Skip to content

Il passeggero di McCarthy

Il passeggero – Cormac McCarthy, Einaudi – pp. 392 – € 21,00.

Ci sono opere di cui sarebbe meglio tacere per non banalizzarne la bellezza. Opere che segnano il passo e spingono oltre il limite del linguaggio. Opere che attraversi mentre ne vieni completamente attraversato, sebbene all’apparenza si muovano nel narrare luoghi e contesti così distanti. Ci sono opere, per il fatto stesso d’esserci, quali puri gesti d’amore e dolore, sentimenti che spesso s’intersecano, s’aggrovigliano e si confondono.
Sono opere difficili quelle (questa) perchè è difficile, profondamente difficile, spostarsi oltre il limite del convenzionale, camminare verso l’abisso e ritornare.

Il passeggero di Cormac McCarthy (nella traduzione di Maurizia Balmelli) è una di queste Opere, da scrivere rigorosamente in maiuscolo per preservarne l’autorevole bellezza.

E poi ci sono figure indimenticabili, rese così vivide seppure espressione di devianze mentali, come i personaggi che affollano la mente di Alicia e Bobby Western, protagonista di un cammino dai tratti oscuri e melanconici; ma su tutti eleggo la brillantezza di “Long” John Sheddan che nei dialoghi con Bobby raggiunge vette da brivido. 

note di lettura:

«se non hai visto quello che abbiamo visto noi forse prima di dirci cosa ne dovremmo pensare dovresti contare fino a dieci.»

«La prima cosa da fare è individuare la linea narrativa. Non è necessario che sia a prova di bomba. Comincia a imbastire il materiale dei vari episodi. L’aneddotica. Vedrai che ci riesci. Ricordati solo che dove non c’è linearità non c’è delineazione.»

«Per il viaggiatore esperto la meta è al massimo un sentito dire.»

«Il vero guaio è che ogni linea è una linea spezzata. Torni sui tuoi passi e niente è familiare. Allora giri i tacchi per fare marcia indietro solo che adesso hai lo stesso problema nella direzione opposta. Ogni linea di mondo è discreta e la cesura valica un baratro che non ha fondo. Ogni passo incrocia la morte.»

«non si può travisare quanto ancora ha da accadere.»

«E così ogni cosa sembra dipendere dalla velocità della luce ma nessuno vuole parlare della velocità delle tenebre. Cosa c’è in un’ombra? Le ombre si spostano alla velocità della luce che le proietta? Che profondità raggiungono?»

«Qualunque indagine soppianta ciò che indaga. Un momento nel tempo è un evento, non un’eventualità. Il mondo si prenderà la tua vita. Ma soprattutto e in ultima istanza il mondo non sa che sei qui. Tu questa cosa credi di capirla. Ma non la capisci. Non intimamente.»

«siamo gli ultimi del nostro lignaggio? Albergherà, nei bambini futuri, una nostalgia di qualcosa che non sapranno nemmeno nominare? L’eredità del mondo è una cosa fragile pur nella sua potenza»

«Stare sempre un passo avanti. Cercare di tenere a bada le miserie piú comuni. Non guardare in faccia la fortuna.»

«Il cordoglio è la materia della vita. Una vita senza cordoglio non è affatto vita. Ma il rimorso è una prigione. Una parte di te cui attribuisci grande valore resta per sempre impalata a un bivio che non riesci più a ritrovare né a dimenticare.»

«Gli orrori del passato perdono incisività, e così facendo ci rendono ciechi di fronte a un mondo che procede sbandando verso un’oscurità oltre le più amare speculazioni.»

«Quando l’insorgere della notte universale sarà finalmente riconosciuto come irreversibile anche il cinico piú indifferente rimarrà strabiliato dalla rapidità con cui ogni regola e restrizione che puntella questo edificio scricchiolante verrà abbandonata a favore di ogni tipo di aberrazione. Sarà sicuramente uno spettacolo notevole. Per quanto breve.»

«Una volta tu hai detto che un momento nel tempo è una contraddizione perché non può esistere qualcosa di immobile. Che il tempo non può essere costretto in una brevità che contraddice la sua stessa definizione.»

