Trema la notte di Terranova
– Nadia Terranova, 2022 – Einaudi – pp. 176 – € 16,50.
Dal titolo all’ultima pagina. Terranova scrive una storia scolpita nella parola. Parola dal sapore antico, arcano, magico, a tratti sibillino. Due protagonisti. Morte e Rinascita che s’incrociano e si stagliano oltre il buio della paura che avvolge ogni cosa. La matrice di una violenza senza ragione, come ogni violenza sa di essere pur continuando a perpetrarsi in se stessa. Che sia generata dalla natura inconsapevole o che sia provocata dagli appetiti bestiali degli uomini. Eppure, sotto le macerie di un mondo devastato, al di là dell’amaro e ripugnante sapore di uno stupro, c’è una tenue scia di luce, una possibilità che illumina d’un bagliore vitale la profonda oscurità.
«Questo non è il libro che pensavo di scrivere a vent’anni, ma così poche volte diventiamo ciò che da giovani crediamo di essere.»
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
