Come Dio comanda di Ammaniti
– Niccolò Ammaniti, 2006 – Mondadori – pp. 426 – € 9,00.
Storia d’amore tra padre e figlio, sullo sfondo di un misero degrado quotidiano. Storia d’emarginazione che si snoda su un fitto piano di sequenze dal carattere cinematografico [trasposizione naturale nello stringato film di Salvatores]. Il lettore rimane tra le pagine di questa storia senza dubbio avvincente, ma poi, alla fine, al lettore cosa rimane?
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