«Non è proprio da tutti apprezzare quel che si ha. Tanto più, forse, qualcosa di strano e raro come una nobile pena. Se uno dev’essere infelice – e si dà il caso che lo debba essere – allora meglio ammirato che compatito. Per quanto in prima istanza si possa essere restii a camuffarsi.»

«È corretto dire che la ragione per cui non riusciamo a capire appieno il mondo quantistico è perché non siamo evoluti in quel mondo.»

«Tutto mi fa soffrire. Credo. Forse è solo che sono una persona dolente.»

«Bisogna credere che nel mondo c’è del buono. Direi che bisogna credere che se nella vita ti rimbocchi le maniche poi ti arriva. Uno può sbagliarsi, ma se non ci crede allora una vita non ce l’avrà. Magari la chiamerà pure vita. Ma non sarà una vita.»

«Sarebbe venuto un tempo in cui tutti i ricordi di quel posto e di quelle persone sarebbero stati stralciati dal registro del mondo.»

«Penso che la gente più di quello che ha fatto rimpiange quello che non ha fatto. Penso che tutti hanno cose che non sono riusciti a fare.»

«Non può esserci niente finché non si palesa qualcos’altro. È questo il problema. Se c’è una sola cosa non si può dire dove o cosa sia. Non si può dire quanto grande o quanto piccola o di che colore sia o quanto pesi. Non si può dire se è. Niente è alcunché se non c’è qualcos’altro.»

«I nomi sono importanti. Fissano i parametri per le regole d’ingaggio. L’origine del linguaggio risiede nel suono unico che designa l’altro. Prima che gli si faccia qualcosa.»

«Una volta mi hai detto che la fine della strada forse non ha niente a che fare con la strada. Forse non sa nemmeno che c’è stata una strada.»

«so bene che c’è più saggezza nel dolore che nella gioia.»

«È solo che il tempo che passa implica irrevocabilmente che passiamo noi. E dopo niente. Presumo dovrebbe essere di consolazione capire che non si può essere morti in eterno se non esiste un eterno in cui esserlo.»

«Se anche tutte le notizie del mondo fossero una menzogna non per forza ne conseguirebbe che esiste qualche verità controfattuale sulla quale mentire.»

«La vita è strana.

Non me ne parlare. Però mi verrebbe da dire che per alcuni è più strana che per altri.

Magari significa semplicemente che uno paga per quello che fa.

Mi sa che è proprio cosí. Poco ma sicuro.

Eppure penso che alcuni paghino più di quanto dovrebbero.»

«In giro c’è parecchia devastazione. Parecchia gente aggrappata al relitto. Ma non resteranno aggrappati in eterno. Certi pensano che sarebbe una buona idea scoprire la vera natura delle tenebre. Il cuore pulsante delle tenebre e il loro covo. Li vedi andare in giro con le loro lanterne.»

«Il mondo è un posto ingannevole. Molte delle cose che vedi non sono piú realmente qui. Sono solo un’immagine residua.»

«alla fine è impossibile sapere. Impossibile afferrare il mondo. Puoi solo descriverlo. Che si tratti di un toro sulla parete di una grotta o di un’equazione differenziale non cambia niente.»

«Come mai non ti sei preso un altro gatto?»

«È solo che non volevo più perdere niente. Ho già perso tutto.»

«Informazione e sopravvivenza finiranno coll’essere la stessa cosa.»

«È solo che a volte penso che avrei trovato la mia vita parecchio divertente se non avessi dovuto viverla.»

«Non è solo che non ho bisogno di scrivere le cose. C’è dell’altro. Quello che scrivi si fissa. Acquisisce i limiti di qualsiasi entità tangibile. Precipita in una realtà alienata dall’ambito della sua creazione. È un indicatore. Un cartello stradale. Ti sei fermato per orientarti, ma questo ha un prezzo. Non saprai mai dove sarebbe andato se l’avessi lasciato libero di andarci. In qualsiasi congettura si cercano sempre i punti deboli. Ma talvolta hai la sensazione che dovresti trattenerti. Pazientare. Avere un po’ di fiducia. Vuoi davvero vedere che cosa la congettura stessa saprà tirar su dal fango.»

