Il quartetto Razumovsky di Maurensig
– Paolo Maurensig, 2021 – Einaudi – pp. 143 – € 17,50.
Ossessione e vergogna si mescolano in questo delizioso racconto. Beethoven al cospetto di Hitler, quattro musicisti, una delazione. L’impronta d’odio che ha marchiato l’esistenza germanica durante il nazismo non si cancella facilmente, lascia una traccia comunque. Nonostante i tentativi di fuga, di ricostruzione, di mistificazione. Se ne resta là, latente, e sgorga come una bestia inferocita. Vogel è la personificazione del male, un male forse non del tutto consapevole, ma naturale, istintivo. E la musica dolente del gigante berlinese rimane sottofondo di una storia sbagliata.
«Mi chiedevo se ciò che chiamano amore, il più controverso dei sentimenti, al quale ci si appiglia per giustificare a volte le azioni più abbiette, possa avere in certi casi questa rara facoltà di restare immutato nel tempo. Ma in ogni caso, per quanto crei sofferenza, è pur sempre il miglior antidoto alla sofferenza stessa.» [p.19]
«… la natura è priva di morale, ed è disposta a qualsiasi tipo di compromesso» [p. 106]
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Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
