1 romanzo in 10 righe

Contrappasso di Delogu

– Andrea Delogu, 2022 – HarperCollins – pp. 250 – € 19,00.

Di matrice Dantesca. La legge del Contrappasso diviene un evento a sancire un prima e un dopo nell’evoluzione della vita sulla terra. Immaginate di sfrigolare sull’olio incandescente dei freschissimi crostacei e ritrovarvi all’istante sfrigolati a vostra volta, lacerati nella pelle che si sfalda come un croissant. Immaginate di passeggiare allegramente sul vostro prato appena falciato e inavvertitamente schiacciare un’ignara formica. Immaginate di ritrovarvi all’istante spiaccicati a vostra volta. Immaginate un ordine mondiale che per la sopravvivenza della specie costruisce un sistema capillare di controllo. Un sistema generativo di un’esistenza posticcia, spesso inconsapevole. Ecco, l’autrice lo fa. Ricreando un ambiente umano soggiogato dall’angoscia di rapportarsi con la natura, per come siamo abituati a fare. Una storia ecologista, a cavallo tra distopia e utopia, che ribalta il paradigma noto. Una storia che affonda sulle storture della ricerca biologica e sugli abusi perpetrati dalla razza umana nei confronti del mondo animale.

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Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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