La parola mancante


diario

In principio fu difficile da pronunciare,
un suono sconnesso, un’imitazione.
Poi fu luce negli occhi.
Scoperta, piegata, raccolta
come conchiglia portata alla riva
a sfiorare la mente,
a riempirla di storie feconde.

Era un sussurro d’ombra,
un cammino leggero, oltre ogni dolore,
era il pianto di sempre,
bizzarra paura di perderla in sogno,
era sforzo e passione,
era semplice voglia di fare,
d’avere qualcosa, una voce,
una misera croce da dimenticare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.