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Sanguina ancora di Nori

– Paolo Nori – Mondadori – pp. 288 – € 18,50.

«Ma come son stato male bene, quel giorno lì. Ma che bello, essere così vivi». Dove l’autore interseca la propria esistenza, di uomo, lettore e scrittore, alla vicenda umana e letteraria di Dostoevskij. Dove la ferita lasciata dalla Letteratura non smette mai di sanguinare, e si rigenera, non necessariamente in maniera dolorosa, ma in una direzione di fertilità. Di nascita e rinascita. 

 «Proudhon, nel 1840, nella sua opera forse più celebre Qu’est-ce que la propriété, ou Recherches sur le principe du Droit et du Gouvernment. “Essere governati significa essere guardati a vista, ispezionati, spiati, diretti, legiferati, valutati, soppesati, censurati, comandati da persone che non ne hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governati significa essere, a ogni operazione, a ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, censiti, tariffati, timbrati, tosati, contrassegnati, quotati, patentati, licenziati, autorizzati, apostrofati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti. Significa, sotto il pretesto dell’utilità pubblica e in nome dell’interesse generale, essere addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussionati, pressurati, mistificati, poi, alla minima resistenza e alla prima parola di protesta, repressi, multati, vilipesi, vessati, taccheggiati, malmenati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e, come se non bastasse, scherniti, beffati, oltraggiati, disonorati. Ecco il governo, ecco la sua giustizia, ecco la sua morale.”»

«La vita è vita ovunque, la vita è in noi stessi, e non fuori. Accanto a me ci saranno altre persone, e essere persona tra le persone e rimanerlo, tra loro, per sempre, in qualsiasi circostanza, non essere triste e non arrendersi: ecco cos’è la vita, ecco qual è il suo scopo. Ne sono consapevole. Questa idea mi è entrata nella carne e nel sangue. Sì, è così. Quella testa che creava, viveva la vita superiore dell’arte, che era consapevole e abituata alle nobili necessità dell’anima, quella testa è già stata tagliata dalle mie spalle.»

«Noi, tutti noi, non siamo più abituati alla vita, siamo tutti zoppi, siamo così poco abituati che sentiamo, adesso, per la “vita vera” una specie di repulsione, e non sopportiamo che ce la ricordino[…] siamo arrivati al punto che la “vita vera” la consideriamo quasi una fatica, e siamo tutti d’accordo che è meglio se ci viene presentata nei libri.»

«Se si è prudenti, cioè se si è come di marmo, freddi e prudenti in modo disumano, allora senz’altro, senza alcun dubbio si può vincere quanto si vuole. Ma bisogna giocare molto tempo, molti giorni.»

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