, i mostri.» [p. 9]
«Non c’è posto per me nel perfezionato congegno della società: sono il pezzo difettoso che l’operaio scarta, il polline che non attecchisce e fa tappeto nei boschi» … «Come vado per strada, andrò pel mondo; non ho impegni o fardelli; attaccato alla vita, quanto all’albero
la foglia d’autunno.» [p. 100]
«Non sono ambizioso, ma penso che dopo essere stato sbattuto per il mondo, dopo essermi fatto lacerare dalla vita, la mia parola che nonostante sale ha il diritto di essere ascoltata.» [p. 171]
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
