1 romanzo in 10 righe

Memè Scianca di Calasso

– Roberto Calasso, 2021 – Adelphi – pp. 96 – € 12,00.

Un bimbo che si aggira tra le parole degli adulti, talvolta indecifrabili, altre cariche di misteriosi significati. Un bambino che già individua il tratto netto e distinto della sua parabola e la destina ad un ego altro, un Memè Scianca, sghimbescio nel nome tanto quanto musicale. Frammenti di memorie si intersecano alle pagine di libri letti, scritti, da scrivere e da leggere. Il fascino di questo diario accennato dei primi anni di vita di Roberto Calasso che proietta il lettore verso una dimensione così distante da essere ancora desiderabile.

 

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Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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