La promessa di Dürrenmatt
– Friedrich Dürrenmatt, 2019 – Adelphi – pp. 162 – € 15,00.
Con estrema lucidità razionale si smentisce l’esasperata razionalità lucida con cui vengono costruiti i romanzi gialli, spesso dimentichi dell’alea che caratterizza l’esistenza su questo pianeta e, principalmente, la stessa natura umana che in moltissimi contesti lungi dall’essere razionale. Questo delizioso racconto, anti-giallo, sviluppa la decadenza della logica ferrea che guida il protagonista-vittima della vicenda, fino a condurlo ad una folle apatia. Nonostante, la sua di logica, avesse fin dall’inizio avuto consapevolezza piena dei fatti. E, dunque, ragione. Così, la ragione non ha sempre ragion d’essere.
Dal romanzo è stato tratto l’altrettanto splendido film di Sean Penn con uno strepitoso Jack Nicholson.
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
