Le braci di Marai
– Sándor Márai, 2018 – Adelphi – pp. 181 – € 10,00.
Come cova un sentimento, in maniera infinita, tanto da mantenere in vita l’uomo che lo porta dentro, nell’attesa di un chiarimento, o come dice lo stesso generale, della vendetta. È la storia di una sconfitta a tre. Dell’inganno, dell’incapacità di prostrarsi al confronto, o come voglia dirsi al compromesso.
È la storia di una grande amicizia, a ben vedere.
«Certe volte mi sembra che le parole, quello che uno pronuncia, quelle che evita di dire o quelle che scrive al momento giusto, abbiano un’importanza grandissima, forse addirittura decisiva.» [p. 99]
«Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza.» [p. 101]
«Sì, le parole ritornano. Tutto ritorna, le cose e le parole girano in cerchio, talvolta fanno il giro del mondo, poi un bel giorno si incontrano, si riuniscono e il cerchio si chiude.» [p. 126]
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
