Ultime della notte di Markaris
Ultime della notte
– Petros Markaris, 2001 – Bompiani – pp. 343 – € 12.
Un uomo normale per un’indagine ingarbugliata. Un uomo normale, stanco della vita che conduce, insoddisfatto, annoiato dal ménage coniugale, innamorato devoto della figlia che tiene in piedi ancora la speranza di andare avanti. Un commissario, sulle tracce di un assassino, che finisce per sgominare una banda internazionale di trafficanti di bambini senza rendersi conto dell’immediata distanza che lo separa dall’omicida. Un uomo che è uno squarcio nelle infinite contraddizioni della Grecia contemporanea, uno scrittore che le illumina quelle contraddizione, con la dignità della letteratura.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

