Parole in sequenza

The Irishman di Scorsese

“The Irishman” di Scorsese, con un cast stellare. Film di complessa bellezza, affascinante, con alcuni fotogrammi che sono pura arte visiva e visionaria. Al Pacino grandioso, una delle sue migliori performance, così come Joe Pesci, che sopratutto nelle scene finali, quando è decrepito in carcere è strepitoso. Bob De Niro la solita certezza, il perno attorno al quale gira tutto. Certe volte pare ordinario, ma se provassimo a pensare il film senza di lui sarebbe un altro mondo.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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