«L’idea resiste sempre alla propria realizzazione. Le idee sono sempre corredate da un innato scetticismo, non si fiondano in avanti a rotta di collo. E questi dubbi hanno origine nello stesso mondo dell’idea. E quello è un mondo al quale non si ha davvero accesso. Per cui le riserve che nel tuo mondo di resistenza tu stesso metti sul tavolo potrebbero in realtà risultare estranee alla traiettoria di queste strutture emergenti. I loro dubbi intrinseci sono uno sterzo mentre i tuoi sono piú come dei freni. Ovviamente l’idea è comunque destinata a finire in un vicolo cieco.»

«Se potessi pianificare la mia vita non avrei voglia di viverla. È probabile che non voglia viverla comunque. So bene che i personaggi della storia possono essere sia reali che immaginari e che quando saranno tutti morti non farà nessuna differenza. Se delle creature immaginarie muoiono di morte immaginaria saranno comunque morte. Uno pensa che si possa costruire una storia con quello che è stato. Manufatti. Un pugno di lettere. Un sacchetto profumato in un cassetto della specchiera. Ma il cuore del racconto non è questo. Il problema è che il motore del racconto non gli sopravvivrà. Mentre la stanza scivola nella penombra e il suono delle voci svanisce capisci che il mondo e tutto ciò che contiene presto cesseranno di esistere. Tu credi che ricomincerà da capo. Ti dirigi verso altre vite. Ma il loro mondo non è mai stato tuo.»

«peggio del perdere c’è solo il non giocare.»

«L’abisso del passato nel quale il mondo precipita. Tutto che svanisce come se non fosse mai esistito. Difficilmente vorremmo conoscere noi stessi com’eravamo in passato e tuttavia piangiamo i tempi andati.»

«Tutta la storia fisica finisce col rivelarsi una chimera. Diceva che anche se posi le mani sulle pietre di vecchi edifici non crederai mai davvero che il mondo cui sono sopravvissuti abbia avuto la stessa realtà di quello nel quale ti trovi. La storia è una questione di fede.»

«La sofferenza fa parte della condizione umana e bisogna sopportarla. Ma l’infelicità è una scelta.»

«Una disgrazia non può essere cancellata da nessun bene. Può solo essere cancellata da una disgrazia peggiore.»

«Suppongo che alla fin fine quello che abbiamo da offrire sia solo quel che abbiamo perduto. Non che ami i paradossi. È solo che sempre piú sembrano l’ultima realtà concreta.»

«l’idea che un giorno tutto questo sarà ridotto in polvere e disperso nel nulla piú che una profezia diventa una promessa.»

«L’occhiello di una vita che si chiude come una flangia. Un ultimo spillo di luce e poi piú niente. Avremmo dovuto parlare di più.»

«L’elevazione del dolore a una condizione che trascende l’oggetto stesso del cordoglio.»

«È l’idea della perdita. Sussume l’ordine di tutte le possibili cose perdute. È la nostra paura primaria, e possiamo attribuirle quello che vogliamo. Non ti invade la vita. C’è sempre stata. In attesa della tua indulgenza. In attesa della tua concessione.»

«È sicuramente vero che non esiste un terreno comune della gioia come esiste del dolore. Niente ti assicura che la felicità di un altro somigli alla tua.»

«Ogni realtà è perdita e ogni perdita è definitiva. Altre non ce n’è. E la realtà che indaghiamo deve prima di tutto contenerci.»

«Portarsi il proprio passato in battaglia significa darsi in pasto alla morte. L’austerità allevia il cuore e mette a fuoco la vista. Viaggia leggero.»

«è nella natura delle persone immaginare che il vinto debba aver fatto qualcosa per meritare la propria rovina. La gente vuole che il mondo sia giusto. Ma il mondo su questo non si esprime.»

«Pietà è la contrada dell’uomo solo. Esiste l’odio di massa e il cordoglio di massa. La vendetta di massa e il suicidio di massa addirittura. Ma non c’è il perdono di massa. Ci sei solo tu.»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.